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Cucina |
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Sindrome di "mucca pazza",
e non solo, hanno gettato nell'incertezza tutte le donne alle prese con la
spesa di ogni giorno.
Torna quanto mai attuale ripensare a una cucina più genuina, più povera,
seppure meno semplice, della classica bistecca con insalata. Chi se lo
può permettere - le condizioni sono tempo e disponibilità di materia
prima - potrebbe ripescare qualche idea dalle consuetudini del passato, che
vedevano le donne carniche abili manipolatrici di ortaggi ed erbe selvatiche.
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foto
Ulderica Da Pozzo) |
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In Carnia, in questi ultimi anni, vi è stata
infatti una rivalutazione della
cucina "povera", parallelamente alla riscoperta del "mondo
verde". Esiste già una vasta letteratura sull'argomento, derivata
per molti casi da una ricerca meticolosa casa a casa
delle antiche ricette, tramandate per generazioni, con le
peculiarità tipiche di ogni paese. Fra le pubblicazioni in questione,
merita senz'altro sfogliare le pagine di "Erboristeria e medicina
popolare - Erbe selvatiche in cucina" di Domenico
Molfetta, Chiandetti Editore 1998.
Ecco qualche ricetta, delle molte raccolte da Molfetta con una minuziosa
ricerca di paese in paese, soprattutto nella valle del But:
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"CJARSONS
CON LE ERBE" (raccolta a Cercivento)
Ingredienti per il ripieno "pestùm":
- Patate,
mezzo chilo
- Un cavolo
rapa;
- Melissa
e Menta
crespa "nètes",una manciata di foglie secche;
- Prezzemolo
tritato: una manciata;
- Ricotta affumicata grattugiata, una manciata;
- Formaggio grattugiato: una manciata;
- Pane grattugiato: una manciata;
- Uva sultanina, una manciata;
- La scorza grattugiata di un limone;
- Alcuni fichi secchi ben tritati;
- Una cipolla;
- Burro gr. 50;
- Due pizzichi di cannella e garofani;
- Sale e pepe, quanto basta.
Preparazione del ripieno:
Lessate le patate ed il Cavolo rapa, spellateli, schiacciateli;
aggiungetevi la Melissa, la Menta crespa, il Prezzemolo, la ricotta, il
formaggio, il pane, i fichi, l'uva sultanina, la scorza del limone, la
mela, la cannella e garofani, il sale ed il pepe.
Mescolate un pò il tutto e poi versateci sopra la Cipolla tritata che
avrete fatto rosolare in 50 grammi di burro; lavorate ancora un pò
l'impasto con le mani ed il ripieno sarà pronto.
Preparate ora la pasta sfoglia
Solamente con farina e acqua bollente, tagliatela a dischi del diametro di
circa 6 cm., ponete nei medesimi una pallottolina (come una noce) di
ripieno e richiudeteli a modo di tortellini.
Cuoceteli nell'acqua bollente, scolateli e conditeli con ricotta
affumicata grattugiata e burro fuso bollente.
Questo è il piatto carnico delle grandi ricorrenze.
Raccolta a Cercivento. |
GNOCCHI
DI SPINACI DI MONTE |
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Lessate gli Spinaci di monte "Spinàge
di mont" (Chenopodium bonus-henricus), scolateli e
conditeli con burro fuso e ricotta affumicata grattugiata. Metteteli al
fuoco, mescolateli e ritirateli quando avranno bene assorbito il
condimento.
Aggiungetevi 2 uova intere e 4 cucchiai di farina bianca per ogni
chilogrammo di Spinaci di monte, quindi amalgamare bene il tutto.
Buttate il composto con un cucchiaio nell'acqua bollente salata, si
formeranno dei piccoli gnocchi. Lasciateli cuocere; ritirateli e conditeli
con burro cotto e ricotta affumicata grattugiata (al posto della ricotta
si può usare anche un buon formaggio).
Per 6 persone occorrono almeno 2 Kg. di Spinaci di monte freschi.
Raccolta a Tualis
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FRITTELLE
di FIORI di SAMBUCO
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Prendete fiori freschi di Sambuco
e inzuppateli in una pasta per frittelle, fatta con uova, farina, latte e
un pizzico di sale. Gettateli in una padella a friggere e girateli
affinché si cuociano dall'altra parte.
Spolverateli con zucchero e serviteli caldi.
Allo stesso modo si possono fare le frittelle di Salvia
e di Ruta.
Si dice che queste frittelle abbiano molte virtù terapeutiche.
Raccolta a Ravascletto. |
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RICETTE
POPOLARI
raccolte in Carnia da Amelia
Artico |
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TOC'
DI VORES
"Chest al ere il mangjâ das biades femines che a
lavin a fâ las vôres tai cjamps e tai bosc de nestre Cjargne, si
podarês clamâlu ancje il toc' dai povars, al coste pôc e al rint un
grum."
Questo era il mangiare delle
povere donne di Carnia che andavano a lavorare nei campi, nei boschi, nei
prati; si potrebbe anche chiamare: "l'intingolo dei poverelli",
costa poco e rende molto.
Dunque: occorre 1 litro di latte, formaggio nostrano grattugiato, farina
00, sale, pepe, una noce di burro. In una scodella amalgamare formaggio,
farina, sale e pepe, con il latte caldo diluire e fare una pastella: In
una pentola sul fuoco si fa disfare il burro, quand'è rosso si getta
tutto il miscuglio e si mescola in senso orario senza mai fermarsi per 20
minuti. La casa sarà invasa da buon profumo genuino e poi sentirete anche
che sapore!. Si gusta con la polenta.
di Luisa Romanin di Enemonzo.
FRITTATA
CON LATTE E RUTA
Dicevano un tempo che questo cibo giovasse a guarire il
male di schiena.
Sbattete 4 uova, pestare sottile un mazzetto di ruta, un goccio di latte,
sale. Cuocere da ogni lato nel tegame di ferro.
di Nives di Paularo
"LAS
SURÎS" (I topolini): FRITTELLE DI SALVIA
Le foglie di questa erba sono già largamente usate per
insaporire minestre e sughi.
Si raccolgono le foglie più belle, si lavano e si asciugano con un
canovaccio prima di immergerle nella pastella fatta con farina 00, uova,
latte, grappa, zucchero, un pizzico di sale. Si friggono nello strutto e
si mangiano calde.
Nota: la coda delle foglie non deve toccare la pastella altrimenti la
foglia non potrebbe prendere sembianza di un topolino.
di Elisa Pozzi di Raveo
FUNGHI
SANGUINELLI AL FORNO
Prendete una padella capace, coprite tutto il fondo con i
cappelli dei funghi; preparare una bella manciata di pan grattato,
formaggio nostrano stagionato grattugiato, prezzemolo e aglio; coprire
tutti i funghi, irrorare con olio di oliva; mettere in forno per poco più
di mezz'ora a fuoco molto allegro.
di Pino di Tolmezzo |
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CUOCHE
E CUOCHI DELLA CARNIA |
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GIULIA ZULIANI CIMENTI
A Giulia Zuliani Cimenti, cuoca a Villa Santina, è
stato assegnato, il 22 marzo 2001, il premio "Fidapa" 2001.
La sezione tolmezzina della Federazione italiana donne, arti, professioni,
affari ha festeggiato quest'anno il decimo anniversario di fondazione. La
presidente Gloria Vannucci Lunazzi ha così commentato l'evento (dal
"Gazzettino" del 22.03.01, firma Lucio Cimiotti):
"Un traguardo importante per tutte noi. Per le nostre donne che in
questo decennio hanno offerto alla cittadinanza di Tolmezzo e alle
istituzioni un segno concreto di fattiva presenza e solidale impegno. Il
premio istituito nel '97 intende porre nel giusto rilievo la loro opera di
ambasciatrici della Carnia. Con il loro quotidiano prodigarsi, con la loro
professione, il loro lavoro, infatti, hanno fatto conoscere la Carnia ben
oltre i suoi confini.
Quest'anno con il riconoscimento assegnato alla signora
Giulia Zuliani Cimenti, si sono volute sottolineare le doti innate di una
donna, protagonista e testimone in cucina, della grande tradizione
culinaria carnica".
Giulia Zuliani, che speriamo quanto prima di poter ospitare in questa
pagina con qualche sua ricetta, continua con entusiasmo la sua lunghissima
carriera di cuoca nell'ambiente di Villa, ristrutturazione di un vecchio
fermo posta del 1947.
Il giorno di Pasqua, con la mia famiglia, sono andata a provare la sua
cucina. Il risultato è stato ottimo. Il menù pasquale, quasi a sorpresa,
perchè non era possibile stabilirlo prima, in quanto dipendeva (tranne il
capretto), dalle erbe selvatiche di stagione che la cuoca avrebbe potuto
reperire.
Comunque leggete e guardate le foto, che ho regolarmente scattato prima di
assaggiare i piatti: |
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"Urticions e us durs"
Gli urticions (Humulus lupulus, i primi germogli del luppolo, usati a modo
di asparagi o per frittate). Sono stati serviti con le uova sode, bianco e
rosso separati.
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Timballo di"sclòpit"
un delizioso, piccolo timballo di pasta sfoglia adagiato
su una crema di "sclopìt" (silene vulgaris) |
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"Macaròns cui mei"
Caramelle di zucca
"Tortei di voreles di lieur e scuete"
(Maccheroni con le mele: gnocchi-cjarsons con spiccato sapore di mele
- Caramelle di zucca: entro una pasta a base di patate e forgiata a
caramella, un delicato ripieno di zucca - Ravioloni di "orecchie di
lepre" ("gittone delle macchie", Silene dioica)
con ripieno di ricotta. |
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Asparagi bianchi e "parsut di Sauris"
Gli asparagi avvolti dal prosciutto di Sauris, passati al forno.
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Seguiva il piatto di carne, a base di capretto al forno:
"Giocolut di lat tal for" (capretto da latte con zucchine
fritte
e sfornato al tarassacco). |
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Dulcis in fundo, i "Nidi
di rondine", dolcissimi bignè alla crema e panna su un letto
di cioccolato caldo. |
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Era d'obbligo salutare Giulia (ritratta con me nella foto a destra) che, nonostante il tour de force in cucina, era soddisfatta del suo
lavoro e dei nostri complimenti, e ci regalava l'immancabile
sorriso.
AmB |
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GIANNI COSETTI
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Possiamo ricordarlo come lo chef della
Carnia, anche se veniva chiamato l'"orso"
di Carnia o addirittura "cuocosauro".
Nella sua prefazione al volume "Vecchia
e nuova cucina di Carnia" - ed. C.E.M.
Buttrio, Gianni Cosetti precisava il contenuto della raccolta:
"Questo libro non vuol essere un trattato di
cucina, ma una raccolta di ricette della mia terra. Ognuna di queste trova
le sue origini nell'ingegnosa cucina delle donne carniche di un tempo che,
facendo di necessità virtù, riuscivano con amore e fantasia ad inventare
numerose pietanze nonostante la scarsa varietà degli ingredienti di
base"
E ancora nel testo le note di Luigi Veronelli, il quale, dopo aver
parlato del fascino della Carnia: "Ma
non è solo la lucida bellezza dei luoghi ad attrarmi, e non solo le
suggestioni anarchiche della loro storia... mi conquista, mi affascina, mi
assorbe la sua cucina." , aggiunge
su Cosetti: "Gianni ha percorso strada via
strada, sentiero per sentiero, pietra per pietra, alla ricerca e alla
raccolta prima, poi alla catalogazione e alla stesura della ricetta
dell'immenso patrimonio cucinario della sua terra."
Un grazie particolare a Gabriella Cosetti che ci permette di riportare
queste ricette dal libro di suo padre.
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SPUMA DI PORCINI
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500 GR DI PORCINI FRESCHI
100 GR. DI BURRO
2 SPICCHI D'AGLIO
50 GR. DI PANNA
SALE E PEPE
1 CIUFFO DI PREZZEMOLO
20 CROSTINI DI PANE
(30 minuti)
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Rosolate 50 gr. di burro con uno
spicchio d'aglio che toglierete appena dorato, mondate, lavate e tagliate
bene i funghi, scolateli e passateli nel burro, pepate e fate cuocere a
fuoco vivo per 10 minuti.
A cottura ultimata passateli nel frullatore con il rimanente burro, la
panna ed il prezzemolo tritato: otterrete una crema soffice e cremosa.
Servite la spuma con crostini caldi al profumo di aglio.
Servire con Sauvignon del Collio
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FILE E DASPE
(PIATTO TIPICO DELLA ZONA DI FIELIS)
40 minuti |
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4 TUORLI D'UOVO
300 GR. DI FORMAGGIO LATTERIA FRESCO
4 CUCCHIAI DI ACETO DI MELE
8 PATATE PICCOLE E OVALI
1/2 BICCHIERE DI LATTE
SALE E PEPE
12 STELI DI ERBA CIPOLLINA
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Lavate le patate e lessatele con la buccia.
In una ciotola mettete i tuorli, il formaggio a dadini, il sale ed il
pepe;
sbattete con una forchetta, quindi aggiungete l'aceto ed il latte e
mescolate bene.
Versate il composto in una casseruola antiaderente e cuocete a fuoco basso
continuando a mescolare finchè otterrete una salsa liquida e cremosa.
Sbucciate le patate calde e tagliatele a metà. In piatti piani singoli
ben caldi sistemate quattro mezze patate, versatevi sopra un mestolino
della crema di formaggio e guarnite con tre fili di erba cipollina
disposti a ventaglio.
Servire con Sauvignon |
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PERE CON FORMAGGIO DI MALGA
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15 minuti
200 GR. RUCOLA
200 GR. FORMAGGIO DI MALGA FRESCO
2 PERE ABATE
1/2 DL. DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
1 PIZZICO DI SEMI DI SESAMO |
Affettate sottilmente il formaggio di malga; mondate,
lavate e asciugate la rucola.
su un piatto disponete un letto di rucola ed adagiatevi le fettine di
formaggio. Solo alla fine pelate le pere perchè non imbruniscano,
tagliatele a fettine sottili e sistematele sopra il formaggio.
Condite con un filo d'olio e guarnite con semi di sesamo o con gherigli di
noci.
Servire con Collio Pinot Grigio
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RICETTE SUI
CJALSONS
raccolte o rinnovate da Gianni Cosetti
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Diceva Cosetti:
" Torniamo per un attimo nella
Carnia dei tempi passati...E' la festa del S. Patrono: al suono delle
campane del paese la piazza si spopola perchè tutti rientrano nelle case
per pranzare; li aspetta il piatto tipico carnico per eccellenza, quello
delle grandi occasioni: i cjarsòns, preparati con cura dalle mani ormai
esperte e pazienti delle donne carniche.
Un'unica ricetta non esiste, perchè ogni vallata
della Carnia ha la sua, e non solo: in una stessa vallata ci può essere
una mamma che festeggia cucinando dei cjalsòns diversi da quelli che sta
preparando la vicina, sia nella pasta che nel ripieno.
Ed è proprio questa varietà di preparazioni - concludeva
Cosetti - che ha sempre suscitato la mia curiosità e mi ha spinto
nel 1973 ad indire un concorso per tutte le donne carniche: tema "I
cjalsòns", risultato: 40 concorrenti con 40 ricette diverse. Questo
rispecchia ancora una volta il carattere del carnico: "ognuno per
proprio conto". "
Ecco alcune di queste ricette: |
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CJALSONS VAL DAL BUT
tipica originale
(Agnolotti della Valle del But)
60 minuti
per la pasta:
300 GR. PATATE
200 GR. FARINA 00
1 PIZZICO DI SALE
per il ripieno:
3 PATATE
50 GR. RICOTTA AFFUMICATA
50 GR. UVA SULTANINA
30 GR. CACAO
30 GR. ZUCCHERO
30 GR. MARMELLATA
2 SAVOIARDI GRATTUGIATI
1/2 PERA GRATTUGIATA
1/2 MELA GRATTUGIATA
1 SCORZA DI LIMONE GRATTUGIATA
1 CUCCHIAINO CANNELLA IN POLVERE
SALE Q.B.
1 CIUFFO DI PREZZEMOLO
1 CIUFFO DI MENTUCCIA
1 CIUFFO DI MELISSA
1 CIUFFO MAGGIORANA
1 CIUFFO GERANIO PROFUMATO
1 CIUFFO ERBA CEDRINA
1 CIUFFO DI BASILICO
1 CIUFFO DI FINOCCHIO
per il condimento:
150 GR BURRO
150 GR RICOTTA AFFUMICATA
1 PIZZICO CANNELLA IN POLVERE
Per preparare la pasta lessate le patate,
sbucciatele e passatele al setaccio, unite la farina e l'uovo, salate e
pepate.
Stendete la pasta su una spianatoia infarinata e ricavate dei dischi del
diametro di 7 cm.
Per fare il ripieno lessate le patate, passatele al setaccio ed aggiungete
la ricotta affumicata grattugiata, e tritate e soffriggete tutte le erbe
aromatiche in un tegame con un fiocco di burro per 5 minuti ed unitele al
ripieno mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo detto "pistum".
Ora ponete un cucchiaio di ripieno al centro di ogni disco di pasta,
ripiegate e chiudete bene premendo sui bordi. Cuocete i cjalsons in acqua
bollente salata finchè verranno a galla, raccoglieteli con un mestolo
forato, poneteli in una pirofila e conditeli con il burro fuso, la ricotta
grattugiata e una spolveratina di cannella in polvere.
servire con
most di peruz |
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CJARSONS DI
PIEDIM tipica originale
(Agnolotti di Piedim)
60 minuti
per la pasta:
200 GR. PATATE
200 GR. FARINA 00
1 CUCCHIAIO DI STRUTTO
1 CUCCHIAIO DI OLIO
per il ripieno:
50 GR ARACHIDI
30 GR. CIOCCOLATO
25 GR NOCI
25 GR CEDRI CANDITI
100 GR RICOTTA FRESCA
50 GR BISCOTTI SECCHI
30 GR MARMELLATA PRUGNE
1 LIMONE GRATTUGIATO
1 CUCCHIAIO CANNELLA IN POLVERE
2 CUCCHIAI DI RHUM
1 CUCCHIAIO DI CACAO
1 CUCCHIAINO DI MIELE
per il condimento:
100 GR BURRO
100 GR RICOTTA AFFUMICATA STAGIONATA
1 PIZZICO CANNELLA IN POLVERE
1 CUCCHIAINO DI ZUCCHERO
Grattugiate i biscotti e la cioccolata, macinate
gli arachidi, le noci ed i cedri canditi, preparate quindi il ripieno,
"pistum" con tutti questi ingredienti.
A parte lessate le patate, schiacciatele, passatele al setaccio, unite la
farina, un cucchiaio di strutto, l'olio ed il sale; impastate bene e
stendete una sfoglia dalla quale ricavate dei dischi del diametro di circa
8 cm. Su ogni disco ponete un cucchiaio di ripieno, piegate a metà e
chiudete bene la sfoglia premendo sui bordi.
Gettate i cjarsons in acqua salata bollente, nella quale avrete versato un
cucchiaio d'olio; dopo alcuni minuti, quando verranno a galla,
raccoglieteli con una schiumarola.
Poneteli quindi in una pirofila, conditeli con la ricotta affumicata
grattugiata, la cannella, lo zucchero e versatevi sopra il burro cotto
caldo, "ont".
servire con
most di melùz
GNOCS DI CERZUVINT
tipica rinnovata
(Gnocchi di Cercivento)
90 minuti
per la pasta:
600 GR. PATATE
300 GR. FARINA 00
1 PIZZICO CANNELLA IN POLVERE
20 PRUGNE FRESCHE O SECCHE SNOCCIOLATE
4 UOVA
SALE Q.B.
per il condimento:
150 GR BURRO
100 GR FORMAGGIO LATTERIA VECCHIO
5 FOGLIE DI SALVIA
SALE Q.B.
Lessate le patate, schiacciatele, passatele al setaccio, lasciatele
raffreddare, quindi impastate con la farina, le uova e la cannella.
Con questo impasto formate degli gnocchi grossi come un uovo, apriteli a
metà, mettetevi al centro una mezza prugna e richiudeteli cercando di
ricomporli (usando la farina solo in questa fase finale e non prima).
Cuoceteli in abbondante acqua bollente salata ancora per tre minuti. dopo
che saranno venuti a galla, scolateli delicatamente con un mestolo forato,
conditeli con burro fuso, nel quale avrete soffritto la salvia e
cospargete con il formaggio grattugiato.
servire con
Sauvignon C.O.F.
CJALSONS DI RUALP
tipica originale
(Agnolotti di Rivalpo)
60 minuti
per la pasta:
200 GR. FARINA 00
1 NOCE DI BURRO
1 BICCHIERE DI ACQUA TIEPIDA
1 UOVO PER SPENNELLARE
1 PIZZICO DI SALE
per il ripieno:
200 GR DI PATATE
2 FICHI SECCHI
1 PIZZICO DI MENTA SECCA IN POLVERE
1 CIPOLLA PICCOLA
50 GR. DI UVA SULTANINA
1 SCORZA DI LIMONE GRATTUGIATA
30 GR DI ZUCCHERO
1 CUCCHIAIO DI CANNELLA IN POLVERE
150 GR DI CACAO AMARO
1 GROSSA CARRUBA GRATTUGIATA
1 UOVO
per il condimento:
150 GR BURRO
150 GR RICOTTA AFFUMICATA
Preparare la pasta amalgamando bene la
farina con l'acqua tiepida nella quale avrete sciolto il burro ed un
pizzico di sale.
Lasciatela riposare per 20 minuti coperta con un panno.
Per fare il ripieno, in una casseruola soffriggete le patate lessate e
passate al setaccio, la menta, i fichi e l'uva sultanina macinati, la
scorza del limone grattugiata, la cannella, il cacao, la carruba
grattugiata, l'uovo, lo zucchero e mescolate formando un composto
omogeneo; lasciate riposare per 20 minuti.
Stendete la pasta sottile su una spianatoia infarinata e ricavate dei dischi del
diametro di 7 cm. , spennellateli con l'uovo sbattuto, ponetevi al centro
un cucchiaio di ripieno, ripiegate e premete bene premendo sui bordi.
Preparati i cjarsòns, cuoceteli in acqua bollente salata finché verranno
a galla, raccoglieteli con un mestolo forato, quindi poneteli in una
pirofila e conditeli con burro fuso color nocciola cospargendoli con la
ricotta grattugiata.
cosa bere:
most di peruz
CJALZONS DI PAULAR
tipica originale
(Agnolotti di Paularo)
60 minuti
per la pasta:
200 GR. FARINA 00
1 BICCHIERE DI ACQUA TIEPIDA
1 UOVO PER SPENNELLARE
1 CUCCHIAIO DI BURRO
per il ripieno:
100 GR DI BISCOTTI SECCHI
50 GR UVA SULTANINA
2 FICHI SECCHI
100 GR BURRO
30 GR .MARMELLATA
30 GR .CIOCCOLATO FONDENTE
30 GR CACAO AMARO
30 GR CANDITI
1 DEL RHUM
LA SCORZA DI 1 LIMONE GRATTUGIATO
LA SCORZA DI 1 ARANCIA GRATTUGIATA
ZUCCHERO
PREZZEMOLO
1 PIZZICO DI SALE
per il condimento:
150 GR BURRO
150 GR RICOTTA AFFUMICATA
1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO
1 CUCCHIAINO CANNELLA IN POLVERE
Per preparare il ripieno tritate l'uva
sultanina ben lavata con i biscotti, i fichi secchi ed i canditi, quindi
aggiungete lo zucchero, il cacao amaro, il cioccolato fondente
grattugiato, il rhum, la marmellata ed un trito di prezzemolo e cipolla
che avrete fatto precedentemente imbiondire nel burro.
Incorporatevi ora le scorze grattugiate del limone e dell'arancia, un
ciuffetto di prezzemolo finemente tritato ed un pizzico di sale; mescolate
il tutto fino ad ottenere un composto consistente di colore scuro.
Per fare la pasta sciogliete un cucchiaio di burro nell'acqua tiepida
salata, versate la farina e lavorate l'impasto per qualche minuto;
stendetelo quindi con un mattarello su una spianatoia infarinata, fino a
ridurlo ad una sfoglia sottile e ricavatene dei dischi da 8 cm. di
diametro.
Ora disponete al centro di ogni disco un cucchiaino di impasto, piegate in
due chiudendo bene i bordi dopo averli spennellati con l'uovo sbattuto.
Versate così i cjalzòns in acqua bollente alata nella quale avrete
aggiunto un cucchiaio d'olio e rimestateli delicatamente con un cucchiaio
di legno.
Venuti a galla lasciateli cuocere ancora per due minuti.
Raccoglieteli ora con un mestolo forato, adagiateli in una pirofila e
cospargeteli di ricotta grattugiata, zucchero e cannella in polvere;
infine versatevi sopra il burro color nocciola e servite caldi.
CJALSONS KROFIN
DI TIMAU
tipica originale
(Agnolotti di Timau)
60 minuti
per la pasta:
250 GR. FARINA 00
1 BICCHIERE DI ACQUA TIEPIDA
1 UOVO PER SPENNELLARE
1 PIZZICO DI SALE
per il ripieno:
300 GR DI PATATE
1 CIPOLLA
50 GR BURRO
20 GR CANNELLA IN POLVERE
100 GR UVA SULTANINA
100 GR ZUCCHERO
1 PIZZICO DI SALE E PEPE
1 PIZZICO DI MENTA SECCA
per il condimento:
80 GR BURRO
100 GR RICOTTA AFFUMICATA
Preparare la pasta amalgamando bene la
farina con acqua e sale, quindi lasciate riposare per circa 20
minuti.
Per fare il ripieno lessate le patate, passatele al setaccio e impastatele
con la cipolla, che avrete precedentemente fatto appassire nel burro, con
la cannella in polvere, l'uvetta, lo zucchero, la menta e la buccia di
limone grattugiata ed aggiustate di sale e pepe.
Tirate la pasta sottile con un mattarello, ritagliate dei dischi del
diametro di 7 cm. e su ogni disco ponete un cucchiaino di ripieno.
Spennellate così i dischi con l'uovo sbattuto, piegatele in due e
chiudeteli bene premendo sui bordi.
Buttate i cjalsòns in acqua bollente salta, appena vengono a galla
raccoglieteli con un mestolo forato, deponeteli in una pirofila calda ed
infine conditeli con burro fuso, ricotta grattugiata, un pizzico di
cannella e poco zucchero.
CJALSONS RUSTICS
tipica rinnovata
(Agnolotti
Rustici)
60 minuti
per la pasta:
300 GR PATATE250 GR. FARINA 00
200 GR FARINA 00
1 UOVO
NOCE MOSCATA
1 CIUFFO DI PREZZEMOLO
per il ripieno:
100 GR DI POLMONA FRESCA
AFFUMICATA O SALSICCIA
1/2 BICCHIERE DI VINO BIANCO
1 UOVO SBATTUTO
per il condimento:
200 GR RICOTTA FRESCA
2 DL DI LATTE
PEPE IN GRANI
Preparate la pasta lessando le patate ben lavate con la buccia, pelatele,
passatele al setaccio e lasciatele raffreddare, quindi impastatele con
l'uovo, la farina, la noce moscata ed il prezzemolo.
Per fare il ripieno rosolate in un tegame la polmona fresca sbriciolata,
bagnatela con il vino bianco e lasciate evaporare.
Ripiegate i dischi e richiudeteli bene premendo sui bordi.
Cuoceteli in acqua bollente salata per alcuni minuti, quindi scolateli. a
Parte preparate una crema tiepida frullando la ricotta con il latte caldo;
versate su ogni piatto questa salsa, sei cjalsons caldi e spolverate con
pepe appena pestato grossolanamente nel mortaio.
cosa bere:
Chardonnay affinato in barrique
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I
CJARSONS DI PIANO D'ARTA
vincono una medaglia d'oro |
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Viva soddisfazione a Piano d'Arta per il recente
premio ottenuto dalla locale Soc. Coop. A.R.L. per
la fabbricazione di paste alimentari.
Il 3 maggio 2002, nell'ambito della XLIX
Premiazione del Lavoro e del Progresso Economico
presso la Camera di Commercio Industria
Artigianato e Agricoltura di Udine, è stato
conferito alla Latteria il DIPLOMA DI BENEMERENZA
CON MEDAGLIA D'ORO, per la produzione dei cjarsons,
La motivazione riporta:
"LATTERIA SOCIALE DI PROMOZIONE ECONOMICA DI PIANO
D'ARTA ...Costituita nel 1883, con il
ridimensionamento della zootecnia in montagna, la
latteria ha dovuto ripensare la sua attività per
scongiurarne la chiusura. In seguito ad un'attenta
analisi, i soci hanno deciso di avviare
un'attività legata allo sfruttamento delle
produzioni agricole, ma anche alla tradizione
gastronomica locale, puntando alla valorizzazione
del "cjarson". La cooperativa ha avviato così un
progetto imprenditoriale di produzione e
commercializzazione di questo prodotto per il
mercato del conservato, adatto quindi ad uscire
dai confini locali. La latteria è riuscita a
reinventare la sua funzione, raccogliendo le
attese di piccoli coltivatori e soci, rilanciando
non solo la sua immagine ma anche quella del
territorio di appartenenza".
Un meritato plauso all'iniziativa, e in
particolare al presidente Fiorenzo De Colle, al
Consiglio e a tutti i Soci di questa Latteria, con
l'augurio di una sempre maggiore crescita volta
alla salvaguardia e alla conservazione dei valori
e dei sapori più preziosi e genuini di Carnia.
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