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Nel tuo
semplice nome
il mondo, mamma.
Mani, voci, odori,
richiami.
Oggetti quotidiani stretti
da mani forgiate
da fatica,
nodose e doloranti
di anziana mamma
su un prato carnico.
Generazioni di donne mamme
consumate da fatica.
Umiltā di gocce di sudore
dalla fronte piegata.
Dolore nascosto aperto
alla speranza
quando un figlio pare
si allontani
dalla tensione d'amore
che stringe il petto.
Ma č cresciuto.
Altre mani
di una mamma che era mia,
nel laborioso quotidiano impegno.
Un abito cucito,
ricami leggeri sulla
camicina pronta
a vestire la vita.
Mani giunte, la sera
per l'Angelo custode.
Mamma, nella parola che
ti richiama,
odori
di cucina
di panni puliti.
Mille panni sui fili del prato,
stesi come soldati ordinati
poi scompigliati dal vento,
quando hanno ceduto ogni goccia d'acqua.
Correrci dentro ancora e sentire
profumo di sapone che
una fotosintesi strana traduce
in cellule di sole.
Ritornano le voci
degli anni belli,
esigenti richiami correggevano
l'esuberanza di bambina.
Canzoni antiche
che non risuonano
neppure nel ricordo.
Come miracolosa rigenerazione
ti vedo oggi
se una giovane incinta
cammina sul mio passo.
Non vedo fiori,
nč sento pressanti inviti a
cioccolatini d'oro per la tua festa.
Forse il senso vero,
l'ereditā č ancora qui,
nel tuo grembo
che ha ritrovato
vita nel nostro,
quando anche noi,
camicine e pappe,
notti ansiose
ad attendere tese il rumore
di un'auto che rientra furtiva,
abbiamo finalmente capito
cos'era una mamma.
AmB |
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"per tutte le mamme della
Carnia di oggi di ieri e di domani" da: Dieffeg
A mia madre
Mamma! Un bel
giorno mi portasti dal buio alla luce:
e col tuo sorriso
mi insegnasti a sorridere,
e con i tuoi occhi
mi insegnasti a guardare,
e con la tua bocca
mi insegnasti a parlare,
e col tuo udito mi
insegnasti ad ascoltare,
e con i tuoi passi
mi insegnasti a camminare,
e con le tue favole
mi insegnasti a sognare.
Mi stringesti forte
al petto:
e con il tuo grande
amore mi insegnasti ad amare.
dieffeg
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Un augurio, felice ed affettuoso ad
ogni mamma che ci legge. |
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