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la
nostra storia |
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La repubblica partigiana della zona Libera della Carnia-Friuli
Estate autunno 1944
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(AmB) |
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Secoli di dominazioni
"La popolazione è pacifica, come la friulana in genere, gelosa della sua
proprietà, ospitale, laboriosa, sanamente equilibrata, un pò rude e
chiusa in sè stessa, ma tenace negli affetti e nell'adempimento del
proprio dovere". Così il Gortani nel descrivere i caratteri della
popolazione carnica che nel corso dei secoli ha visto paesi, territori,
pascoli e boschi invasi da una serie interminabile di conquistatori e
dominanti.
Quindi saccheggi e lotte portate coi vessilli e lingue più
disparati.
A cominciare dalla dominazione romana che invade il territorio dei
Carni; scendono poi i Marcomanni nel 167 a distruggere la romana Zuglio,
seguiti forse da Attila. Nel 568 è la volta dei Longobardi, seguiti
dagli Slavi carantani.
Con il Patriarcato di Aquileia anche la Carnia viene sottoposta alla sua
sfera di egemonia politico-militare.
Morto il patriarca Bertrando, scende dai passi alpini Alberto, Duca
d'Austria. Nel 1411 compaiono gli Ungheri del re Sigismondo, ben presto
sostituiti dai Veneziani nel 1420.
Nella valle d'Incarojo, tentativo dei turchi nel 1478 di entrare
attraverso il passo di Lanza.
Segue l'imperatore austriaco Massimiliano ed i Francesi di Napoleone nel
1797. La Carnia viene annessa all'Austria con il trattato di
Campoformido.
Napoleone si riprende il Veneto, dopo la vittoria di Austerlitz del
1805, unendolo al Regno d'Italia.
Con la caduta di Napoleone la Carnia viene incorporata nel Regno
Lombardo Veneto.
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| ...Carnia: una storia senza fine di invasioni,
dominatori e povertà... |
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Alla caduta del fascismo, il
titolo di testa de "Il Popolo del Friuli" |
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Dal
Risorgimento alla Lotta di Liberazione
Il 19 aprile 1848 nella battaglia di Pontebba i carnici contrastano il
passo alle truppe austriache, partecipando così di fatto al Risorgimento
nazionale. Il maggio dello stesso anno vedrà Cadorini e Fornesi unirsi
sotto la guida di Pierfortunato Calvi e bloccare per qualche giorno
l'avanzata austriaca verso la Mauria.
Nel 1864 il tentativo di insurrezione armata di Andreuzzi, Francesco
Tolazzi e Giobatta Cella, che fallisce con le bande che si scioglieranno
a Illegio.
1866: l'Unità Nazionale seguita ancora dall'invasione austriaca della
prima guerra mondiale.
Si contano più di ventimila profughi; la popolazione rimasta oppone
agli "oppressori una intelligente resistenza passiva, una
incrollabile fiducia nella riscossa, un nascosto generale aiuto alle
centinaia e centinaia di soldati italiani dispersi e celati sui monti"
(Marinelli, Notizie storiche sulla Carnia")
Con la venuta del Fascismo viene bloccata l'emigrazione all'estero,
senza però intraprendere da parte del governo adeguate misure in favore dei disoccupati che
continueranno a non trovare lavoro neppure nelle altre regioni italiane.
Il Governo nazionale, tutto rivolto verso altre ambiziose mete, non ha
volontà e mezzi per aiutare la gente di montagna e un'economia fra
le più depresse dell'arco alpino.
Interventi indispensabili potevano configurarsi nella razionalizzazione
della conduzione agricola a fondovalle, in colture specializzate e
allevamento di bestiame, in un'impostazione di politica forestale,
bonifica montana e opere pubbliche.
"Carnia fidelis" laboriosa e sobria che si è sempre offerta per la
difesa della patria ma che viene lasciata a se stessa, mentre si
accentua lo spopolamento e nessun progresso è possibile.
Il 10 giugno 1940 nuovamente la guerra col coinvolgimento di civili e
militari in un lungo, doloroso conflitto.
La Carnia offre ancora il suo sacrificio di giovani vite. Gli alpini,
leggendario baluardo dei confini montani, scriveranno pagine di eroismo
e di sangue lontani dalle loro cime in Grecia, Russia e Africa.
Dallo sfacelo della sconfitta, il risultato finale delle promesse del
fascismo: il disfacimento dell'esercito, dello Stato e la guerra civile.
Inizierà per la nostra zona un altro periodo di sofferenze e dolore:
nella pagina della lotta di liberazione questo territorio non starà a
guardare; i suoi uomini forgiati dal sacrificio, lotteranno per il
ritorno della libertà. |
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L'ADRIATISCHES
KÜSTENLAND |
Zona d'Operazioni Litorale Adriatico |
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Con la nascita della
Resistenza come movimento spontaneo e politico nell'autunno del '43, i
Comitati di Liberazione Nazionale (CLN) avevano il compito di promuovere
e dirigere la lotta di liberazione contro fascisti e tedeschi. I primi
nuclei partigiani sulle Alpi si costituirono in settembre, formati per
lo più da ufficiali e soldati dell'esercito sciolto, antifascisti e
perseguitati politici, ai quali si aggiunsero giovani desiderosi di
riscattarsi dai tedeschi.
Nella nostra regione i tedeschi costituirono con le province di Udine,
Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, la Zona d'Operazioni Litorale Adriatico
(ADRIATISCHES
KÜSTENLAND) con a capo un
Commissario Supremo (Gauleiter) nelle cui mani erano affidati tutti i
poteri civili, militari e giudiziari.
Anche i rappresentanti della sovranità italiana, prefetti ed autorità
locali, dipendevano dai consulenti tedeschi. La nostra regione era in
effetti divenuta un protettorato del Reich tedesco.
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Al centro Fiedrich Rainer,
Gauleiter austriaco, Supremo Commissario del Litorale Adriatico. A
destra il gen. Ludwig Kubler, comandante delle forze tedesche del
Litorale Adriatico, artefice della politica di sterminio dei
partigiani e dei civili che portavano loro aiuto. |
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NASCE LA RESISTENZA IN CARNIA |
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(Gruppo di partigiani nella
zona del Passo Pura) |
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"In Carnia, in quasi
ogni paese ed ogni vallata, gli alpini, che erano riusciti a ritornare
alle loro case, si ritrovarono per decidere sul da farsi, si riunirono
in gruppi non ancora tutti collegati fra di loro, si preoccuparono per
il momento di raccogliere le armi e di nasconderle, di rinsaldare fra di
loro e con i loro ufficiali quei rapporti fraterni che erano nati nelle
steppe russe nell'inverno del 1942-43, nelle drammatiche condizioni
della ritirata dal fronte del Don.
Alcuni nuclei si rifugiarono in baite appositamente predisposte in
montagna, dove rimasero per qualche settimana. Erano i primi gruppi di
resistenza in Carnia, gruppi che sarebbero passati alla guerriglia
attiva ben presto, nella primavera seguente, non appena le condizioni
climatiche lo avessero consentito.
Per il momento si organizzarono intorno ad alcune figure di maggior
rilievo o a vecchi oppositori del regime fascista."
("La Zona Libera della Carnia e del Friuli") |
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IL
MOVIMENTO SI ESTENDE IN TUTTA LA CARNIA E NELLE PREALPI CARNICHE |
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Due fatti furono
determinanti per il successivo sviluppo della resistenza carnica
nell'inverno 1943-44: un gruppo di partigiani, fra i
maggiori protagonisti del movimento di resistenza garibaldino,
provenienti dal Friuli Orientale si posizionarono sul monte Ciaurlec,
mentre si costituì nella Valle d'Arzino la formazione partigiana
Osoppo-Friuli, nata dall'unione di forze moderate vicine alla Democrazia
Cristiana e al Partito d'Azione. L'Osoppo era sostenuta dal clero ed
agiva con lo spirito di corpo degli alpini, soprattutto della Julia.
All'inizio del 1944 la Resistenza prese piede in tutto il Friuli e la
Carnia, coinvolgendo sempre più la popolazione.
Gli anglo-americani resisi conto della consistenza e importanza del
movimento in Friuli, inviarono missioni di consiglieri militari,
istruttori e radiotelegrafisti per sostenere le formazioni partigiane
oltre a vari materiali, viveri e munizioni paracadutati da aerei inglesi
delle basi del Sud. |
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FORMAZIONI PARTIGIANE |
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QUATTRO
BATTAGLIONI OSOVANI:
btg. ITALIA in Val D'Arzino comandato
dal ten. Renato Del Din (Anselmo) che cadde a Tolmezzo nel corso
di un'azione contro la caserma della milizia fascista il 24
aprile.
btg. CARNIA comandato da Romano Zoffo (Livio)
btg. TAGLIAMENTO comandato da Adalgiso Fior (mion)
btg. PIAVE comandato da Pietro Maset (Maso)
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OTTO BATTAGLIONI
GARIBALDINI btg. FRIULI
, com. Arko Mirko (Mirko) e Italo Mestre (Diego)
btg CARNIA , com Ciro Nigris (Marco) e da Aulo Magrini
(Arturo)
btg. CARNICO com. da Angelo Cucito (Tredici) e Mario
Foschiani (Guerra)
btg GARIBALDI di Adolfo Lanzardi (Corrado) e Sergio
Visintin (Rino)
btg. PISACANE di Domenico Radina (Fiamma) e Antonio Pillin
(Tevere)
btg MATTEOTTI di Luigi Grion (Furore) e Vittorio Cao
(Biella)
btg NINO BIXIO di Mario Modotti (Tribuno) e Giulio Contin
(Riccardo)
btg MAZZINI 2 di Vincenzo Deotto (Falco) e Spartaco Serena
(Agile)
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LA POPOLAZIONE VIENE
COINVOLTA |
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| 26.5.44 Colonna tedesca si dirige verso Forni
di Sotto e il paese incendiato |
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Durante il periodo
della lotta per liberare il territorio, la popolazione pagò un altissimo
prezzo ai tedeschi costretti ad abbandonare la zona.
Alcuni episodi:
FORNI
DI SOTTO: L'INCENDIO
Maggio '44: gli abitanti si rifiutano di
consegnare il bestiame all'ammasso, come previsto da un bando tedesco.
Una colonna tedesca viene attaccata in località Rioverde.
La rappresaglia, ordinata dal comandante della piazzaforte di
Spilimbergo, scattò la sera del 26 maggio. Reparti tedeschi con carri
armati piombarono su Forni di Sotto. Le case caddero sotto le cannonate,
uomini e donne in fuga per sfuggire dalle mitragliate. Infine con i
lanciafiamme furono incendiati i borghi del Comune con la distruzione di
400 abitazioni, la chiesa saccheggiata e incendiata, il bestiame arso
vivo nelle stalle. Gi abitanti cercarono rifugio in casolari e stavoli
della valle.
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(l'incendio di Bordano) |
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(posto di blocco) |
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Ampezzo e la Val Tagliamento |
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ESEMON
DI SOTTO
9 giugno 1944. A causa di un'azione del
giorno prima avvenuta nei dintorni, una colonna tedesca circondò il
paese, diede alle fiamme 20 case saccheggiando le rimanenti.
BORDANO
21 luglio 1944. In paese, a seguito di uno
scontro tra pattuglie che provocò tre morti fra i tedeschi, scattò la
rappresaglia con forze di Gemona, Venzone e Osoppo che incendiò Bordano.
Poche le case rimaste, fatte evacuare e occupate dai cosacchi.
MALGA PRAMOSIO:
L'ECCIDIO
21 luglio 1944 "Una banda di S.S. travestita da partigiani apparve
improvvisamente nella malga di Passo Pramosio a nord di Paluzza.
Scambiati per garibaldini ebbero buona accoglienza, ristoro e cibo:
ricambiarono l'ospitalità trucidando tutti i pastori e gli altri civili
presenti e, scendendo a valle, uccisero tutte le persone che
incontrarono.
Il giorno successivo, provenendo da Tolmezzo, un'autocolonna con oltre
300 S.S. italiane e tedesche, di cui una parte travestite da partigiani,
piombò su
PALUZZA. Ad esse si unirono i falsi garibaldini
dell'eccidio di Malga Pramosio, e tutti insieme infierirono ferocemente
e lungamente contro la popolazione rubando, percuotendo, prelevando
uomini e averi.
La colonna scese poi verso Tolmezzo. Al ponte di
SUTRIO
l'ultima fase della tragedia: raggruppati i civili che avevano preso in
ostaggio a Paluzza, li finirono a pugnalate insieme ad altri civili di
Sutrio. Altri morti infine, segnarono la strada del ritorno delle S.S.
verso Tolmezzo.
Questa efferata azione ebbe il tragico bilancio di 52 vittime tra la
popolazione civile."
(vedi su questo sito la
pagina sull'eccidio
e fotografie sulla
zona di Pramosio) |
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BARCIS
11 settembre 1944. forse tedesche
provenienti da Montereale e rimaste bloccate dai partigiani per due
giorni nelle gallerie lungo il canale Cellina, entrarono nella conca di
Barcis, circondarono e incendiarono il paese: 180 case e 100 stavoli
furono dati alle fiamme. La popolazione si era già messa in salvo
fuggendo nei boschi della valle.
Due anziani operai, sorpresi e catturati, vennero fucilati ed i loro
corpi gettati nelle fiamme."
(Buvoli-Domenicali:"La Zona
Libera della Carnia e del Friuli" |
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Nonostante le azioni di rappresaglia dei
nazifascisti che si accanivano sulla popolazione per dissuaderla
alla collaborazione coi partigiani, questa per la maggior parte
rimase dalla parte del movimento di liberazione. I partigiani
furono sostenuti e aiutati con rifornimenti, segnalazioni,
informazioni, cura dei feriti, nascondigli. Tutto questo col
terrore sempre presente. Erano pur sempre figli di questa Carnia e
quindi i propri figli a combattere sui monti. |
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LA
ZONA LIBERA DELLA CARNIA E DEL FRIULI |
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Fra il marzo e il luglio del 44 si costituirono in Italia circa quindici
Zone Libere un pò ovunque. La più famosa quella dell'Ossola al confine
con la Svizzera.
In Friuli si costituirono le Zone Libere del Friuli orientale e quella
della Carnia. Secondo le disposizioni del C.L.N.A.I. e del C.V.L. questi
territori dovevano organizzarsi politicamente con Giunte Comunali
democratiche, primi modelli della futura Italia.
Oltre seimila uomini erano presenti nella primavera del '44 nel movimento partigiano in
Carnia e nelle tre valli della montagna pordenonese: la Val Cellina, Val
Meduna e Val Tramontina, per un totale di 9 Brigate.
L'attività dei partigiani con i continui attacchi ai presidi nemici,
costrinse i tedeschi e i fascisti a rinchiudersi a Tolmezzo e nei
centri della Pedemontana.
Così alla fine di luglio sia la Carnia che le tre valli del Friuli
Occidentale erano state liberate e questo vasto territorio era ormai
precluso al nemico.
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SI COSTITUISCE LA
GIUNTA DI GOVERNO DELLA ZONA LIBERA |
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| Il municipio di Ampezzo
e scorcio della sala delle riunioni del C.L.N.Z.I. |
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Il Governo della Zona
Libera della Carnia e del Friuli (un Governo unico in tutta la zona
liberata) fu costituito ad Ampezzo il 26 settembre 1944. L'istituzione
del governo era scaturita dall'accordo fra i comandanti delle formazioni
garibaldine e osovane Mario Lizzero e Romano Marchetti e antifascisti
locali.
Ne fecero parte i rappresentanti delle formazioni partigiane, dei
partiti antifascisti e delle organizzazioni di massa (Gruppi di difesa
della donna, Fronte della gioventù e Comitati dei contadini).
Iniziava un'esperienza
politica e civile unica fra le repubbliche partigiane di altre zone
d'Italia, per la peculiarità dell'autogoverno senza interferenze dei
comandi partigiani, con autonomia di decisione, possibilità di legiferare
e operare autonomamente.
Purtroppo l'esperienza si concluse ben presto, il 10 ottobre, quando si
scatenò il rastrellamento da parte dei nazisti, fascisti e cosacchi.
Nonostante la breve durata si trattò di un'esperienza di grande
significato per la nascita dei concetti di democrazia dopo lunghi anni di
dittatura.
La zona in cui operò la Giunta della Zona Libera era di importanza
strategica in quanto il territorio, annesso al 3 Reich e assegnato
ai cosacchi, era ponte ideale per i trasporti e le comunicazioni con la Germania.
Roberto Battaglia, storico della Resistenza, ha scritto: "Il Governo
libero della Carnia si delineò come un effettivo potere sorto dal basso.
Fu il coronamento legale dell'impetuosa offensiva estiva dei partigiani
friulani"
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Alcuni esponenti del C.N.L.
Zona Libera del Friuli. Da sinistra: avv. Manlio Gardi del P.L.I.,
Dino Candotti del P.S.I., Umberto Passudetti del P.L.I., e il
dott. Romano Marchetti, fondatore dell' "Osoppo" in Carnia e
delegato osovano nel C.L.N.Z.I. |
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Sull'argomento il sito:
http://www.carnialibera1944.it/ |
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