 |
Incontri-Interviste
|
| |
INTERVISTA A LUCA DI BLASI
(a cura di Francesco Rinoldi) |
|
|
|
Abbiamo intervistato per
www.donneincarnia.it
Luca Di Blasi, studioso italo-tedesco nato a Lucerna nel
1967,vissuto per lungo tempo in Italia e laureatosi poi nel
1994 a Vienna, alla facoltà di Germanistica (Dottorato di
ricerca anno 2001 nell'Università di Eichstaett, Baviera).
Luca, residente attualmente ad Hannover, esperto nel campo
filosofico e politico, è autore di numerosi saggi ed articoli
di filosofia e attualità, pubblicati da quotidiani,
settimanali e riviste scientifiche tedeschi e svedesi; ha
collaborato all'organizzazione di seminari filosofici e
multireligiosi e, recentemente, è stato chiamato a
collaborare, presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, con il
noto filosofo Gianni Vattimo, al quale ha rilasciato
un'intervista che uscirà presto anche in Italia sotto forma di
libro.
|
|
|

(Luca Di Blasi) |
|
Come
prima cosa, vorrei chiedere a Luca come mai è andato a
studiare a Vienna e perché ha scelto la facoltà di
Germanistica.,
"Per chi abita in Alto Adige, (e io allora abitavo a Merano)
l'Austria è una scelta abbastanza normale, almeno per i membri
del gruppo linguistico tedesco. E Vienna e senza dubbio la
città austriaca più interessante. La scelta della Germanistica
ha molto a che fare con la città di Vienna e con la sua atmosfera
culturale. Infatti avevo cominciato a studiare economia e
politica, ma la banalità di questo tipo di studio (e della
vita professionale che prometteva) e il mio entusiasmo per il
mondo culturale di Vienna, mi hanno fatto cambiare facoltà."
|
|
Vienna
è una città che probabilmente ha inciso molto nel tuo mondo
spirituale e interiore, visto che ci hai vissuto per alcuni
anni. Vuoi parlarci di essa?
"Vienna e una città con un'atmosfera culturale assai densa.
Vienna è vicina al mondo slavo e i viennesi hanno qualcosa di
"orientale", nel senso descritto da Thomas Mann. A Vienna ho
scoperto la vita culturale, è stata come come un'esplosione.
In un anno per esempio sono andato all'opera settantacinque
volte.
Amavo anche il teatro, allora spettacolare perché c'erano
conflitti culturali molto affascinanti. Waldheim era stato
eletto mi sembra, nel 1986, come presidente; con lui ed il
cinquantesimo anniversario dell'annessione alla Germania
nazista è scoppiata nel 1988 una discussione sul
mito austriaco del dopoguerra che vedeva l'Austria come prima
vittima di Hitler, un mito che è stato rovinato proprio in
quel periodo. Alla fine dei anni 80 Haider cominciò la sua
ascesa. C'erano battaglie pubbliche contro Thomas Bernhard, che a sua volta polemizzava contro gli Austriaci. Noi
studenti l'amavamo ovviamente; con un amico sono andato a
vedere tutti i pezzi di Bernhard e dopo una prima ci siamo
seduti in un hotel di lusso, accanto a Bernhard, il regista
Peymann, l'attore Minetti ecc. che hanno festeggiato il
successo. Uno dei miei caffé preferiti era (ed è ancora) il "Braeunerhof",
proprio perché ci andava Bernhard. Era una vita molto
romantica e radicalmente critica verso il presente che ho
trascorso, una combinazione tra un senso ecologico
apocalittico, un senso elitario poco maturo e una nostalgia
per il passato. " |
|
|
|
Quali
sono gli autori filosofici che ritieni, abbiano di più
contribuito alla tua formazione?
"Il primo è stato Schopenhauer che ho scoperto a sedici anni
e mi è piaciuto per il suo modo chiaro di pensare e per le sue
polemiche divertenti. A Vienna sono rimasto molto
impressionato da Peter Sloterdijk. Allora lo conoscevano
solamente pochi intellettuali, era uno dei nomi emozionanti,
non come oggi, che ha perso molto del suo valore culturale
proprio perché si è auto-commercializzato. Nel periodo di
Vienna mi piacevano specialmente filosofi mistici e gnostici
come Platone, Plotino, Rudolf Steiner o Franz von Baader (un
teosofo romantico dell' Ottocento).
In Germania poi sono stato collaboratore di Vittorio Hösle,
italo-tedesco come me, e dopo l'incontro con lui nel 1997 sono
stato molto malato per due settimane... l'incontro con lui ha
significato una specie di conversione al razionalismo, che
fino ad allora avevo più ho meno combattuto. Da quel momento
in poi ho fatto la mia pace con la ragione e ho scoperto tutto
un nuovo mondo. L'ultimo incontro filosofico-personale
affascinante è stato quello con Vattimo che mi ha
impressionato molto, specialmente per la sua interpretazione
semplice e convincente del Cristianesimo. " |
|
E
quelli strettamente letterari?
"Ammetto
che da qualche anno frequento poco la letteratura. La mia
grande passione è stata per parecchi anni Thomas Mann, del
quale ho letto quasi tutto. Oggi mi piace sempre, ma di meno.
A parte i grandi classici come Shakespeare, Goethe, Stendhal,
apprezzo molto i racconti di Hofmannsthal. Tra gli scrittori
più recenti, a parte Bernhard e Handke, mi piace molto Michel
Houellebecq."
|
|
|
|
Come
vedi il ruolo della donna nell'ambito filosofico, tenuto conto
che il Novecento ci ha dato personaggi femminili di indubbio
spicco come Simone Weil ed Hannah Arendt? Si può parlare di
una tradizione filosofica specificamente femminile, a questo
punto, o è meglio evitare delle classificazioni?
"Meglio evitarle. Apprezzo molto la Weil e la Arendt; il suo
libro sul potere e sulla violenza mi ha fatto capire meglio
questi fenomeni. Penso però che proprio nella filosofia il
dominio degli uomini sia ancora notevole, mentre nell'arte o
nella letteratura questo sicuramente non si può più dire."
|
|
|
Secondo
te, politica e filosofia sono ambiti necessariamente
interdipendenti, o possono essere scissi? Esiste una "filosofia
pura", scissa da un ambito politico, oppure le due sfere sono
inseparabili per forza di cose?
“La filosofia si può legare un po' ovunque, perché riflette i
principi delle scienze, ma non è sicuramente legata a una delle
materie. Certo che anche la filosofia nasce in un ambito sociale e
politico specifico, ma è anche vero che, per diventare filosofia
vera, deve cercare di liberarsi da questi ambiti. Se poi ci ritorna
o se capisce di non potersi distaccare del tutto da questi ambiti,
diventa una filosofia specifica, ermeneutica,
fenomenologica. Ma ci sono filosofi che dicono che l'analisi della
lingua, della logica, riflessioni metafisiche e speculative, valgono
sempre, indipendentemente da una situazione politica o culturale
specifica. In questa ambiguità tra essere legata a certe condizioni
(ed accettarle) e potersi liberare da queste condizioni, consiste la
difficoltà e il fascino della ragione.”
|
|
Hai
un legame più forte con la letteratura e il mondo tedesco, o con
quello italiano, tenuto conto che nonostante il tuo aspetto nordico
sei vissuto molto in Italia ed hai un cognome siciliano?
"Riguardo alla cultura scritta , ho un legame più forte con la
cultura tedesca – anche se proprio negli ultimi mesi ho letto autori
italiani come Fallaci, Vattimo, Agamben o Negri, tutti autori che
sono stati recepiti molto nell'ambito internazionale. Però amo
parlare l'italiano ed in un senso emozionale, affettivo, sono legato
di più alla cultura italiana, anche perché ci ho vissuto i miei
primi anni."
Una
curiosità personale: nella letteratura tedesca, grandissimo peso ha
avuto un racconto in fondo banale e popolare, come la vicenda del
trovatello Kaspar Hauser. Werner Herzog ha persino tratto un film da
questa vicenda, realmente accaduta. Secondo te, perchè una storia
così esplicitamente semplice, che può accadere dovunque, è
diventata una sorta di mito dell'immaginario collettivo tedesco?
"Forse dire "mito dell' immaginario tedesco "è un po' esagerato, ma
è vero che la storia di Kaspar Hauser è molto nota in Germania. A
parte tutte le speculazioni e gli intrecci emozionanti sulla persona
Hauser, penso che ci sia un motivo culturale: la seconda parte del
700 (Rousseau in primo luogo) ha scoperto la natura, la naturalezza,
i diritti naturali ecc. La natura ha preso un po' il posto di Dio.
La divinizzazione della natura nel Romanticismo ha costituito il
culmine di questo sviluppo. E in questo momento spunta fuori
qualcuno che sembra dimostrare la natura dell'uomo in modo
spettacolare e forse anche deludente per tutti quelli che,
banalizzando Rousseau, pensavano che tutti i problemi venissero
dalla cultura, l'educazione ecc. "
|
|
|
|
|
In
senso letterario, possiamo individuare una differenza tra "Tedesco"
e "Germanico? O sono la stessa cosa?
"In questo caso non conosco bene il significato che si dà in Italia
attualmente o anche tradizionalmente a questi due termini. In
Germania il termine "germanico" è poco usato, specialmente non è
usato come una autodefinizione, ma per nominare tutti i popoli della
migrazione avvenuta lì nei primi secoli dopo Cristo. I tedeschi
erano solamente uno di questi popoli."
|
|

(Luca Di Blasi)
|
| |
|
|
|
Tu,
Luca, ti sei sempre dichiarato credente e vicino al mondo cattolico:
cosa pensi dell'attività della Chiesa in questo momento? Quali le
differenze tra la Chiesa tedesca e quella italiana, appurato che in
Germania c'è notoriamente una linea di teologi "ribelli" che parte
da Martin Lutero per arrivare fino ad Hans Kung? Condividi con me
l'idea che in Germania le donne abbiano più peso teologico e
pastorale, rispetto all'Italia? E, visto che ci troviamo in un sito
di ispirazione femminile, come vedi il ruolo femminile all'interno
delle strutture ecclesiastiche? In genere, hai stima delle donne o
ti ritieni piuttosto misogino?
"Comincio dall' ultima e più pericolosa domanda. Come
filosofo cerco di non escludere nessun tipo di pensiero, neanche
quelli tabuizzati dalla società. È ovvio che i tabù spariscono da
una parte, ma escono fuori da un'altra, e tutti i concetti che
hanno il sentore di essere misogini, sono tabuizzati, almeno in
Germania e nei paesi anglosassoni, ma sono convinto che anche in
Italia la cosa non sia tanto diversa. Può anche darsi che questo sia
necessario, specialmente quando la società rischia di ricadere in
concetti discriminanti che ha fortunatamente superato. Personalmente
mi sento libero da concetti misogini e ogni pensiero che calca
troppo su differenze sessuali o naturali (etniche) mi provoca
qualche problema.
Riguardo alla Chiesa sono più che mai
convinto che la Chiesa non debba esitare a permettere alle donne
l'ingresso a tutte le cariche ecclesiastiche. Che le donne abbiano
più peso in Germania, almeno nelle Chiese Protestanti, è un fatto.
Il vescovo (la vescova) della Chiesa Protestante qui nella Bassa
Sassonia è per esempio una donna. Dall'altra parte non posso dire
che le chiese tedesche, quelle protestanti ma anche quelle
cattoliche, siano un buon esempio, anzi: c'è una mancanza deludente
di spiritualità, di "musicalità religiosa", chi ci va sono
specialmente anziani che cercano un luogo che è rimasto invariato in
un mondo che si è trasformato moltissimo. Ma dare a questa gente una
specie di patria emozionale, una specie di isola invariata, non
basta. Riguardo al Papa sono meno critico di tanti altri
intellettuali, e il suo impegno contro la guerra ingiusta contro l'Irak
gli ha dato tante simpatie anche in Germania, nonostante i Tedeschi
siano tradizionalmente critici verso il Papa."
|
|
Di
cosa tratta,per linee generali, il tuo libro "Der Geist in
Revolte"?
"Tratta della gnosis, una tradizione eretica dei primi secoli
avanti Cristo che cercava di combinare religione e filosofia,
rivelazione e speculazione, pensando di superare tutte e due.
Gli gnostici hanno fatto speculazioni affascinanti, cercando
di superare la voglia di sapere attraverso il sapere. La
cultura ebraica era abbastanza ambivalente verso la
conoscenza, aver mangiato dall'albero della scienza ha
provocato il fallo. Questa e una differenza interessante in
relazione alla cultura greca o a quella orientale. Gli
gnostici che venivano dall' ebraismo hanno cercato di
riparare questo fallo proprio attraverso una conoscenza più
profonda, arrivando ai limiti di ogni possibile conoscenza.
Arrivati lì hanno trovato la pace, la ricerca spietata era
finita." |
|
|
|
L'incontro
con un pensatore come Gianni Vattimo certamente è stato un
passo notevolissimo per la tua attività e carriera.... che
ricordo ti ha lasciato? Pensi che la collaborazione con lui
proseguirà, o si è trattato solo di un episodio, pur
fondamentale, della tua vita?
"Sono tuttora in contatto con lui e spero di poterlo vedere in
qualche mese, perché verrà qui ad Hannover nel mio ex-istituto
filosofico a fare un discorso. "
|
|
|
|
|
|
|
Gianni
Vattimo è dichiaratamente omosessuale. Hai qualcosa da dire su
questa tematica?
"Sono contento che le società moderne occidentali abbiano raggiunto
un punto nel quale la omosessualità viene più o meno accettata come
una possibile scelta sessuale. È ovvio che gli omosessuali debbano
avere gli stessi diritti come tutti gli altri. Con qualche dubbio,
però: una coppia omosessuale dovrebbe avere lo stesso diritto di
adottare un bambino? Sono incerto. Penso che "ceteris paribus" per
un bambino non sia la stessa cosa se ha genitori di un sesso solo (e
così sapendo ben presto che non sono i suoi genitori naturali) o di
due sessi. Ma questi sono casi un po' speciali."
|
|
|
Luca,
tu pur avendo ottime basi classiche, sei un ragazzo moderno che
segue il cinema,le mostre, gli avvenimenti d'arte, e sembri avere un
debole per l'arte postmoderna. Come artista "tradizionale", che non
sopporta Biennali e installazioni, vorrei chiederti: cos'è che tu
trovi di tanto interessante in tali performances? Come mai vai tanto
a vederle? Cosa ti trasmettono, emotivamente ed intellettualmente ?
"Quando sono entrato nel fantastico "Pergamon-Museum" a Berlino, mi
sono venute quasi le lacrime di fronte ai capolavori greci,
un'esperienza che l'arte moderna non mi ha mai provocato. Però è
vero che l'arte moderna mi ha fatto capire tante cose che riguardano
il mondo attuale. Sapendo che i grandi capolavori (non solo
artistici ma anche filosofici, letterari ecc., insomma: culturali)
sono SEMPRE stati fatti sulla base di una conoscenza della cultura
contemporanea, mi sembrerebbe troppo facile non cercare di fare la
stessa cosa a mia volta e cercare di capire il mondo culturale che
mi circonda. E l'arte moderna è senza dubbio un veicolo molto adatto
per capire il mondo moderno."
|
|
|
Alcune
volte sei stato in Carnia. Mi sembra d'obbligo chiederti un
commento su questa zona, che forse per alcune problematiche e per
conformazione geologica si avvicina un po' alla minoranza
altoatesina, dove sono le tue radici. Vuoi darci questo commento ?
"La Carnia mi sembra una zona molto speciale e molto densa. È
tutta diversa dall'Alto Adige che sicuramente è molto più dolce e
piacevole, ma anche più superficiale o meno
culturale/spirituale. La Carnia si avvicina forse di più alla
Carintia che conosco bene dato che mia moglie viene da lì. Ho una
grande simpatia per la Carnia, con queste montagne che fanno un
po' paura sapendo che sotto una di queste c'era l'epicentro del
terremoto. E poi questi temporali… "
|
|
|
Qual
è l'autore che ami di più, in tutta la letteratura tedesca?
"Può sembrare un po' banale, ma è Goethe."
E
in quella italiana?
"Da giovane mi piaceva molto Pirandello. Adesso mi viene in mente
l'introduzione impressionante del Decamerone di Boccaccio, ma forse
dipende anche un po' dalla situazione attuale. "
Quali
sono, secondo te, e in breve, le differenze di base tra lo spirito
letterario (e, se vuoi, anche filosofico) tedesco e quello
italiano? Condividi con me l'idea che i Romantici italiani (uno
fra tutti ,il Manzoni) abbiano copiato in modo un po' sfacciato e
manierato un clima e un movimento che sono specifici della Germania?
Voglio dire, in modo lagnoso e senza il vero "streben" o la "sehnsucht"
che caratterizzano il Romanticismo tedesco?
"Non mi sento tanto esperto per potere rispondere a questa domanda.
Però penso che bisognerebbe prendere atto che il Manzoni viene un
po' dopo il Romanticismo tedesco, dopo il congresso di Vienna, e
anche in Germania, in quel periodo, delle linee del Romanticismo
sono andate in direzione uguale al Manzoni." |
|
|
Che
musica ascolti, parlando di musica leggera?
"Un po' di tutto, ma per dire qualcosa "Portishead", Kruder
Dorfmeister o Vinicio Capossela. Inoltre amo maggiormente la
musica classica, Mozart, Bach, Schostakowich."
So
che tu hai un interesse speciale verso Venezia. Perchè ami tanto
questa città, al di là della retorica che da sempre si fa su di
essa?
"Non so se sia tanto speciale, visto che quasi tutti amano in un
modo o l'altro Venezia. Però quello che mi piace è la dimensione
umana che fa capire meglio tutto quello che le città moderne hanno
purtroppo perso e dovrebbero cercare di ricuperare. "
|
|
|
Come
pittore vorrei chiederti quali sono gli artisti figurativi o
astratti che ami di più, e se appunto ami maggiormente l'astratto o
il figurativo.
"Tra gli
artisti figurativi classici penserei spontaneamente a
Hyeronymus Bosch, Raffaello, Jean Fouquet, Van Eyck, El Greco,
Goya, Caspar David Friedrich, Edward Munch, Paul Klee, Edward
Hopper ecc. Tra gli artisti non figurativi mi vengono subito in
mente Marcel Duchamp, Jackson Pollock, Andy Warhol, Nam June Paik.
Ma è praticamente impossibile scegliere tra la massa di
possibilità esistenti."
Artisticamente,
filosoficamente, umanamente e letterariamente preferisci
l'Ottocento, culla del Romanticismo e di tormenti più personali e
interiori che storici, o il Novecento,i n tutte le sue tragedie e
tormenti reali e tangibili?
"Nè
l'una nè l'altra. Preferisco decisamente la fase tra la fine
dell'Otto e l'inizio del Novecento, che con Nietzsche, Bergson,
Proust, Strawinski, il giovane Heidegger, Freud, Wittgenstein,
D'Annunzio, Mann, Rilke, Joyce, Steiner, Hofmannsthal, Duchamp,
Picasso, Kafka ecc. ecc. E' sicuramente una delle fasi culturali più
emozionanti." |
Concludo
questa intervista ringraziando il dr Di Blasi per la sua
gentilezza e disponibilità , e augurandogli, da estimatore e
lettore, di proseguire la sua vita e il suo lavoro nel migliore
dei modi, cosciente di aver intervistato un pensatore che
certamente è destinato a incidere in modo sempre più rilevante nel
mondo della cultura tedesca e internazionale. Grazie, Luca...
speriamo di vederti ancora una volta, o più, qui in Carnia!
Francesco Rinoldi
|
|
| |
 |
|