|
10 giugno 2001
Mi trovavo per tutt'altri motivi che la visita a un museo, in questa dolce valle della
Slovenia, verde come la Carnia. L'appuntamento era archeologico, e alla visita
al Kobariski muzej, messa in calendario perchè il luogo era appunto vicino ad
altro di interesse archeologico, non ci avevo pensato molto mentre
arrivavo a Caporetto.
Avrei visitato un museo della grande guerra, come
altri, con i suoi reperti, le foto, i documenti. Non è stato solo così.
Nelle stanze di questo palazzo, ho provato netta la sensazione di trovarmi di fronte a un immane, gigantesco
evento della storia. Dovevo aspettarmelo, mi dico adesso, ma il fatto è che il
museo è uno dei più belli visti in questi ultimi anni. . . . |
|
(ricostruzione
di un riparo in caverna: un alpino scrive l'ultima lettera al
padre: entrando nel piccolo locale si ascoltano le
note di "Stelutis Alpinis" )
 |
|
Caporetto
- Kobarid |
|
 |
|
Aperto nel 1990 nella casa Masera del 18° secolo, il museo di Caporetto, con le
immagini e le sue collezioni, riporta i visitatori ai tempi in cui, nell'arco di
pochi giorni fatali, la storia voltò pagina.
I noti avvenimenti legati a Caporetto, si svolsero a fine ottobre 1917, quando,
sul suolo di questa ristretta zona dell'Alto Isonzo, si ritrovarono ammassati
615.000 soldati italiani e austriaci e più di 5900 cannoni di ogni calibro, che
vomitarono fuoco e distruzione.
Il logo del museo è appunto il simbolo dell'esplosione di un colpo di
cannone. |
 |
|
 |
 |
|
La raccolta del Kobariski muzej, suddivisa in 12 locali, illustra in particolare
l'operazione conclusiva condotta sul fronte dell'Isonzo, cioè la 12^ battaglia
dei giorni 24 ottobre - 9 novembre 1917.
Lo scontro finale si è rivelato come la più importante battaglia su territorio
montuoso, oltre che la prima azione riuscita di guerra-lampo (blitzkreig) nella
storia bellica, e infine l'azione di sfondamento meglio riuscita della prima
guerra mondiale.
|
|
 |
salone di
ingresso al museo |
|
 |
 |
|
Pannelli fotografici dell'ingresso |
 |
|
|
 |
|
|

|
 |
Sala della riproduzione plastica dell'alto Isonzo, una
delle più grandi d'Europa,dove è raffigurato lo schieramento delle forze
armate alla vigilia dell'attacco decisivo, cioè il 23 ottobre 1917, quando
centinaia di migliaia di soldati erano pronti allo scontro finale.
|
|
particolare del
plastico |
 |
|

|
|
ricostruzione
dell'ingresso al locale di una caverna |
| |
|
|
IL MUSEO DI CAPORETTO HA OTTENUTO NEL 1993 DAL CONSIGLIO
D'EUROPA IL RICONOSCIMENTO DI "MUSEO D'EUROPA" |
|
I luoghi: |
|
|
Monte Nero

|
|
Tempio ossario

|
|
ponte di Napoleone
 |
| |
|
 |
Ernest Hemingway (1899-1961), premio Nobel, descrisse nel
romanzo "Addio alle Armi" le vicende della grande guerra, e quelle
legate allo sfondamento dell'Isonzo. |
|
|
Dal diario
di un soldato sloveno del reggimento alpino Slovenec 2/26:
"Mercoledi
24 ottobre 1917.
Ieri, alle due del mattino, fu dato il via a Caporetto. Il frastuono si estese a
tutto il fronte, fino a far tremare il suolo e sgretolare la roccia. Verso sera
il fuoco si affievolì, per ridivampare stamane all'alba con un'eruzione da
migliaia di bocche da fuoco. Non si può reggere ai sibili, ai fischi e ai boati
di mine e di granate di ogni calibro. Ci stringiamo, accovacciati uno accanto
all'altro, in una caverna, non c'è verso per accendere alcunchè, troppo intensi
essendo gli spostamenti d'aria. Siamo conficcati di un paio di metri
nella viva roccia, ma tutto ciò è inutile. La forza infernale ha la
meglio sulla roccia: essa si sgretola e va in frantumi
|
|

(museo: statua del XVI sec.)
|
| |
|
|
|
|