Nei nostri paesi, gli uomini, per lavorare e mantenere le loro famiglia, erano costretti ad emigrare soprattutto all'estero: Germania, Svizzera, Americhe.
In loro assenza le donne dovevano con tanti sacrifici mandare avanti la casa, allevare i figli, lavorare la campagna, allevare il bestiame. Quasi ogni famiglia possedeva numerose mucche e il fieno, fatto con l'erba falciata e lasciata ad essicare al sole e all'aria sui prati, veniva trasportato fino alle stalle con le gerle.


 

La lavorazione della lana.

Questa tipica attivitā femminile era conosciuta da tutte le donne ed era suddivisa in varie fasi che andavano dal tosâ (tosatura) al gugjâ (lavorare a maglia).
A questo scopo venivano utilizzati molti attrezzi:
la grāmolo per sfilacciare la canapa e quindi prepararla per la filatura;
lu sgartāz: (il cardo), sgrezzava e tirava la lana appena tosata;
lu mulignčl (l'arcolaio), per filare la lana e arrotolarla;
la dāspo e lu corli: per fare le matasse e quindi i gomitoli


(a sinistra: lu sgartāz)

Cusii: cucire a macchina

 
   

Gugjâ (lavorare a maglia) e lu mulignčl (l'arcolaio)