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Gli uomini, quando
d'inverno rientravano a casa, contribuivano all'economia familiare
arrangiandosi a fare numerosi lavori, sia per le proprie famiglie
che per la comunità: chi faceva gerle, chi zoccoli in legno, chi il
falegname, chi il fabbro.
In questo modo vedevano premiata la propria abilità e inventiva,
riuscendo a guadagnare qualcosa. |
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La fabbricazione di gerle.
Lu geâr (fabbricante di gerle): questo tipico mestiere
era molto diffuso. lu gèi (la gerla) aveva numerosi
utilizzi: trasporto del fieno, delle legna, del letame, del
formaggio e in genere di molte cose d'uso familiare (cibo, attrezzi
vari, ecc. ). Fu usata anche durante la prima guerra mondiale per il
trasporto di munizioni in prima linea (vedo Portatrici carniche).
Assieme alla gerla veniva utilizzato uno strumento caratteristico,
lu màmol: consisteva in un treppiede in legno sul
quale era fissato un appoggio piano sempre in legno; su questo
appoggio veniva messa la gerla, pronta per essere caricata e presa
sulla schiena in piedi, senza bisogno di aiuto. |
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Il falegname.
Lu marangòn (il falegname): il mestiere della
lavorazione del legno richiedeva l'uso di molti strumenti di lavoro
ed una particolare abilità. Il legno era una delle risorse più
disponibili e a buon mercato delle nostre zone; inoltre è facilmente
lavorabile e si presta a moltissimi usi.
Il pezzo di maggior valore è un tornio a pedale del '700. Recuperato
da Brun in Cjamp da Rienzo Del Fabbro: apparteneva a suo nonno.
Questo manufatto ha ben 300 anni ed è perfettamente funzionante.
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La fienagione.
E' uno dei lavori tra i più conosciuti anche dalla nostra
generazione. Infatti a Forni Avoltri c'è ancora la stalla sociale e
molti paesani, essendone soci, vanno ancora a far fieno; i prati
puliti o con ròcoi e mèdos fanno bella
mostra di sè ancora oggi.
La mèdo, il grande covone di fieno disposto attorno al
medîl, il palo centrale: nei mesi invernali questo
fieno, seccato e stagionato, era trasportato poi nella stalla a
spalla con la gerla o con la slitta.
Gli attrezzi usati per la fienagione erano: la falc
(la falce), lu codâr (portacote o cote per affilare la
falce), iu rascjèi (il rastrello).
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Iu clòncs: oggetti in
legno che venivano attaccati ad una corda (la soio), ed usati per
legare il fascio del fieno. |
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