Camera

 

La cjÓmare (camera da letto) nel Museo Carnico viene presentata sotto tre diversi apsetti: stanza da letto e soggiorno, stanza da letto con mobili intagliati e stanza da letto con mobili intarsiati.
Nella foto di apertura una cjÓmare del settecento ampezzano (la camera prima del museo)
Il saccone, riempito di foglie di granoturco, appoggia su di un piano elevato cosý da permettere di ospitare sotto il letto la
cariole (carriola), riservato ai bambini, che la sera si estrae facendolo scorrere sulle apposite rotelle. (La cariole proviene da Dogna dove era ancora usato nel 1960)



La
cocjete (lettiera) proviene da Raveo con la parte da capo sagomata e dipinta barocca: rappresenta un bimbo addormentato su una croce (motivo ricorrente nel 700 nella nostra zona e allusivo al Redentore).
 


Accanto al letto una scune (culla) dove la mamma sta per deporre il bimbo e un inginocchiatoio intagliato proveniente da Oltris di Ampezzo.
Sopra la cassapanca nuziale, intarsiata di Cercivento, un armadio a muro, sempre di Oltris, squisitamente lavorato ad intarsio.
 

 

 

Due comode, una per adulti e l'altra per bambini



 

una semplice sc¨ne di Forni di Sotto, realizzata con fasce sottili di faggio (taýz), ma amorevolmente curata

Altra bellissima culla con decorazione geometrica di Ligosullo.

     
 

Questo letto per fanciulli, intagliato con motivi di foglie d'acanto e proveniente da Pradumbli di Prato Carnico, ha ai suoi piedi una piccola cassa su cui poggia una culla per bambole.

 

   

Gli armadi a muro erano molto diffusi nell'alta Carnia, quasi frequenti come le casse nuziali. Sono una grande attrattiva del Museo Carnico e meriterebbero una trattazione a parte, per gli intagli e le belle incorniciature.
Probabilmente i primi armadi a muro erano destinati alla cucina, per salvare da polvere e fuliggine gli oggetti, quindi passarono alla camera da letto per facilitare l'ordine dei capi di vestiario minori, che creavano confusione nelle cassapanche. All'epoca non c'erano ancora i cassettoni, introdotti molto pi¨ tardi.

 

 Altre due culle

 

La ricchezza dei boschi

Una considerazione Ŕ stata fatta dagli studiosi del mobile carnico. Tenuto conto della migliaia di pezzi che fino a un secolo e mezzo fa erano custoditi fra le mura delle case carniche, e delle dimensioni delle tavole di noce massiccio da cui erano ricavati, si presume che nei secoli XVII e XVIII le nostre valli erano popolate da migliaia di giganteschi noci, con diametro di oltre mezzo metro, dei quali oggi non rimane neppure il ricordo. Ma fu proprio l'abbondanza di questa preziosa materia prima a permettere il fiorire dell'arte dell'intarsio e dell'intaglio che, applicati alla decorazione dei mobili di casa, dimostra le abilitÓ acquisite dai nostri artigiani, in ogni luogo della Carnia.

 

Sopra: cassapanca nuziale ricca, di noce intagliato, con motivi fondamentali della bassa Carnia, basamenti ed ali intagliate, proveniente da Enemonzo.
Sotto: cassa nuziale di noce intagliata a foglie d'acanto, con scudetto centrale e fondo punteggiato a stelle, proveniente da Comeglians.