Sezione della Religiosità popolare

 

Nel museo carnico in questa sezione sono raccolti gli oggetti che venivano destinati alla vita religiosa e al culto cattolico, ma la maggiore testimonianza di quanto fosse profondamente religioso il popolo carnico viene dalle numerose manifestazioni della vita quotidiana: la piletta dell'acqua santa accanto alla porta di casa o della cucina,  le croci intagliate negli stavoli, la croce  sul vertice dell'alare, i monogrammi sacri sui bronzini, le antiche pentole di bronzo. La massaia tracciava il segno della croce col mestolo sulla caldaia appena iniziava a mescolare la polenta, ed anche sulla cenere che ricopriva la brace, nel momento di spegnere il fuoco.
Simboli religiosi venivano dipinti o scolpiti sui letti e sulle culle, oltre che sugli strumenti di lavoro.
Significative le croci coi simboli della Passione erette nei pressi delle casere o malghe dove anche il mestolo per la lavorazione del latte aveva intagliata al centro una croce.

(A sinistra la croce della casera Lavardet, in basso la croce ancora esistente a Caserarazzo davanti alla malga)

S. Caterina di scuola di Domenico da Tolmezzo
 

Lungo le strade e i sentieri di montagna, nei classici luoghi di sosta o negli incroci, veniva spesso eretta una maina (cappelletta) oppure un Crist (crocefisso) o anche una semplice immagine sacra sostenuta da un palo. Particolare devozione era rivolta per il "Signôr dal Puint" sotto Cleulis e per S. Osvaldo al valico del Pura fra Ampezzo e Sauris.
Per la maggior parte si tratta di Crocefissi di legno scolpiti rozzamente da artigiani devoti, ma anche semplici croci incise da secoli nella roccia, come quella della Màine dal Crôs presso la sorgente fra Terzo e Formeaso.

 

Serie di Crocefissi in legno custoditi nel museo
(Statuette lignee della scuola di Domenico da Tolmezzo)