Ricami


Lenzuolo da culla a punto scritto con trine e fuselli

Osservando le fasce ricamate dei fazzûl e gli angoli dei cuadri, già trattati nella pagina del costume, viene spontaneo constatare a quale grado di eccellente manualità fossero giunte le donne carniche nell'arte del ricamo, eseguito alla tenue luce della lucerna, di sera o a quella, debole,  filtrata dalle piccole finestre di giorno.
"Come dicemmo nella Guida della Carnia, - precisa il sen. Gortani - anche per l'arte del ricamo, come per quella dell'intaglio, l'età che per la Carnia può dirsi aurea cade nel '600 - '700.
 Ce ne danno prova non soltanto il fazzûl, che di tale periodo sono propri, ma anche altri capi di biancheria, ad essi visibilmente contemporanei, e come essi ricamati in bianco a punto reale e reticello." "Ricami a reticello, punto reale, punto passato fioriscono non soltanto sul fazzûl, ma anche nei tramezzi che ornavano lenzuola, lenzuolini, federe, asciugamani e cuffiette; vi si accompagna, benché raro, il gigliuccio, e spesso trine ad ago, a fuselli o all'uncinetto, anche queste eseguite con abilità sorprendente.

 

"Ancor più frequenti i ricami in rosso, qualche volta in rosso e blu, sia in punto passato o punto catenella, sia, e più spesso, a punto croce, e col motivo dominante del garofano.
Disegni in una certa misura comuni a regioni contermini, come si può provare nel miglior modo mediante il confronto con i disegni, tratti ad opera della sig. Maria Weidmann, dagli esemplari esistenti nel Museo carinziano di Klagenfurt, nonché da altre pubblicazioni di carattere più generale_; ma in parte modificati e in parte addirittura originali, secondo l'indole della nostra gente contraria alla pura e semplice imitazione.
Originali anche i disegni dei ricami a punto scritto."

 

"Nonostante il ritardo che le nuove mode subiscono nel diffondersi verso le zone montane, i merletti, venuti in auge nel Cinquecento, conquistarono siffattamente la Carnia nei due secoli successivi, da non trovarsi allora capo di vestiario o di biancheria di qualche riguardo che ne fosse privo.
La già ricordata abilità delle nostre ricamatrici trovò dapprima nelle trine ad ago un vasto campo in cui cimentarsi; e la frequenza dei tramezzi a reticolo nei fazzûl ne dà la prova concreta; poi al reticello si aggiunge il punto reale, e ad entrambi i merletti lavorati a fuselli."

  Trina di Milano del tipo più antico