Sutrio: il paese presepe fra i presepi
                                                                                                                                       (foto Annamaria Bianchi)
 

 

Bisogna andarci al tramonto a Sutrio: appena  fa buio le luci discrete e intime che rompono l'oscurità di un loggiato o si riflettono sulle vecchie pietre di un cortile, ti indicano il percorso di un Natale diverso.
Lontano dai rumori e dalla calca dei magazzini dove tutto ormai è "consumato" e nulla più attrae, capita di soffermarti  a considerare come questa collaudata rassegna di "Borghi e Presepi" che si snoda appunto fra i borghi di Sutrio, Priola e Noiaris, ti offra qualcosa di più di una semplice sfilata di presepi. La meraviglia sta nella dislocazione degli allestimenti artigianali che sono ospitati lungo un percorso tortuoso fra le antiche vie del paese in diversi locali: stavoli, porticati, stalle, atrii e cantine di vecchie case carniche. Cjase di Garbin, stali di Zefe, di Pestel, Cort dal Vordean, cjase di Cau, di Toni,  Cason e cort di sior Matje, e così via.
Tutto è cominciato molti anni fa . Teno (Straulino Gaudenzio), un falegname di Sutrio (paese di marangons - falegnami - ed ora Centro Regionale del mobile per la specializzazione nella lavorazione del legno), ha lavorato una vita attorno al suo presepio che è divenuto, col passare degli anni, un piccolo museo etnografico e che giustamente è il primo e più bel presepio da visitare.
Oltre 80 i presepi e sessanta gli espositori, del luogo e regionali, fra i quali negli ultimi anni se ne  sono aggiunti    della Croazia, della Carinzia, di Lecce. Alcuni  sono stati allestiti all'esterno in piazze ed angoli caratteristici.
 


 

Tanto più presepe appare Sutrio se ti capita di passare al di fuori di una piccola stalla, bussare e chiedere di poter entrare mentre Gelda Dorotea sta mungendo la mucca. Ha già riempito il secchio di caldo latte, nell'angolo opposto del locale un maiale continua imperterrito all'interno del suo recinto, a consumare con ingordigia il pasto serale.
La mucca che Gelda per amicizia sta mungendo è da pochi giorni rimasta orfana della sua padrona che  l'aveva appena acquistata per il piacere di riavere une vacje da accudire. Né mucca né maiale dunque sono opera di una promozione turistica, ma  "personaggi" di una scena reale.
Ecco che la realtà e la rappresentazione, il disincantato presente e un passato che inesorabilmente appartiene ai nostalgici e a quanti amano ricordare la  semplicità e la dura autenticità della vita di un tempo, si fondono e si confondono.
 

 

 un piccolo presepe incastonato fra le legna


Cjase di Toni: ecco il grande presepe di Teno che occupa un ampio locale, in alto sullo sfondo a  destra il paese di Sutrio. Vi sono rappresentate tutte le attività della vita e del lavoro. Interamente costruito in legno è animato da molti meccanismi che riproducono fedelmente le attività delle segherie, del mulino, del fabbro, ecc. Molto suggestiva la ricostruzione dei pascoli e della vita nelle malghe.
 

    Alcuni particolari del presepio - clicca sulle immagini per ingrandire
 


 

 altri presepi....

 

 

Nella Cort di Gjuan di Jacume troviamo non solo bellissimi presepi intagliati nei tronchi di legno, ma anche il suo valente autore, Moro Isaia di Sutrio
 

un presepio

 

il "Cenacolo" di Leonardo

Altre opere di intaglio esposte a Sutrio
 

 

cacciatore (nella cjase di Toni)


 

 

Cjase di Toni: la Pieve di San Pietro in Carnia
(opera di Candoni Ettore di Cabia)


 


Nello stali di Maiut infine alcune immagini di un bellissimo presepio esposto quest'anno per la prima volta e  che personalmente ho apprezzato molto. Risale agli anni 30 (Moro Dorino e Straulino Giovanni di Sutrio) ed è in legno intagliato di stile popolare, di fattura ingenua nelle fattezze dei corpi, ma per i tratti del viso sicuramente l'autore si è ispirato a gente del luogo.
 
 
 
 

   
   


 

Quando hai finito il "giro" dei presepi, l'aria gelida di questo inverno ostinatamente rigido e avaro di neve, ti spinge dentro una delle tante osterie del paese, vicino ad una stufa accesa. Un caldo brulé e di nuovo fuori: due docili asinelli, apparentemente impietriti dal freddo, quasi statue nella notte, rimangono immobili all'interno di un recinto vicino al parcheggio, mentre alcune  pecore, anche queste  volutamente esposte come scena natalizia, si riuniscono sotto la tettoia.
I folti mantelli di lana, macchie chiare nella notte.