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Primavera amara

 

In Carnia precipita la crisi lavoro e le donne pagano di più





 
Ampezzo, 29 marzo 2004

Carnia verde, Carnia ospitale, Carnia in agonia. Le previsione più pessimistiche sul futuro della nostra montagna vengono superate dall'incalzare dei fatti.
Uno stillicidio di notizie che non avremmo voluto sentire si abbattono come colpi di ascia sulla già precaria situazione di sopravvivenza dei nostri paesi.
Ad Ampezzo splende il sole oggi, eppure il verde quasi abbagliante della natura  non riesce a distogliermi da questi sguardi.
la pagina è dedicata ai dipendenti della De Longhi di Ampezzo, che chiude i battenti, ma soprattutto a voi ragazze. E' l'unica, piccola cosa che posso fare,  ma con sincera solidarietà.
AmB

  Nell'immagine sopra: Maria Fachin, 23 anni di Ampezzo, ha una bambina e lavora da 3 anni e mezzo in questa azienda: "Sono molto preoccupata, il lavoro è indispensabile per noi giovani e per il futuro dei nostri figli. Qui ad Ampezzo ho perso già il lavoro quando ha chiuso la Poljret. Il futuro lo vedo molto triste perché qui in Carnia non c'è altro lavoro"
 
  Italia Concina, 26 anni di Ampezzo, aveva già lavorato a Tolmezzo e a Villa Santina: "Sì, delusione, non è facile, si pensa a cosa fare. Stiamo aspettando la lettera di licenziamento perchè da giovedì sono  cominciati i 45 giorni. E' molto difficile ora trovare un altro lavoro, a meno che non si tratti di pulizie domestiche o cose del genere"
Radio Studio Nord
28.05.04
"AMPEZZO- I lavoratori occupano lo stabilimento della De Longhi
L' occupazione dello stabilimento di Ampezzo (Udine) della De Longhi di Treviso cominciata ieri sera, sta proseguendo anche nella giornata di oggi. L'azienda del freddo ha deciso di licenziare 140 dipendenti friulani, per il 75% composto da donne, per delocalizzare in Cina la produzione locale. Questa mattina sono stati bloccati tre mezzi che volevano entrare nello stabilimento per cominciare a portare via i macchinari. "Appena avuta notizia delle lettere di licenziamento - ha detto Fabrizio Morocutti, della Fiom Alto Friuli - abbiamo deciso l' occupazione dell' azienda. Ora aspettiamo qualche risposta dalla stessa De Longhi e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. In assenza di progetti concreti passeremo a forme di lotta più eclatanti". I sindacati dell' Alto Friuli non hanno escluso il blocco dell' autostrada A23 Udine-Tarvisio. Lunedì oltre un centinaio di lavoratori friulani sarà a Treviso per protestare davanti alla sede della De Longhi."
  Gian Antonio Piazza (Toni) e Maria Teresa, due figli, ambedue dipendenti della De Longhi da circa 4 anni: "La faccenda è pesante - dice Toni - non è possibile che una multinazionale si comporti così. Non vedo nessuno spiraglio a breve termine, e a maggior ragione la De Longhi deve venirci incontro. Ma nessuno si  è fatto vivo" . Maria Teresa: "La donna è sicuramente la più svantaggiata, per una donna che perde il lavoro è molto più difficile degli uomini trovarne un altro".

   
 

 

 

 


Loredana Petris di Ampezzo, 21 anni; questo il suo primo lavoro, da circa due anni alla De Longhi.
"Mi piacerebbe rimanere in zona, vorrei vivere qui, nel mio paese, e non essere costretta ad andarmene. Io sto bene qui in Carnia"


 

Antonietta Pelle, sposata, alla De Longhi da 3 anni: "E' stata una sorpresa, la fabbrica andava bene, una grande delusione. Ho fatto tanti tipi di lavoro e sono originaria del Piemonte, ma mi piace vivere ad Ampezzo dove mi sono trovata bene con la gente".


Radio Studio Nord
20.05.04
CARNIA- Si cercano soluzioni per Seima Elettronica e De Longhi
Ombre sempre più cupe si addensano sulla Seima Elettronica. L'incontro di martedì nella sede dell'Assindustria tolmezzina, presenti gli assessori regionali Bertossi e Marsilio, ha confermato che il futuro dei 120 lavoratori è decisamente incerto. "Purtroppo siamo alla dirittura finale- conferma Gianpaolo Roccasalva della Cgil- La Seima Elettronica contava sulla Finmek per l'accollo dei debiti, ma ora, essendo quest'ultima azienda posta in amministrazione controllata, almeno per due anni tutti gli accordi sono stati congelati. Lunedì prossimo ci sarà l'assemblea dei soci e le uniche strade percorribili sono la messa in liquidazione o il fallimento. In poche parole, si va verso la chiusura dello stabilimento". Ma per i lavoratori si potrebbero aprire altre prospettive: "Ci sono due cordate di imprenditori che hanno manifestato il loro interesse per l'acquisizione non tanto della Seima Elettronica, ma della professionalità espresse dall'azienda e del capannone di Villa Santina- spiega Roccasalva- Nei prossimi giorni verranno presentati i piani industriali e quando conosceremo questi due progetti valuteremo quello che offre più garanzie e occupazione. E' giusto ricordare, però, che in caso di fallimento anche il curatore potrebbe dire la sua". Attualmente l'attività in fabbrica è ridotta al minimo: i dipendenti impegnati non sono più di venti, gli altri sono in cassa integrazione. C'è la volontà di tenere in vita qualche commessa che potrebbe risultare utile in un'attività futura, ma in realtà il lavoro ormai è esaurito. "Facile immaginare lo stato d'animo di queste persone, esasperate sin da quando la Finmek ha preso in mano l'azienda, portandola ad un lento e progressivo declino- conclude Roccasalva- Il più che probabile fallimento ha portato sconcerto e preoccupazione, ma l'interesse manifestato da altri imprenditori deve necessariamente regalare qualche speranza". L'altro fronte caldo in Carnia è quello della De Longhi di Ampezzo: ieri i rappresentanti sindacali hanno illustrato ai lavoratori, in gran parte donne, le novità prodotte dall'incontro con Bertossi del giorno precedente: "Abbiamo chiesto all'assessore l'impegno a portare l'azienda ad un tavolo di trattativa e discussione per chiarire le sue intenzioni- dice Raffaele Consiglio della Cisl- Noi contestiamo, infatti, l'assoluta mancanza di contatti della De Longhi con sindacati, lavoratori e politici del territorio". Ma cè di più: "Non ci sono alternative per il sito di Ampezzo, perché se la De Longhi andrà via, ci ritroveremo con circa 200 lavoratori, indotto compreso, a spasso, nonostante qui ci sia un'efficienza di sei punti superiore rispetto a quella richiesta dall'azienda" aggiunge Consiglio. Bertossi si è impegnato a contattare la proprietà, effettuare le opportune verifiche e a fornire risposte entro la fine della prossima settimana. Successivamente verranno decisi modalità e tempi di eventuali forme di protesta, che potrebbero portare i lavoratori a manifestare anche a Treviso, sede operativa della De Longhi.
(di Bruno Tavosanis, dal Gazzettino)
 
Radio Studio Nord
27.05.04
FORNI DI SOTTO- L'impegno di Bertossi per la Complast
La difficile situazione della Complast di Forni di Sotto è stata esaminata IERI dall'assessore regionale alle Attività Produttive, Enrico Bertossi, incontrando i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Bertossi ha espresso l'impegno contattare sia la proprietà dell'azienda che altri imprenditori del settore per verificare le possibilità di una positiva soluzione del problema.