1 novembre 2001
Ho colto subito l'occasione che mi si è presentata in questi giorni in un paese della Puglia. Ritrovavo suor Maria Lucia, di passaggio in quei luoghi. Ho avuto il piacere di rivedere il suo sorriso e parlare con lei delle Suore Missionarie della Carità.
Questa la breve storia di come vive una donna divenuta missionaria per amore, come tutte le altre sorelle che operano in ogni continente a favore dei più emarginati e dei più poveri fra i poveri.
Perchè  suore missionarie?

"C'è una chiamata del Signore. La nostra è  una risposta a una chiamata d'amore.
Questa chiamata è un dono non solo per te stessa, ma per gli altri, nel senso che Dio si serve di te per poter amare e servire il prossimo
L'Apostolato è il mezzo con cui possiamo spegnere la sete di amore di Gesù e di salvezza delle anime.
Molte persone ci scambiano per assistenti sociali, ma non lo siamo.
Siamo persone consacrate a Dio dove il "lavoro" dedicato agli altri è il frutto della contemplazione.
La Madre diceva sempre: "Non separate mai Gesù nell'Eucarestia e Gesù nei poveri".
Il nostro percorso parte da Gesù e ritorna a Lui attraverso il Cuore Immacolato di Maria.
Noi portiamo Gesù ai poveri e da questi riconsegniamo nelle Sue mani tutte le miserie e povertà umane."


Come si diventa suore missionarie, c'è un momento preciso?

"Si inizia sempre da una formazione umana. E' indispensabile formare prima "l'uomo" e poi il sacerdote, la suora.
Oggi questa formazione è meno garantita dalla famiglia e dalla società. All'interno del nostro ordine la formazione è quindi oggi un problema impegnativo da affrontare"


La provenienza sociale delle sorelle?
Avete fra voi suore provenienti dal nord-est d'Italia e dal Friuli?

"Da ogni ceto sociale, da diverse culture e religioni.
La nostra Società "Suore Missionarie della Carità" ha un carattere veramente internazionale raccogliendo sorelle di ogni provenienza religiosa o culturale: induiste, buddiste, protestanti, cattoliche.
Ci sono sorelle provenienti dal Veneto, soprattutto Padova, ma del Friuli, per quanto io sappia, non credo ce ne siano."


In quali nazioni comunque siete più presenti?

 

"In Asia, dov'è nata la nostra Società, fondata negli anni cinquanta da Madre Teresa di Calcutta. Ma anche in Africa, America, Europa, Filippine, ecc.. In tutti i continenti e gli stati, anche quelli di religione mussulmana."

 

Quali sono le difficoltà ad intraprendere questa strada?

 

"Vivere e operare nella nostra Società mi ha dato un grande senso di adattamento, apertura e accettazione di ogni diversità.
L'essenzialità della nostra vita non ci fa sentire la ristrettezza e la difficoltà di adattamento. La povertà delle cose materiali ci dà la libertà di sperimentare la Provvidenza Divina e ci fa sentire libere interiormente."

E' sufficiente la vocazione per continuare la vita da consacrate?

 

"No, è una forza che si conquista giorno per giorno, attraverso lo stare con il Signore, e con la preghiera. E' Lui che ti dà la forza interiore."

Povertà. Il vostro voto di quale povertà?

 

"La Povertà è un voto ed è povertà di fatto, sul modello di Gesù.
Non abbiamo proventi nè dalla Chiesa, nè da alcun governo.
Dopo quello dell'Obbedienza, della  Povertà  e della Carità, abbiamo il quarto voto: il Servizio gratuito al più povero dei poveri.
Viviamo della generosità delle persone, sia per l'aiuto materiale, di fatto che per il loro lavoro come volontari della Provvidenza. "

Suor Lucia, oggi tu hai 47 anni, quando hai iniziato? Puoi raccontarci le tue esperienze?

 

"Ho iniziato all'età di 37 anni. Ero infermiera diplomata e lavoravo in un ospedale qui in Puglia.
Sono stata attratta dal desiderio di partecipare alle iniziative di volontariato per l'assistenza medica nei paesi poveri. Per tre anni mi sono recata in Etiopia con un organismo di volontariato cristiano in una missione comboniana per assistere gli ammalati  presso piccole cliniche o punti sanitari.
Da quel momento ho capito subito che qualcosa nella mia vita era cambiato".

Immagini dell'Etiopia, dell'allora infermiera Rosalba M., ora suor Lucia.

     

Quando hai seriamente preso in considerazione di dedicare la tua vita agli altri?

 

"Dopo un anno circa sono entrata in questo Ordine delle Suore Missionarie. Ho iniziato questo percorso con il necessario aspirantato: 6 mesi a Dublino, altri 6 a Londra (per apprendere bene l'inglese, lingua che dobbiamo conoscere molto bene poichè è con questa che comunichiamo fra noi).
Poi 6 mesi a Roma. Qui, nella Casa di Formazione ho poi trascorso i 2 anni di Noviziato"

Ti interrompo un attimo per parlare del periodo di Roma. Hai conosciuto Madre Teresa, vero? Cosa mi puoi dire di lei e dei vostri incontri?

 

"Madre Teresa è stata la prima Missionaria della Carità perchè la nostra Società è stata fondata da Madre Teresa in seguito all'implorazione di Maria.
L'ho conosciuta di persona nel giugno del 1991, quando si apprestava a partire per l'Albania. Dopo la caduta del muro di Berlino, Madre Teresa fece il primo passo per aprire le porte dell'Albania alla Chiesa."

Ma cosa hai provato conoscendola?

 

"Una forte emozione, ho sentito di trovarmi di fronte ad una persona eccezionale... il suo modo di parlare, di pregare.... emanava da lei qualcosa di speciale."

  Suor Lucia con Madre Teresa

 

L'hai vista ancora? Dedicava il suo tempo a voi sorelle?

 

"Si, la seconda volta sempre a Roma. Vedi, Madre Teresa obbediva alla raccomandazione del Santo Padre (al quale anche noi dobbiamo la nostra prima obbedienza) di dedicare a noi sorelle il tempo minimo indispensabile. Innanzitutto i bisognosi."

Quando l'ultima volta?

 

"Nel '94, in occasione dei voti delle sorelle. Eravamo in 8 per la prima professione. E' stato molto bello. Mi ha consegnato la letterina, il mandato per l'Albania."

 


 


  i voti di suor Lucia

 riceve dalla mani di Madre Teresa il mandato

Quindi nel '94 la prima missione?


"Sì, dopo i primi voti, la partenza per l'Albania, a Scutari, dove mi sarei occupata di bambini abbandonati con handicap fisici e mentali. Eravamo 6 sorelle e per due anni siamo state le "mamme" di questi bambini."

Poi in Medio Oriente?

 

"Nel 1996 ad Amman, in Giordania, per un anno presso la Casa Regionale. Eravamo meno di dieci suore, ospitavamo e assistevamo adulti abbandonati con handicap soprattutto mentali.
Nella civiltà mussulmana queste persone vengono emarginate e lasciate in balia di se stesse. Per sei mesi quindi con gli adulti, nei successivi 6 in un'altra Casa con i bambini handicappati. Qui eravamo solo in 4."

Allora hai dovuto imparare l'arabo? E chi vi ha aiutato?

 

"Sì, l'arabo è molto difficile. Il re Hussein di Giordania, sovrano molto amato dai suoi sudditi, si è interessato alle nostre necessità provvedendo a sostenere le nostre spese per l'acqua, l'elettricità e il riscaldamento.
Nel '97 la regina Noa si è recata a Calcutta, assieme alla nostra superiora di Amman, per i funerali di Madre Teresa. Al loro rientro le attendeva il re in persona.
La bontà d'animo del defunto re Hussein si manifestò in diverse occasioni. Abbiamo saputo dell'adozione da parte sua di un bambino rimasto orfano in seguito ad un incidente aereo."

E poi la Siria.

 

"Nel '97 a Damasco, in Siria, per un anno. Nella casa di Damasco eravamo solo tre sorelle ad accogliere ed assistere donne abbandonate, anziane, anche malate e allettate, di un quartiere poverissimo. Ricordo fu un'esperienza bella anche per il rapporto con la gente, molto cordiale."

 Ancora Roma

 

"Ho chiesto di poter fare esperienza nel ramo contemplativo. Per due anni sono rimasta ad Acilia, presso Roma, nella nuova sede di un Casa di formazione, una sede europea"

 

Poi l'Irlanda, dal 2000.

 

"A Sligo, sulla costa atlantica, nell'Irlanda nord-ovest. Sono stata in una Casa presso questa cittadina. In Irlanda abbiamo testimoniato con la nostra presenza i valori evangelici. E' questa un'opera svolta a favore delle "nuove povertà" determinate dal benessere e dal boom economico che si concretizzano in alcolismo, droga, difficoltà nelle famiglie, allontanamento dalla Chiesa."

Attualmente suor Lucia è a Gubbio per un periodo nel ramo contemplativo.


E' calato il sole sull'altopiano delle Murge, fra il silenzio degli ulivi e dei mandorli e la voce del vento. Terra generosa ma strappata con fatica alle pietre secolari.
Da questa terra nascono anche creature che vivono di amore per gli altri.


Ci salutiamo con un abbraccio sapendo che forse non ci rivedremo, ma non si
può mai dire!