Dalla scrivania di Rosa

 

(immagini della Val Pesarina di AmBianchi)

 
 

Tolmezzo 17 gennaio 2002

"La mia vita"

Ciao, sono Rosa,

sono di Prico di Prato Carnico, ho 41 anni, sono molto allegra, un pò permalosa, non sono una persona timida. Il mio divertimento è stare molto in compagnia soprattutto dei giovani, e andare in giro, vedere cose nuove, ricevere i regali, ma anche farli.
E cantare, guardare la televisione, ascoltare la radio.
La mia squadra del cuore è l'Udinese. Io ho soddisfazione a lavorare con il computer, leggere, fare fisioterapia, dipingere, giocare anche con il computer.

Poiché sono una ragazza handicappata, nel mese di ottobre del 1988, ho voluto venire in comunità per dare la possibilità a mia sorella di laurearsi, perchè purtroppo mi sono morti entrambi i genitori.
Nel 1989, grazie all'aiuto della comunità, sono riuscita ad ottenere il diploma di 5° elementare, questo mi ha dato molta soddisfazione, tanto che ho deciso di continuare gli studi.
 Infatti, sono riuscita ad ottenere il diploma di scuola media e nel 1990-1991 ho fatto la scuola media serale, con tanta difficoltà.
Alla fine ci sono riuscita.
In comunità ho trovato tanti amici e questo mi rende molto contenta e con tanta voglia di vivere. Tale ambiente mi ha permesso di conoscere moltissime persone, soprattutto molti giovani, che mi hanno aiutata a crescere e a maturare.


Secondo me anche se con tante difficoltà, dopo tanti anni, dentro di me cerco la forza e il coraggio di migliorare e ascoltare i consigli delle persone che mi stanno accanto e devo riconoscere che se mi criticano lo fanno per il mio bene. Purtroppo cado negli stessi errori.
 Io mi auguro di arrivare, con il mio impegno, la mia volontà e l'aiuto di Dio a raggiungere questo obiettivo.
Il fatto di essere in carrozzina non costituisce per me un motivo di disagio o di preoccupazione. In questo momento io desidero vivere qui in comunità perchè mi sento più me stessa, sento che sto maturando e che sto facendo piccoli passi avanti.
Io non mi considero una persona inutile come molti pensano, ma anzi mi ritengo importante anche se posso aiutare le persone soltanto con le parole. La mia vita è bella perché ho sempre vicino a me tanti amici, che mi vogliono bene.

Ciao Rosa

 

Un paese piccolo piccolo: Prico

Prico è il paese dove sono nata. E' una frazione di Prato Carnico che si trova in Val Pesarina.
A Prico ci sono poche case tra cui una chiesetta, che adesso stanno mettendo a posto. Secondo la mia opinione, una volta le persone erano più affiatate perchè si riunivano vicino al caminetto a cantare, come mi raccontava mia mamma.
Invece adesso i giovani preferiscono venire a vivere a Tolmezzo, perchè in un piccolo paesino come Prico non ci sono divertimenti e neppure lavoro.


A Prico è bello andarci durante il periodo di vacanza, per stare tranquilli e perché ci sono belle mantagne e bei prati da esplorare. Infatti d'estate c'è più movimento, ci sono più villeggianti: qualcuna di queste persone ha comprato una casa e viene durante il week-end oppure durante le feste di Natale e Pasqua.
Anch'io adesso che vivo a Tolmezzo vado su qualche volta, soprattutto d'estate quando ho più tempo libero. Mi piace il mio paese perché, quando ero piccola, vedevo dalla finestra la neve che scendeva: il paesaggio somigliava a una cartolina natalizia, con alberi e montagne coperte di neve.

Le feste tradizionali di Prato Carnico sono la sagra del paese ad agosto e quella di San Sebastiano, a gennaio. Queste due feste sono organizzate dai giovani del paese che in queste occasioni hanno la possibilità di stare insieme e di lavorare divertendosi. L'ultimo pensiero riguarda la mia mamma: ogni anno invitava le sue amiche per "discosolâ i fasoi", faceva la polenta e poi cantavamo tutti insieme e io mi divertivo un sacco.

 

 

 

 

Il mio viaggio a Lourdes

 Cari  amici  di Donne in Carnia,  voglio  raccontarvi  la  mia  esperienza  a  Lourdes. Il  9  maggio  del '93 per  la  prima  volta  sono  andata  col  treno  ed  è  stato divertente  viaggiare  di  notte:  sentire   il  movimento  del  vagone  e  avere   la  sensazione  di  essere  in    una    culla.  
Quando    mi    hanno   proposto    di   andare   a   Lourdes,  non  mi  è  venuto   in   mente  che    laggiù    potesse    avvenire   il    miracolo  di    camminare,   ma  ho  deciso   di    andare    perché   volevo   credere  di  più    in   Dio   e    questa   esperienza  mi  ha     aiutata   tanto. 
 Una    cosa    che    mi   ha    colpito    è    stato   quando   Roberto    ha   portato   Alessandro   a    sentire  il    rosario.    Si    sono    seduti su   una    panchina  di    fianco  a   una   signora   la    quale,  vedendo il   cugino di   Roberto,   ha    nascosto   il  viso  dietro   l’ombrello.
Lui    non    voleva     crederci   e     ha    fatto   il    giro  della  panchina   e   la   scena   si   è   ripetuta.  Io    mi   sono   chiesa:    “Come   mai   delle    persone   scelgono    di  andare  a  Lourdes    che  è   un  luogo  di    pellegrinaggio   e   agiscono  in  questo   modo?”  Di   tante cose  che  ho visto  una  in    particolare    mi    è    piaciuta   molto,    una    chiesa:    siamo   entrati     e    c’erano    delle    persone    che   pregavano;   poi   mi   sono    guardata   in  giro  e  ho  chiesto  che  mi   portassero    di   sopra,,  per  vedere   l’organo. 
Ogni  giorno  partecipavamo  ad  incontri  di preghiera  e  a  dibattiti;   una   Messa   internazionale   è   la  processione    notturna,    con    le    candele   accese,,    mi   sono    rimaste    impresse    perché    c’erano    persone    di   ogni    nazionalità.  Una   sera  è  successa  una   cosa   ridicola:  Michele   ha   svegliato  Giordano  appena  andato  a   dormire  e   gli  ha   fatto  credere   che   erano  le   sei  di  mattina;   lo   ha   portato   dove   ogni    giorno  si   andava    a   pregare   e   solo   allora   gli   ha   detto    che   era   uno   scherzo.
L’ultimo  pensiero  che  vi  rivolgo  è  su  quello  che  mi  ha  lasciato  questa  esperienza:  è  stata  bellissima  e  mi  ha  ridato  la  carica  per  momenti  in  cui  sono  giù  di  morale,  nelle  situazioni  difficili  della  vita.   Mi  sento  quindi  di  consigliare a  chi  piacerebbe  fare  una  esperienza  forte,  di  partecipare  prima  o  poi  ad  un  pellegrinaggio a  Lourdes.
 Tanti saluti a tutti e un bacione.

 

 


 

 

 TOLMEZZO 4 APRILE 1990

"IL MIO INCONTRO CON TOTO CUTUGNO"

La prima volta che mi è venuta l'idea di conoscere Toto Cutugno è stata quando faceva "Domenica in...". Mi colpiva il suo modo di fare con i bambini: era affettuoso, li prendeva in braccio, li baciava; si vedeva che soffriva del fatto che non poteva avere figli. Un altro motivo per cui volevo conoscerlo era perchè mi piacevano tanto le sue canzoni.
 Però, quando faceva "Domenica in...", non ho avuto la possibilità di incontrarlo perchè era troppo lontano (la trasmissione era a Roma) e anche perchè durante quell'anno (1988) è morta la mia mamma e mia sorella non ha potuto aiutarmi a scrivergli una lettera con la quale volevo parlargli di me e dirgli che mi piaceva. Quest'anno Toto ha cominciato una trasmissione (Piacere RAIUNO) con la quale va in giro per tutta l'Italia; così, approfittando del fatto che è passato per Trieste, ho chiesto a mia sorella Amabile di portarmi a vedere la trasmissione in diretta, visto che studia all'università di Trieste. Lei mi ha risposto di si: aiutata dal suo ragazzo, giovedì 15 Marzo 1990 siamo andati a Trieste. Mi sono alzata alle 7,30 circa e dopo essermi preparata, sono venuti a prendermi.
Ero emozionatissima pensando al fatto di poterlo conoscere e di vedere la trasmissione in diretta. Il viaggio l'ho fatto con la macchina. Sono arrivata alle 10,15 circa al teatro Rossetti. C'era tanta gente che aspettava di entrare e noi abbiamo tentato di passare in mezzo, ma abbiamo fatto solo un pezzetto perchè è venuto un addetto che ci ha detto di passare per il bar, dietro il teatro. Così abbiamo bussato ad una porta, ma non era quella che ci avevano detto; poi una signora dal balcone ci ha detto di bussare ad un'altra porta.
Così siamo entrati, abbiamo chiesto dove potevamo metterci e ci siamo seduti in 3° o 4 fila. Più il tempo passava e più l'emozione cresceva. Toto è uscito due volte per fare le prove. Alle 12.05 è cominciata la trasmissione. Non è come vedere la televisione: è emozionante vivere la diretta, quando cantava e suonava il pianoforte, quando presentava il gioco. Poi ha fatto cantare anche noi e mi sono divertita un sacco. Quando non riusciva a mettersi in collegamento col telefono e diceva "pronto"? e nessuno gli rispondeva, si girava verso di noi e ci faceva cantare in triestino: c'era da scoppiare dal ridere.
Mi ha fatto pensare che dal vivo era come lo vedevo in tv, non credevo che fosse così spontaneo, perchè, anni fa, prima di "Domenica In", lo vedevo più timido, signorile, serio... Alla fine della trasmissione volevo conoscerlo e parlare un pò con lui. Così mia sorella ha provato ad andare sul palco, però un carabiniere l'ha fermata. Dopo aver parlato con diverse persone, un signore della Rai ci ha fatti andare nel camerino di Toto. Questo signore non sapeva se Toto era andato via oppure doveva venire dove eravamo noi. Finalmente è arrivato. Ero felicissima ed ho cominciato ad urlare il suo nome. Lui prima mi ha baciata, poi mi ha chiesto come mi chiamavo e sul momento aveva capito Laura, poi ha capito che mi chiamavo Rosa.
Aveva una sua foto in mano e cosi mi ha fatto una dedica: "A ROSA CON AMORE". Io gli ho detto che mi piacciono molto le sue canzoni, che avevo 3 cassette sue e sono stata contenta che è arrivato 2° al FESTIVAL DI SAN REMO. Ho visto che è rimasto colpito da come l'ho salutato. Un fatto mi ha incuriosita: nelle altre città vedevo che Toto andava in platea, ed invece a Trieste non è successo, è andato via subito. Questa giornata mi ha resa felice perchè credevo fosse un sogno, ed ancora oggi non mi sembra vero che sia accaduto, anche se vedo appesa al muro la foto di Toto con la sua dedica. Quando sono tornata in Comunità ho trovato una grande sorpresa; in camera c'era uno striscione fatto dalle mie carissime amiche Francesca e Lorena. "BENVENUTA TATA CUTUGNA". Ero tanto felice.

ROSA

 



 

TOLMEZZO 19 OTTOBRE 1990

 

IL MIO 2° INCONTRO CON TOTO CUTUGNO A PAULARO

Il 14 agosto sono andata a Paularo a vedere il concerto di Toto Cutugno con mia sorella Amabile e la mia santola Maria. Siamo partite alle 19 da Prico e, quando siamo arrivate, c'era già tanta gente e noi non riuscivamo a passare per entrare nel tendone. Così uno degli organizzatori della sagra ci ha fatto strada. Io volevo mettermi in prima fila, però non ho potuto perchè il volume delle casse era troppo alto poi ho chieso se potevo vedere Toto, anche perchè dovevo dargli una lettera; mi hanno detto che sarebbero andati a chiedere se poteva ricevermi. Poco dopo sono ritornati e mi hanno portata da lui. Toto era dietro il palcoscenico e mi si è presentato in tenuta sportiva: indossava una camicia bianca con le maniche corte e dei pantaloni corti. Stava seduto in attesa di prepararsi per entrare in scena e, appena mi ha vista, si è alzato, mi è venuto incontro, mi ha salutata e baciata, però non mi ha riconosciuta. Io non ho osato chiedergli se si ricordava di me, forse perchè ero troppo emozionata. Mi sono ricordata che in mano avevo la lettera e cosi gliel'ho consegnata, spiegandogli che l'avevo scritta per lui.
Toto mi ha ringraziata dicendomi che l'avrebbe letta in privato e l'ha subito messa nella sua valigetta. Poi mi ha chiesto se volevo una foto sua ma io ce l'avevo già con la sua dedica; cosi ho avuto la faccia tosta di chiedergli se aveva la sua cassetta nuova e, dato che non ce l'aveva, mi ha dato il disco con la dedica:

"A ROSA CON INFINITO AMORE." Dopo mi ha chiesto come mi chiamavo e anche questa volta ha capito Laura invece di Rosa. Voleva anche dedicarmi una canzone, ma non l'ha fatto perchè non mi ha vista durante il concerto. Cosi è finito il nostro incontro anche se breve, è stato intenso e bellissimo. In questi pochi momenti ho potuto notare che il suo viso era più rilassato, meno teso rispetto a quando l'avevo incontrato a Trieste. Secondo me il concerto è una cosa che sente di più e che sicuramente gli dà più possibilità di esprimere la sua arte e quindi maggiore soddisfazione. Dopo tanta attesa finalmente alle 22.00 è cominciato il concerto. In quel momento io non riuscivo a vedere cosa succedeva vicino a me perchè ero troppo eccitata, guardavo solamente il palcoscenico aspettando che lui uscisse. Ad un tratto, in mezzo agli applausi ed alle grida del pubblico, Toto è arrivato sulla scena; le luci si sono abbassate e lui ha cominciato a cantare. La prima canzone che ha presentato era "Piacere RAIUNO".
Poi ha contiunato con altri brani del suo repertorio che è veramente molto ricco. Vicino a me c'era un signore che urlava il nome Toto,  mentre io cantavo le sue canzoni. La gente lo applaudiva ed io ero emozionata come sempre.
A conclusione del concerto, lui ha voluto salutare il pubblico dicendo che era molto contento dell'affetto della gente anche se non riesciva a manifestare questa sua contentezza per il suo carattere piuttosto chiuso e timido. Quindi ha ringraziato tutti e infine ha detto di amare molto il Friuli..... anche perchè qui ha conosciuto sua moglie che era una fan. E' stata davvero una bellissima serata: questa era la seconda volta che andavo a vedere Toto Cutugno e sono rimasta più soddisfatta, rispetto all'incontro di Trieste, perchè potevo cantare con lui e perchè, in questa occasione, era lui il protagonista e cosi io ho potuto godere pienamente della sua presenza e della sua musica.

ROSA

 


 


 

Barbara e Stefano

Il matrimonio di Barbara e Stefano

 Carissimi  amici  del sito “Donne in Carnia”, voglio parlarvi del  giorno  del  matrimonio  di  Barbara e Stefano, celebrato l'8 dicembre del 1994.  Barbara  l’avevo conosciuta  tramite  Lorena,  nel  1990,  perché  avevo  bisogno  di  una  mano  per  conseguire  il  diploma  di  scuola  media  e  lei  si  è  offerta  di  aiutarmi.  Dopo  otto  mesi  passati   insieme,  anche  se  la  scuola  è  finita,  Barbara  è  rimasta  in  comunità ad  aiutarmi  a  lavorare  con  il   computer.  In  tutti  questi  anni  la  nostra  amicizia  si  è  rafforzata ed  ho  conosciuto  il  suo  fidanzato  Stefano.  Poco  tempo  dopo,  l’ 8  dicembre,  si  sono  sposati  e  naturalmente  mi  hanno  invitata  al  loro  matrimonio.
La  cerimonia  si  è  svolta  nel  Duomo  di  Tolmezzo;  io  ero  in  mezzo  al   coro  a  cantare,  mi  sentivo  tanto  emozionata.  Dopo  la  Messa  siamo  andati  al   ristorante  ad  Arta  Terme  (Carnia):  della  Comunità  eravamo  io  e  Lorena. Dopo  aver mangiato,  il  cantante  ha  chiamato  gli  sposi  per  fare  il  primo  ballo,  l’orchestra  si  è  messa  a  suonare  e  poi  tutti  hanno  cominciato  a  ballare. Io mi  sono  divertita  a  cantare  quasi  tutte  le  canzoni. Sono  stata  contenta  quando Barbara  e  Stefano  mi hanno  chiesto di fare  una  fotografia  insieme  a  loro.  Purtroppo  alle  otto  di  sera  la  festa  è  finita  e  siamo tornate  in  Comunità.  Questa  giornata  mi  ha  lasciato  una  grande  gioia  nel  cuore  che  ricorderò per  tutta  la  vita.

TOLMEZZO  28.03.2002

 Il  giorno  del  mio  compleanno  Barbara  mi  ha  fatto  un  grande  regalo:  mi  ha  detto: “ Rosa  vengo  ad  aiutarti di  nuovo con il  computer”.  Così dopo  sette  anni  lei  è ritornata e  io  sono felicissima.  Per  me  è  stata una  sorpresa  perché  Barbara  ha  due  bambini  ancora  piccoli. Vi voglio  dire  ancora  che  secondo me è difficile  fare questo quando  una  persona  ha    famiglia:  perché  non  tutti dedicherebbero  parte del  loro  tempo  a  persone  come  noi.  E  sono felice  che  lei  sia  tornata.

 ORA  VI  SALUTO  TUTTI  QUANTI  CON  AFFETTO E  UN  BACIONE

CIAO  ROSA

 

 

 

                        


 

 
   
LETTURE  
 

Le parole che non ti ho detto                                                

  1. AUTORE

      Nicholas Sparks

  1. EDIZIONE              

Frassinelli

  1. AMBIENTE: L ‘ambiente  dove si svolge  la trama del  libro  è reale. I personaggi si  trovano negli Stati Uniti d’America e si spostano in varie città. L’ambiente principale è la cittadina dove vive Garrett che si trova vicino al mare.               
  2. TEMPO:  Il  tempo è il  presente  perché  ci  sono  mezzi  di  trasporto  moderni e  perché  Garrett  scrive delle lettere ed  in ognuna  di  essa  c’è  la  data.                                                                                                     
  3. I PERSONAGGI:  In questo libro ci sono due protagonisti: Garrett  e Theresa.  Lei  è  una  giornalista  famosa che  un giorno decide di andare in vacanza in un luogo di mare, per  cercare  di  dimenticare  il divorzio dal  marito.  Una  mattina, camminando  sulla spiaggia,  trova  una  bottiglia  che  contiene  una  lettera:  questa lettera  cambierà totalmente  la  sua  vita e la porterà ad  incontrare  Garrett.  Garrett  amava  uscire  in  barca  perché  facendo  questo  si  sentiva   più  libero  e  aveva  l’occasione  di  ricordarsi  sempre  di  sua  moglie  che  era  morta  in  un  incidente.  Pensando  a  lei,  scriveva  le  lettere  che  poi  gettava  in  mare  con  la  speranza  che  lei  le  raccogliesse:  ciò dimostra  che  Garrett  non  accettava  il  fatto  che  lei  fosse  morta  e  questo  si  trascina  fino  alla  fine  del  libro  quando  lui  fatalmente muore,  dopo  aver  scritto  la  lettera di addio  alla  moglie.
  1. LA MIA OPINIONE:  Secondo  la  mia opinione  il  libro  è  bellissimo.  La  storia  mi  ha  colpito  perché  mi  è  sembrata    vera  e  sono  rimasta  impressionata  da  come  un  uomo  può  amare  una  donna  per  tutta  la  vita,  con  un  sentimento  così  forte.  Quando  leggo  questi  libri  così  sentimentali,  provo  delle  sensazioni  e  delle  emozioni  forti  e  belle  perché  per  me,  che  non  posso  viverle  nella  realtà,  con  le  storie  dei  personaggi  è  come  se  vivessi  anch’io  quello  che vivono  e  provano  loro.  Questo  spiega  perché  il  mio  genere  preferito  di  lettura  sono  i  libri  romantici.  Anche  il  modo  in  cui  è  stato  scritto  questo  libro  mi  è  sembrato scorrevole  e  non  vedevo  l’ora  di  continuare  a  leggerlo  per  scoprire  come andava  a  finire  la  storia.  A  dire  la  verità  io  avevo  già  immaginato  come  finiva  il  libro, perché  il  protagonista  era  troppo  legato  alla  moglie.

 

  1. GIUDIZIO  SUI  PERSONAGGI:  secondo  me  Garrett  e  Theresa  non  erano  una  coppia  per  vivere insieme perché  avevano  due  caratteri  diversi.  Theresa  amava Garrett ma  non così  profondamente da  decidere  di  abbandonare  la sua carriera.                                                                                                               

 

                                                    CIAO  A  TUTTI  ROSA

 

 

SCHEDA-LIBRO:  Eterna primavera
AUTORE: Helen Brooks
 
Harmony jolly
                                                                AMBIENTE:L’Ambiente e’ reale: la vicenda si svolge in Messico, uno Stato dell’America del nord, all’interno di una fattoria.
TEMPO:  
Il tempo in cui si svolge la storia e’ il presente, in un periodo simile al nostro: infatti i protagonisti viaggiano con gli aerei e con le macchine, adoperano il telefono e anche nel modo di vestire sono moderni. La lingua  parlata dal protagonista del libro e’ lo spagnolo.

 I PERSONAGGI:   I  protagonisti del libro sono tre: una ragazza di nome Beth, un uomo di nome Joy e un bambino di nome Matteo. Beth è  una ragazza buona e gentile dotata  di sensibilità: infatti lei lavorava in una famiglia dove aveva il compito di accudire una bambina handicappata. Si era affezionata tanto alla bambina che poi è rimasta sconvolta quando lei è morta.

Un'altra caratteristica di  Beth è che è stata coraggiosa perché quando aveva  solo 18 anni è  diventata autonoma, cercandosi  un lavoro  e andando a  vivere da  sola.

Jay  ha un  carattere autoritario perché  voleva imporre alle  persone  che  conosceva, quello  che  pensava  lui fosse giusto,  senza  mai chiedere cosa  pensavano  gli  altri.  Addirittura  suo nipote  aveva   timore  di  lui.  Con  l’aiuto  di  Beth  il  suo  carattere  si  è  ammorbidito: ad  esempio  vedendo lei  come  si  comportava col  bambino, ha imparato ad  essere  più  dolce  e  a  stargli  più vicino in modo più  paterno. Matteo è  un  bambino  dolcissimo: quando ha conosciuto Beth lui si  è  affezionato  subito  a  lei  perché ha capito  che  poteva  aiutarlo  ad  essere  meno  chiuso in  se  stesso e  a  superare  lo  shock del  ricordo della  morte  dei  suoi  genitori.    

LA MIA OPINIONE:Giudizio sulla trama del libro

Il  mio  giudizio  sul  libro è   positivo,  quello che  mi colpisce   di  più  in  un  libro e mi  fa  tanta  tenerezza  è  quando tra  i  protagonisti   ci  sono  i  bambini.

Inoltre  io  sono una  tipa  romantica e  per  questo  mi  piacciono i libri  con  storie d’amore  come  quello che  ho  letto.
C’è  un  particolare del  libro che  mi   ha  colpita:  riguarda  il  protagonista   maschile,   che  all’inizio  era duro  e  un po’ arrogante  e poi  alla fine  è  diventato  dolce.

La  storia  di  questo  libro  è  andata  a  finire bene e  a me piacciono  le  storie a lieto fine.         

    Consiglierei questo  libro  alle  donne romantiche come me.

Rosa  Stefani

          

 

 

 

 

Palomino

Samantha è una donna in carriera, lavora in una agenzia creativa e viene lasciata da suo marito. Per questo i suoi amici dove lavora le consigliano di andare in ferie per sei mesi. Lei ha una amica in California proprietaria di un ranch dove tutti i giorni Sam va a cavallo con i mandriani.
 Un giorno si innamora di Tate; però quando lui scopre chi era suo marito, cioè un giornalista molto famoso, secondo lui non è possibile che lei lo ami, perchè lui è un  cow -boy che vive in una capanna. Così Tate se ne va via dal ranch. Sam torna a New York a lavorare nel suo ufficio però è sempre triste perchè pensa a  Tate. In un ranch, nel quale Sam si era recata per lavoro, sale su uno stallone e cade rimanendo paralizzata, può però continuare a lavorare.
 Un giorno le arriva  una lettera dove  è scritto che la sua amica Carol è morta lasciandole la proprietà della fattoria. Sam sul momento si chiede cosa fare. A Charlie, un suo amico e collega di lavoro,  viene una idea: trasformare il ranch per bambini come lei. Samantha ritorna in California con l'aiuto di Josh e Jeff; questi è un ragazzo che aveva già lavorato in un ranch ed era il preferito di Sam.  Jeff però muore.
 Seguendo i consigli di altre persone fra cui fisioterapisti e medici Sam ha trasformato la sua nuova fattoria  per ospitare bambini in carrozzina fra i quali c'è un bambino, il più piccolo di tutti, che si chiama Timmie: ha sei anni e lei gli vuole tanto bene perchè la mamma di lui si droga e lo picchia. Samantha pensa di adottarlo ma il giudice pur sapendo come veniva trattato, non le dà in  adozione il bambino, perchè sia lui che lei sono in carrozzina.
 Un bel giorno il suo avvocato la chiama al telefono per chiederle se poteva andare a casa sua. Lei ci va insieme con Josh. Quando arriva vede Timmie e domanda all'avvocato cosa è successo, lui le spiega che la mamma del bimbo è morta. Per questo le viene finalmente concesso di portarlo alla fattoria. Dopo tre anni Tate torna perchè Jeff era suo figlio, però non sa che Sam è la proprietaria della fattoria infatti lo scopre il giorno dopo quando la vede a cavallo.
 Si salutano e lui le vuole parlare per dirle che anche se è passato tanto tempo l'ama ancora. Sam ha paura perchè Tate non sa che lei non può camminare, allora   scappa via. Lui scopre la verità, ma la raggiunge, dicendole  che per lui non ha importanza se lei è in carrozzina ma è più importante quello c'è dentro di lei. Alla fine fanno ritorno insieme alla fattoria.

Rosa Stefani