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Dalla scrivania di Rosa |
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(immagini della Val Pesarina di
AmBianchi) |
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Tolmezzo 17
gennaio 2002
"La mia vita"
Ciao, sono Rosa,
sono di Prico di
Prato Carnico, ho 41 anni, sono molto allegra, un pò
permalosa, non sono una persona timida. Il mio divertimento è
stare molto in compagnia soprattutto dei giovani, e andare in
giro, vedere cose nuove, ricevere i regali, ma anche farli.
E cantare, guardare la televisione, ascoltare la radio.
La mia squadra del cuore è l'Udinese. Io ho soddisfazione a
lavorare con il computer, leggere, fare fisioterapia,
dipingere, giocare anche con il computer.
Poiché sono una
ragazza handicappata, nel mese di ottobre del 1988, ho voluto
venire in comunità per dare la possibilità a mia sorella di
laurearsi, perchè purtroppo mi sono morti entrambi i genitori.
Nel 1989, grazie all'aiuto della comunità, sono riuscita ad
ottenere il diploma di 5° elementare, questo mi ha dato molta
soddisfazione, tanto che ho deciso di continuare gli studi.
Infatti, sono riuscita ad ottenere il diploma di scuola media e nel
1990-1991 ho fatto la scuola media serale, con tanta
difficoltà.
Alla fine ci sono riuscita.
In comunità ho trovato tanti amici e questo mi rende molto
contenta e con tanta voglia di vivere. Tale ambiente mi ha
permesso di conoscere moltissime persone, soprattutto molti
giovani, che mi hanno aiutata a crescere e a maturare.
Secondo me anche se con tante difficoltà, dopo tanti anni,
dentro di me cerco la forza e il coraggio di migliorare e
ascoltare i consigli delle persone che mi stanno accanto e
devo riconoscere che se mi criticano lo fanno per il mio bene.
Purtroppo cado negli stessi errori.
Io mi auguro di arrivare, con il mio impegno, la mia volontà e l'aiuto di
Dio a raggiungere questo obiettivo.
Il fatto di essere in carrozzina non costituisce per me un
motivo di disagio o di preoccupazione. In questo momento io
desidero vivere qui in comunità perchè mi sento più me stessa,
sento che sto maturando e che sto facendo piccoli passi
avanti.
Io non mi considero una persona inutile come molti pensano, ma
anzi mi ritengo importante anche se posso aiutare le persone
soltanto con le parole. La mia vita è bella perché ho sempre
vicino a me tanti amici, che mi vogliono bene.
Ciao Rosa
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Un paese piccolo piccolo: Prico
Prico è il paese
dove sono nata. E' una frazione di Prato Carnico che si trova
in Val Pesarina.
A Prico ci sono poche case tra cui una chiesetta, che adesso
stanno mettendo a posto. Secondo la mia opinione, una volta le
persone erano più affiatate perchè si riunivano vicino al
caminetto a cantare, come mi raccontava mia mamma.
Invece adesso i giovani preferiscono venire a vivere a
Tolmezzo, perchè in un piccolo paesino come Prico non ci sono
divertimenti e neppure lavoro.
A Prico è bello andarci durante il periodo di vacanza, per
stare tranquilli e perché ci sono belle mantagne e bei prati
da esplorare. Infatti d'estate c'è più movimento, ci sono più
villeggianti: qualcuna di queste persone ha comprato una casa
e viene durante il week-end oppure durante le feste di Natale
e Pasqua.
Anch'io adesso che vivo a Tolmezzo vado su qualche volta,
soprattutto d'estate quando ho più tempo libero. Mi piace il
mio paese perché, quando ero piccola, vedevo dalla finestra la
neve che scendeva: il paesaggio somigliava a una cartolina
natalizia, con alberi e montagne coperte di neve.
Le feste
tradizionali di Prato Carnico sono la sagra del paese ad
agosto e quella di San Sebastiano, a gennaio. Queste due feste
sono organizzate dai giovani del paese che in queste occasioni
hanno la possibilità di stare insieme e di lavorare
divertendosi. L'ultimo pensiero riguarda la mia mamma: ogni
anno invitava le sue amiche per "discosolâ i fasoi", faceva la
polenta e poi cantavamo tutti insieme e io mi divertivo un
sacco.
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Il mio
viaggio a Lourdes
Cari amici di
Donne in Carnia, voglio raccontarvi la mia
esperienza a Lourdes. Il 9 maggio del '93 per la
prima volta sono andata col treno ed è stato
divertente viaggiare di notte: sentire il
movimento del vagone e avere la sensazione di
essere in una culla.
Quando mi hanno proposto di andare a
Lourdes, non mi è venuto in mente che
laggiù potesse avvenire il miracolo di
camminare, ma ho deciso di andare perché
volevo credere di più in Dio e questa
esperienza mi ha aiutata tanto.
Una cosa che mi ha colpito è stato quando
Roberto ha portato Alessandro a sentire
il rosario. Si sono seduti su una
panchina di fianco a una signora la
quale, vedendo il cugino di Roberto, ha
nascosto il viso dietro l’ombrello.
Lui non voleva crederci e ha fatto
il giro della panchina e la scena si è
ripetuta. Io mi sono chiesa: “Come mai
delle persone scelgono di andare a Lourdes
che è un luogo di pellegrinaggio e agiscono
in questo modo?” Di tante cose che ho visto
una in particolare mi è piaciuta
molto, una chiesa: siamo entrati e
c’erano delle persone che pregavano; poi
mi sono guardata in giro e ho chiesto che
mi portassero di sopra,, per vedere
l’organo.
Ogni giorno partecipavamo ad incontri di preghiera
e a dibattiti; una Messa internazionale è
la processione notturna, con le candele
accese,, mi sono rimaste impresse
perché c’erano persone di ogni
nazionalità. Una sera è successa una cosa
ridicola: Michele ha svegliato Giordano appena
andato a dormire e gli ha fatto credere
che erano le sei di mattina; lo ha
portato dove ogni giorno si andava a
pregare e solo allora gli ha detto che
era uno scherzo.
L’ultimo pensiero che vi rivolgo è su quello
che mi ha lasciato questa esperienza: è stata
bellissima e mi ha ridato la carica per momenti
in cui sono giù di morale, nelle situazioni
difficili della vita. Mi sento quindi di
consigliare a chi piacerebbe fare una esperienza
forte, di partecipare prima o poi ad un
pellegrinaggio a Lourdes.
Tanti saluti a tutti e un bacione.
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TOLMEZZO
4 APRILE 1990
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"IL MIO INCONTRO CON TOTO CUTUGNO"
La prima volta che mi è venuta l'idea
di conoscere Toto Cutugno è stata quando faceva
"Domenica in...". Mi colpiva il suo modo di fare con i
bambini: era affettuoso, li prendeva in braccio, li
baciava; si vedeva che soffriva del fatto che non poteva
avere figli. Un altro motivo per cui volevo conoscerlo
era perchè mi piacevano tanto le sue canzoni.
Però, quando faceva "Domenica in...", non ho avuto la possibilità di
incontrarlo perchè era troppo lontano (la trasmissione
era a Roma) e anche perchè durante quell'anno (1988) è
morta la mia mamma e mia sorella non ha potuto aiutarmi
a scrivergli una lettera con la quale volevo parlargli
di me e dirgli che mi piaceva. Quest'anno Toto ha
cominciato una trasmissione (Piacere RAIUNO) con la
quale va in giro per tutta l'Italia; così, approfittando
del fatto che è passato per Trieste, ho chiesto a mia
sorella Amabile di portarmi a vedere la trasmissione in
diretta, visto che studia all'università di Trieste. Lei
mi ha risposto di si: aiutata dal suo ragazzo, giovedì
15 Marzo 1990 siamo andati a Trieste. Mi sono alzata
alle 7,30 circa e dopo essermi preparata, sono venuti a
prendermi.
Ero emozionatissima pensando al fatto di poterlo
conoscere e di vedere la trasmissione in diretta. Il
viaggio l'ho fatto con la macchina. Sono arrivata alle
10,15 circa al teatro Rossetti. C'era tanta gente che
aspettava di entrare e noi abbiamo tentato di passare in
mezzo, ma abbiamo fatto solo un pezzetto perchè è venuto
un addetto che ci ha detto di passare per il bar, dietro
il teatro. Così abbiamo bussato ad una porta, ma non era
quella che ci avevano detto; poi una signora dal balcone
ci ha detto di bussare ad un'altra porta.
Così siamo entrati, abbiamo chiesto dove potevamo
metterci e ci siamo seduti in 3° o 4 fila. Più il tempo
passava e più l'emozione cresceva. Toto è uscito due
volte per fare le prove. Alle 12.05 è cominciata la
trasmissione. Non è come vedere la televisione: è
emozionante vivere la diretta, quando cantava e suonava
il pianoforte, quando presentava il gioco. Poi ha fatto
cantare anche noi e mi sono divertita un sacco. Quando
non riusciva a mettersi in collegamento col telefono e
diceva "pronto"? e nessuno gli rispondeva, si girava
verso di noi e ci faceva cantare in triestino: c'era da
scoppiare dal ridere.
Mi ha fatto pensare che dal vivo era come lo vedevo in
tv, non credevo che fosse così spontaneo, perchè, anni
fa, prima di "Domenica In", lo vedevo più timido,
signorile, serio... Alla fine della trasmissione volevo
conoscerlo e parlare un pò con lui. Così mia sorella ha
provato ad andare sul palco, però un carabiniere l'ha
fermata. Dopo aver parlato con diverse persone, un
signore della Rai ci ha fatti andare nel camerino di
Toto. Questo signore non sapeva se Toto era andato via
oppure doveva venire dove eravamo noi. Finalmente è
arrivato. Ero felicissima ed ho cominciato ad urlare il
suo nome. Lui prima mi ha baciata, poi mi ha chiesto
come mi chiamavo e sul momento aveva capito Laura, poi
ha capito che mi chiamavo Rosa.
Aveva una sua foto in mano e cosi mi ha fatto una
dedica: "A ROSA CON AMORE". Io gli ho detto che mi
piacciono molto le sue canzoni, che avevo 3 cassette sue
e sono stata contenta che è arrivato 2° al FESTIVAL DI
SAN REMO. Ho visto che è rimasto colpito da come l'ho
salutato. Un fatto mi ha incuriosita: nelle altre città
vedevo che Toto andava in platea, ed invece a Trieste
non è successo, è andato via subito. Questa giornata mi
ha resa felice perchè credevo fosse un sogno, ed ancora
oggi non mi sembra vero che sia accaduto, anche se vedo
appesa al muro la foto di Toto con la sua dedica. Quando
sono tornata in Comunità ho trovato una grande sorpresa;
in camera c'era uno striscione fatto dalle mie carissime
amiche Francesca e Lorena. "BENVENUTA TATA CUTUGNA". Ero
tanto felice.
ROSA
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TOLMEZZO 19 OTTOBRE 1990
IL MIO 2° INCONTRO CON TOTO CUTUGNO A
PAULARO
Il 14 agosto sono andata a Paularo a
vedere il concerto di Toto Cutugno con mia sorella
Amabile e la mia santola Maria. Siamo partite alle 19 da
Prico e, quando siamo arrivate, c'era già tanta gente e
noi non riuscivamo a passare per entrare nel tendone.
Così uno degli organizzatori della sagra ci ha fatto
strada. Io volevo mettermi in prima fila, però non ho
potuto perchè il volume delle casse era troppo alto poi
ho chieso se potevo vedere Toto, anche perchè dovevo
dargli una lettera; mi hanno detto che sarebbero andati
a chiedere se poteva ricevermi. Poco dopo sono ritornati
e mi hanno portata da lui. Toto era dietro il
palcoscenico e mi si è presentato in tenuta sportiva:
indossava una camicia bianca con le maniche corte e dei
pantaloni corti. Stava seduto in attesa di prepararsi
per entrare in scena e, appena mi ha vista, si è alzato,
mi è venuto incontro, mi ha salutata e baciata, però non
mi ha riconosciuta. Io non ho osato chiedergli se si
ricordava di me, forse perchè ero troppo emozionata. Mi
sono ricordata che in mano avevo la lettera e cosi
gliel'ho consegnata, spiegandogli che l'avevo scritta
per lui.
Toto mi ha ringraziata dicendomi che l'avrebbe letta in
privato e l'ha subito messa nella sua valigetta. Poi mi
ha chiesto se volevo una foto sua ma io ce l'avevo già
con la sua dedica; cosi ho avuto la faccia tosta di
chiedergli se aveva la sua cassetta nuova e, dato che
non ce l'aveva, mi ha dato il disco con la dedica:
"A ROSA CON INFINITO AMORE." Dopo mi
ha chiesto come mi chiamavo e anche questa volta ha
capito Laura invece di Rosa. Voleva anche dedicarmi una
canzone, ma non l'ha fatto perchè non mi ha vista
durante il concerto. Cosi è finito il nostro incontro
anche se breve, è stato intenso e bellissimo. In questi
pochi momenti ho potuto notare che il suo viso era più
rilassato, meno teso rispetto a quando l'avevo
incontrato a Trieste. Secondo me il concerto è una cosa
che sente di più e che sicuramente gli dà più
possibilità di esprimere la sua arte e quindi maggiore
soddisfazione. Dopo tanta attesa finalmente alle 22.00 è
cominciato il concerto. In quel momento io non riuscivo
a vedere cosa succedeva vicino a me perchè ero troppo
eccitata, guardavo solamente il palcoscenico aspettando
che lui uscisse. Ad un tratto, in mezzo agli applausi ed
alle grida del pubblico, Toto è arrivato sulla scena; le
luci si sono abbassate e lui ha cominciato a cantare. La
prima canzone che ha presentato era "Piacere RAIUNO".
Poi ha contiunato con altri brani del suo repertorio che
è veramente molto ricco. Vicino a me c'era un signore
che urlava il nome Toto, mentre io cantavo le sue
canzoni. La gente lo applaudiva ed io ero emozionata
come sempre.
A conclusione del concerto, lui ha voluto salutare il
pubblico dicendo che era molto contento dell'affetto
della gente anche se non riesciva a manifestare questa
sua contentezza per il suo carattere piuttosto chiuso e
timido. Quindi ha ringraziato tutti e infine ha detto di
amare molto il Friuli..... anche perchè qui ha
conosciuto sua moglie che era una fan. E' stata davvero
una bellissima serata: questa era la seconda volta che
andavo a vedere Toto Cutugno e sono rimasta più
soddisfatta, rispetto all'incontro di Trieste, perchè
potevo cantare con lui e perchè, in questa occasione,
era lui il protagonista e cosi io ho potuto godere
pienamente della sua presenza e della sua musica.
ROSA
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Barbara e Stefano
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Il matrimonio di Barbara e
Stefano
Carissimi amici del
sito “Donne in Carnia”, voglio parlarvi
del giorno del matrimonio di Barbara e Stefano,
celebrato l'8 dicembre del 1994. Barbara l’avevo
conosciuta tramite Lorena, nel 1990, perché avevo
bisogno di una mano per conseguire il diploma
di scuola media e lei si è offerta di
aiutarmi. Dopo otto mesi passati insieme, anche
se la scuola è finita, Barbara è rimasta in
comunità ad aiutarmi a lavorare con il computer.
In tutti questi anni la nostra amicizia si è
rafforzata ed ho conosciuto il suo fidanzato
Stefano. Poco tempo dopo, l’ 8 dicembre, si sono
sposati e naturalmente mi hanno invitata al loro
matrimonio.
La cerimonia si è svolta nel Duomo di Tolmezzo;
io ero in mezzo al coro a cantare, mi sentivo
tanto emozionata. Dopo la Messa siamo andati al
ristorante ad Arta Terme (Carnia): della Comunità
eravamo io e Lorena. Dopo aver mangiato, il
cantante ha chiamato gli sposi per fare il
primo ballo, l’orchestra si è messa a suonare e
poi tutti hanno cominciato a ballare. Io mi sono
divertita a cantare quasi tutte le canzoni. Sono
stata contenta quando Barbara e Stefano mi hanno
chiesto di fare una fotografia insieme a loro.
Purtroppo alle otto di sera la festa è finita
e siamo tornate in Comunità. Questa giornata mi
ha lasciato una grande gioia nel cuore che
ricorderò per tutta la vita.
TOLMEZZO 28.03.2002
Il giorno del mio
compleanno Barbara mi ha fatto un grande regalo:
mi ha detto: “ Rosa vengo ad aiutarti di nuovo con
il computer”. Così dopo sette anni lei è ritornata
e io sono felicissima. Per me è stata una
sorpresa perché Barbara ha due bambini ancora
piccoli. Vi voglio dire ancora che secondo me è
difficile fare questo quando una persona ha
famiglia: perché non tutti dedicherebbero parte del
loro tempo a persone come noi. E sono felice
che lei sia tornata.
ORA VI SALUTO
TUTTI QUANTI CON AFFETTO E UN BACIONE
CIAO ROSA
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LETTURE |
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Le parole che non ti ho detto
- AUTORE
Nicholas Sparks
- EDIZIONE
Frassinelli
- AMBIENTE: L
‘ambiente dove si svolge la trama del libro
è reale. I personaggi si trovano negli Stati Uniti d’America
e si spostano in varie città. L’ambiente principale è la cittadina
dove vive Garrett che si trova vicino al mare.
- TEMPO: Il tempo è il presente perché
ci sono mezzi di trasporto moderni e perché Garrett scrive
delle lettere ed in ognuna di essa c’è la data.
- I
PERSONAGGI: In questo libro ci sono due protagonisti: Garrett e
Theresa. Lei è una giornalista famosa che un giorno decide
di andare in vacanza in un luogo di mare, per cercare di
dimenticare il divorzio dal marito. Una mattina, camminando
sulla spiaggia, trova una bottiglia che contiene una
lettera: questa lettera cambierà totalmente la sua vita e la
porterà ad incontrare Garrett. Garrett amava uscire in
barca perché facendo questo si sentiva più libero e
aveva l’occasione di ricordarsi sempre di sua moglie che
era morta in un incidente. Pensando a lei, scriveva le
lettere che poi gettava in mare con la speranza che lei
le raccogliesse: ciò dimostra che Garrett non accettava il
fatto che lei fosse morta e questo si trascina fino
alla fine del libro quando lui fatalmente muore, dopo
aver scritto la lettera di addio alla moglie.
- LA MIA
OPINIONE: Secondo la mia opinione il libro è bellissimo.
La storia mi ha colpito perché mi è sembrata vera e
sono rimasta impressionata da come un uomo può amare una
donna per tutta la vita, con un sentimento così forte.
Quando leggo questi libri così sentimentali, provo delle
sensazioni e delle emozioni forti e belle perché per me,
che non posso viverle nella realtà, con le storie dei
personaggi è come se vivessi anch’io quello che vivono e
provano loro. Questo spiega perché il mio genere
preferito di lettura sono i libri romantici. Anche il
modo in cui è stato scritto questo libro mi è sembrato
scorrevole e non vedevo l’ora di continuare a leggerlo
per scoprire come andava a finire la storia. A dire la
verità io avevo già immaginato come finiva il libro,
perché il protagonista era troppo legato alla moglie.
- GIUDIZIO
SUI PERSONAGGI: secondo me Garrett e Theresa non erano
una coppia per vivere insieme perché avevano due caratteri
diversi. Theresa amava Garrett ma non così profondamente da
decidere di abbandonare la sua carriera.
CIAO A TUTTI ROSA
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SCHEDA-LIBRO:
Eterna
primavera
AUTORE: Helen Brooks
Harmony jolly
AMBIENTE:L’Ambiente
e’ reale: la vicenda si svolge in Messico, uno Stato dell’America
del nord, all’interno di una fattoria.
TEMPO: Il tempo in cui si
svolge la storia e’ il presente, in un periodo simile al nostro:
infatti i protagonisti viaggiano
con gli aerei e con le macchine, adoperano il telefono e anche nel
modo di vestire sono moderni. La lingua parlata dal
protagonista del libro e’ lo spagnolo.
I
PERSONAGGI: I protagonisti
del libro sono tre: una ragazza di nome Beth, un uomo di nome Joy e
un bambino di nome Matteo. Beth è una ragazza buona e gentile
dotata di sensibilità: infatti lei lavorava in una famiglia dove
aveva il compito di accudire una bambina handicappata. Si era
affezionata tanto alla bambina che poi è rimasta sconvolta quando
lei è morta.
Un'altra
caratteristica di Beth è che è stata coraggiosa perché quando
aveva solo 18 anni è diventata autonoma, cercandosi un lavoro e
andando a vivere da sola.
Jay ha un
carattere autoritario perché voleva imporre alle
persone che conosceva, quello che pensava lui fosse giusto,
senza mai chiedere cosa pensavano gli altri. Addirittura suo
nipote aveva timore di lui. Con l’aiuto di Beth il suo
carattere si è ammorbidito: ad esempio vedendo lei come si
comportava col bambino, ha imparato ad essere più dolce e a
stargli più vicino in modo più paterno. Matteo è un bambino
dolcissimo: quando ha conosciuto Beth lui si è affezionato
subito a lei perché ha capito che poteva aiutarlo ad essere
meno chiuso in se stesso e a superare lo shock del ricordo
della morte dei suoi genitori.
LA MIA OPINIONE:
- Giudizio sulla trama del libro
Il mio
giudizio sul libro è positivo, quello che mi colpisce di
più in un libro e mi fa tanta tenerezza è quando tra i
protagonisti ci sono i bambini.
Inoltre io sono una tipa
romantica e per questo mi piacciono i libri con storie
d’amore come quello che ho letto.
C’è un particolare del libro che mi ha colpita: riguarda
il protagonista maschile, che all’inizio era duro e un po’
arrogante e poi alla fine è diventato dolce.
La storia di
questo libro è andata a finire bene e a me piacciono le
storie a lieto fine.
Consiglierei
questo libro alle donne romantiche come me.
Rosa Stefani
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Palomino
Samantha è una donna in carriera,
lavora in una agenzia creativa e viene lasciata da suo marito. Per
questo i suoi amici dove lavora le consigliano di andare in ferie
per sei mesi. Lei ha una amica in California proprietaria di un
ranch dove tutti i giorni Sam va a cavallo con i mandriani.
Un giorno si innamora di Tate; però quando lui scopre chi era suo marito,
cioè un giornalista molto famoso, secondo lui non è possibile che
lei lo ami, perchè lui è un cow -boy che vive in una capanna. Così
Tate se ne va via dal ranch. Sam torna a New York a lavorare nel suo
ufficio però è sempre triste perchè pensa a Tate. In un ranch, nel
quale Sam si era recata per lavoro, sale su uno stallone e cade
rimanendo paralizzata, può però continuare a lavorare.
Un giorno le arriva una lettera dove è scritto che la sua amica Carol è
morta lasciandole la proprietà della fattoria. Sam sul momento si
chiede cosa fare. A Charlie, un suo amico e collega di lavoro,
viene una idea: trasformare il ranch per bambini come lei. Samantha
ritorna in California con l'aiuto di Josh e Jeff; questi è un
ragazzo che aveva già lavorato in un ranch ed era il preferito di
Sam. Jeff però muore.
Seguendo i consigli di altre persone fra cui fisioterapisti e medici Sam
ha trasformato la sua nuova fattoria per ospitare bambini in
carrozzina fra i quali c'è un bambino, il più piccolo di tutti, che
si chiama Timmie: ha sei anni e lei gli vuole tanto bene perchè la
mamma di lui si droga e lo picchia. Samantha pensa di adottarlo ma
il giudice pur sapendo come veniva trattato, non le dà in adozione
il bambino, perchè sia lui che lei sono in carrozzina.
Un bel giorno il suo avvocato la chiama al telefono per chiederle se
poteva andare a casa sua. Lei ci va insieme con Josh. Quando arriva
vede Timmie e domanda all'avvocato cosa è successo, lui le spiega
che la mamma del bimbo è morta. Per questo le viene finalmente
concesso di portarlo alla fattoria. Dopo tre anni Tate torna perchè
Jeff era suo figlio, però non sa che Sam è la proprietaria della
fattoria infatti lo scopre il giorno dopo quando la vede a cavallo.
Si salutano e lui le vuole parlare per dirle che anche se è passato tanto
tempo l'ama ancora. Sam ha paura perchè Tate non sa che lei non può
camminare, allora scappa via. Lui scopre la verità, ma la
raggiunge, dicendole che per lui non ha importanza se lei è in
carrozzina ma è più importante quello c'è dentro di lei. Alla fine
fanno ritorno insieme alla fattoria.
Rosa Stefani
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