Amaro

 



(immagini Annamaria Bianchi

   

Altitudine 296 m
Superficie 33,26 Kmq
Abitanti 752
CAP 33020
Prefisso +39 0433
e-mail Comune
Municipio tel. 0433 94056

 

 

(Amaro di ieri: nel vecchio borgo della via Oscura, un cortile con le tipiche case carniche a loggiato)








 



Primo paese della Carnia, appoggiato sulle pendici del monte Amariana alla confluenza del fiume Fella col Tagliamento, Amaro è un paese tutto "nuovo", ossia con una nuova veste fra passato e presente, ricostruito e senz'altro ben valorizzato dopo il terremoto.

La via Oscura:  Amaro di ieri

(scorci architettonici: Amaro di ieri)


Origini
Delle sue origini alcuni documenti ne attestano l'esistenza nel XIII secolo, anche se gli insediamenti nella zona risalgono probabilmente all'età del bronzo; alcune reliquie testimoniano l'esistenza di una borgata nel I secolo d. C. . I suoi  abitanti dovevano custodire ponti
barche e traghetto sulle vie di comunicazione e passaggio sui due fiumi, che incrociavano le grandi strade dirette alla valle del Danubio.
Amaro faceva parte ecclesiasticamente dell'Abbazia di Moggio fino al 1777, anno in cui  passò sotto l'Arcidiaconato della Carnia.


 

(il vecchio centro di Amaro)

 


 

 


La fontana
Fra i "monumenti" più importanti di Amaro, la vasca in pietra monolitica del 1697, che anticamente forniva acqua anche all'abbeveratoio per gli animali, ormai demolito.

 


 



Chiese
In cima al paese, la grande parrocchiale di San Nicolò, con annesso il cimitero,  della fine dell'800, edificata su progetto di Girolamo D'Aronco sul luogo dove sorgeva l'antica parrocchiale, insufficiente a contenere i fedeli.

La chiesa di San Valentino del XVII secolo, visibile dalla statale, con all'interno l'altare del '700 con una pala del tardo '500 raffigurante S. Biagio e S. Valentino.

La maina, una chiesetta votiva dedicata alla Madonna, situata sulla statale che porta a Tolmezzo, ricostruita dopo il terremoto del 1976 dal gruppo alpini A.N.A. di Amaro.
Della chiesetta crollata conserva l'altare settecentesco.

 

 

 

 

 


 

 

Oggi
Oggi Amaro è un importante nodo stradale sullo svincolo che collega l'autostrada Udine-Tarvisio con la superstrada per Tolmezzo e la Carnia, qui è sorta un'importante zona artigianale e di servizi, oltre a un grande centro commerciale attualmente in costruzione.

Fra le architetture d'oggi merita soffermarsi sul grande caseggiato di recente e nuova costruzione che riprende la tipologia delle case carniche: dal porticato, ai loggiati, alle "linde" (terrazzi in legno), con ampio uso del marmo grigio per archi, portali e finestre.
 


Dalla visita ad Amaro, una considerazione: tutto il paese, dalla pavimentazione, ai giardini d'ingresso, ai particolari di conservazione e valorizzazione architettonica di quanto è rimasto del passato, denota un'intelligente opera degli amministratori e dei cittadini che hanno dato a questo semplice paese di passaggio, la vivibilità in un ambiente bello e carnico.


 



Ma un paese non è fatto per fortuna solo di pietre. Nel mio girovagare estivo fra i borghi della Carnia per procurarmi il materiale fotografico che qui pubblico, ogni tanto un piacevole incontro, magari una giovane donna, conosciuta in passato come allieva sui banchi di scuola. In questo caso Cristina Zanella, col suo solito sorriso, vicino al bel portale d'ingresso della casa: dal cortile, fra mura di pietra,  le voci di gioco dei  bambini.


 

 



 

 

Ambiente
L'Amariana, la montagna che sovrasta alle spalle Amaro, detta "Mariane", è una delle più conosciute cime della Carnia, visibile con la sua  forma piramidale da tutta la Val Tagliamento. Erroneamente si considerava fosse la più alta ed anche un vulcano spento.  La salita sulla vetta è l'escursione più bella da Amaro, sentieri scoscesi ma ambiente naturalistico interessante e soprattutto dalla cima panorami stupendi sull'arco delle Alpi carniche, giulie e carinziane e, se il cielo è limpido, è possibile vedere il mare.
La cima, sbirciata spesso dagli abitanti della vallata - per tradizione, se questa è annuvolata, si aspetta la pioggia, "Quando l'Amariana mette il cappello, posa la falce e prendi il rastrello" - è meta di pellegrinaggio alla statua della Madonna. Su questo sito una pagina dedicata all'argomento.
 

(il versante sud dell'Amariana, lato di Amaro)

(l'Amariana vista da Verzegnis)

La cascata del torrente Favarinis, che precipita per alcune decine di metri in una forra del monte Amariana. Per raggiungerla si prende la strada in direzione Stazione Carnia, ma prima del viadotto sul Fella si imbocca a sinistra la strada per Campiolo. Al ponte del torrente Favarinis si prosegue seguendo un sentiero che porta al letto del torrente.
 

Il laghetto di Cison, delizioso, per praticare la pesca sportiva o per passeggiare tranquillamente sulle sue sponde osservando bei cigni e germani scivolare sull'acqua, si raggiunge scendendo dalla statale per una stradina che passa davanti al vecchio mulino Rainis.