Cavazzo Carnico

 

(Il lago di Cavazzo  - immagini Annamaria Bianchi)


 

   

   FRAZIONI:
 

Cesclans - Mena - Somplago 
  

Altitudine 280 m
Superficie 38,69 Kmq
Abitanti 1094
CAP 33020
Prefisso +39 0433
e-mail Comune
Municipio tel. 0433 93003

 

 
 
 
 

Situata sull'omonimo lago (con la frazione di Somplago), lungo la strada romana che da Gemona conduceva a Julium Carnicum (Zuglio), Cavazzo fu assegnata come Pieve all'Abbazia di Moggio alla fine dell' XI secolo. Nel 1212 il primo documento ufficiale del Patriarcato, con il quale il Patriarca Volchero concedette l'investitura del lago di Cavazzo a Ottone da Gemona, alla condizione che questi fornisse i pesci per le mense patriarcali.
Parlare di Cavazzo,  vuol dire innanzitutto parlare del suo lago.
 


Il lago, il più grande della regione, su alcuni cartelli è chiamato oggi dei "Tre Comuni" poiché sulle sue sponde si trovano i paesi di Cavazzo, Bordano e Trasaghis.
In realtà l''unico toponimo storico suffragato anche dagli autorevoli pareri della Deputazione di Storia Patria per il Friuli e della Filologica Friulana è Lago di Cavazzo.

Le sue acque, anticamente pescosissime, tanto che molti abitanti del luogo trovavano sostentamento nella pesca, sono ora più fredde a causa dell'immissione di acque convogliate per esigenze idroelettriche, ma è comunque possibile farvi il bagno.
D'estate le sue rive  divengono luogo ideale per rilassarsi all'ombra di alberi che spingono le proprie radici nell'acqua, o prendere il sole in piccole spiaggette. Si può anche  noleggiare un'imbarcazione e pescare.
 



La flora lacustre comprende l'alga Chara ispida, la brasca increspata e il millefoglio d'acqua comune, mentre nelle estremità nord e sud sono presenti consistenti formazioni di cannuccia di palude.
Gli interventi effettuati negli scorsi decenni per esigenze idroelettriche hanno radicalmente alterato l'originaria popolazione ittica, favorendo le specie tipiche delle acque fredde come la trota fario, la sanguinerola, lo scazzone. Sono anche presenti lo spinarello, l'anguilla e l'alborella.
 


Nelle acque del lago è possibile vedere il rospo smeraldino, la biscia dal collare, il germano reale, il tuffetto, la gallinella d'acqua, il torciglione, la cannaiola, il cannareccio e il martin pescatore.
Questo bacino rappresenta inoltre un'importante zona di rifugio per le specie migratrici durante il periodo di passo, quando è possibile osservare la strolaga mezzana, l'airone cenerino, lo svasso maggiore, il cormorano.
Tra i mammiferi è segnalata la presenza della puzzola.
 


 

 


Altro luogo interessante dal punto di vista naturalistico, nei pressi di Cavazzo, la Palude Vuarbis ricoperta di canne, ove vi trovano rifugio volatili e numerose specie di anfibi. Il Comune sta terminando la realizzazione di un sentiero naturalistico e di un Centro visite.

 


I monumenti più significativi da visitare in zona sono la chiesa di San Candido a Somplago in posizione suggestiva. Di origine romanica ha subito ampliamenti nel 400 ed è costruita sotto una parete di roccia a strapiombo sul lago.
La chiesa di San Daniele nel centro del paese, del '700 conserva all'interno una pala del Tintoretto ed una tela di Francesco Bassano.
 

 

(La Parrocchiale di Cavazzo)

Di particolare bellezza, nella campagna, la semplice chiesetta votiva di San Rocco, datata fine XVI secolo e restaurata dopo il terremoto. Al suo interno una pala di Pomponio Amalteo, raffigurante la Vergine in trono col Bambino.


 


(la chiesetta di San Rocco)


 

Ma il monumento più importante del territorio è naturalmente la Pieve di Santo Stefano o Pieve di Cesclàns, una delle undici antiche pievi della Carnia. Anch'essa eretta in posizione strategica sul colle che domina da una lato l'imbocco della Val Tagliamento e dall'altro, a sud, il versante del lago. Dunque edificata intorno al IX - X secolo sugli edifici preesistenti (torre di vedetta romana e poi castello) e sull'antica via lungo la quale si sviluppava una rete di fortificazioni.
L'edificio è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 1976 e tuttora i lavori di ricostruzione  e restauro non sono terminati.
 

 

(Alla Pieve di S. Stefano e alle notizie sul castello, verrà in seguito dedicata su questo sito una pagina nella sezione delle Pievi)


 

Dal sacro al "Pagano", per riportare antiche leggende tramandate dalla voce popolare, che ritroviamo in molti luoghi selvaggi della Carnia e che riportano sempre questa denominazione: si tratta dei Pagans, i pagani.
A un'ora di cammino da Cavazzo la Buse dei Pagàns (l'antro dei pagani) una grande grotta inquietante illuminata da una debole luce verdastra  in quanto rivestita di muschio. In questo antro, secondo la leggenda, vi si rifugiavano i Pagàns dopo aver depredato i villaggi circostanti. Questi uomini selvaggi e rozzi erano gli ultimi idolatri che non volevano convertirsi al cristianesimo e si nascondevano fra i monti o in luoghi difficilmente accessibili per scendere a valle per le loro scorrerie, spinti dalla fame.


 


 

Informazioni:

Municipio
Piazza dei Caduti 

Tel.  +39 0433 93003