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Questo di Piedim, frazione di Arta Terme in
Carnia, è uno dei pochi mulini esistenti ancora nelle nostre
montagne. La sua costruzione risale a più di duecento anni fa.
Nel 1814 una disastrosa alluvione lo travolse e sotterrò sotto una
massa franosa, ma fu subito rimesso in funzione dai
proprietari.
La signora Rina è l'attuale proprietaria.
L'acqua che fa girare la macina viene presa dal rio "Poi", un
piccolo ruscello che scende lateralmente al paese anche se il
percorso dell'acqua non è visibile in quanto interrato.
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Aprile 2002
Oltre il ponte sul Cjarsò, proprio di fronte a Piedim, una strada
ripida ed ora asfaltata, si arrampica con una serie di tornanti fino
a Plan di Cocès, un borgo di poche case (ora solo due o tre
stabilmente abitate) situato su un pianoro, non molto esteso,
sovrastato dall'imponente cresta di monti che culmina con la vetta
del Sernio.
Dal lato opposto la vista spazia sulla valle del Cjarsò e i monti di
Paularo.
L'occasione: le rogazioni che annualmente si tengono quassù, quasi a
voler ripagare i pochi abitanti dei disagi ai quali sono sottoposti
(devono sempre scendere almeno a Piedim) per partecipare alle
funzioni religiose.
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salendo verso Plan di Cocès |
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giovani donne di Piedim: pausa lungo
la salita |
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Ti coglie una
piacevole sensazione appena arrivi sul posto: quella della
vita. A parte l'indiscutibile bellezza del paesaggio, esaltata
dalla splendida giornata di primavera, o la presenza di un
gruppo numeroso di persone salite per le rogazioni, sono gli
alberi in fiore, i prati tagliati, i campi lavorati, a farti
sentire il senso della vita che continua quassù, in una
borgata quasi sperduta fra i monti. |
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i campi lavorati, sullo sfondo il monte Sernio |
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| La terra è preparata,
concimata e seminata, pronta ad essere benedetta. I
bastoni dei fagioli allineati, come sentinelle, a
sostenere prima i germogli e poi i frutti della
pianta che spunterà dal terreno. |
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| Nella stalla, le
mucche, che forniscono ai pochi abitanti il necessario per
produrre in proprio burro e formaggio. |
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passaggio nel viottolo fra le case |
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I sacerdoti iniziano la processione delle rogazioni, fra i
prati...
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"Dal folc e da tempieste. Libera nos Domine.
Dal flagjel dal taramòt. Libera nos Domine.
Das disgracies, da fan e da vuere. Libera nos Domine.
Dai velens e da l'arie impestade das radiasions atomiches.
Liber nos Domine.
Da muart eterne. Libera nos Domine.
Par che tu ti indegnis di danus i prodots da tiere. Te rogamus,
audi nos!
Par che tu ti indegnis di esaudinus. Te rogamus, audi nos!"
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i campi.. |
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e le case. |
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per concludersi alla mainetta. |
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Rinc
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Oltre Plan di Cocès,
per una mulattiera che sbocca su ripidi prati, si giunge a un
altro gruppo di poche case, sul piccolo pianoro di Rinc.
L'arrivo a Rinc è a dir poco idilliaco, l'ultimo tratto del
sentiero è delimitato da una staccionata in legno, segno di
una particolare cura per il luogo da parte di qualche
suo abitante, anche se ormai non stanziale. |
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l'arrivo a Rinc |
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le case |
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si coltivano i pochi campi |
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..sembra un sogno... eppure è
Carnia!. |
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