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| Il parcheggio sullo Zoncolan (raggiungibile da Sutrio).
Sullo sfondo le piste di discesa. |
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Conosciuta soprattutto come stazione turistica,
Ravascletto, la perla della Valcalda, appare appoggiata nella conca
verdissima a 950 mt. di altitudine.
La valle, trasversale fra la Val Degano e la Valle del But, è
dominata dai massicci del monte Crostis e del monte
Arvenis, ha
grandi prati e boschi ed è raggiungibile sia dalla strada che sale
da Sutrio che da quella che si inerpica da Comeglians.
La posizione di Ravascletto, di fronte e ai piedi del monte
Zoncolan
ha fatto sì che la località diventasse negli ultimi anni punto di
partenza (oltre a Sutrio) per questo polo sciistico a 1700 mt di
quota, fra i più
attrezzati del Friuli-Venezia Giulia.
I tolmezzini, e non solo, della mia età ricordano certamente con
nostalgia gli anni cinquanta dello sci da discesa, quasi
pionieristici, sul cosiddetto
"canalone" di Ravascletto, la cui partenza si raggiungeva
con la seggiovia del "Cuel Picciul"
(la prima della Regione) costruita nel 1948. Ravascletto si
raggiungeva col gruppo del CAI la domenica mattina con la corriera
che saliva da Sutrio, con grande difficoltà sulla stretta
strada allora sempre innevata.
Oggi c'è la funivia a
portare gli sciatori fino in cima alla vetta del monte Zoncolan.
Ravascletto, oltre alle strutture per lo sci
( fondo, discesa, sci alpino
e sci fuoripista) è attrezzata con
campi per il pattinaggio su ghiaccio, una
pista per lo slittino (viene
illuminata di notte), una palestra verde con
tennis e minigolf e la scuola di deltaplano.
La località naturalmente dispone di alberghi, appartamenti, case
private per le vacanze, tutti costruiti nel rispetto dello stile
"montagna".
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Dai Romani ai "cramârs"
Sino dall'età romana la Valcalda era abitata
da un presidio stabile. Dalle ricerche di Tino Miotti nel 1976 sono
emerse tracce a Solars e Zovello di torri di vedetta tardoantiche o
altomedioevali, entrambe ritenute di proprietà dei conti di Luint (Ovaro)..
La torre di Solars a 1038 metri in località Vochianassis, dominava
le valli del Degano e del Bût; la seconda in località Chiamaior
fungeva da vedetta in collegamento con Cercivento e quindi Treppo
Carnico.
Ravascletto è menzionata per la prima volta come
"villa Ravoscleti" nel 1281 in un contratto di cessione di un maso:il
toponimo sembrerebbe identificarlo come luogo dei rovi.
Ma l'antico nome di Ravascletto era Monai: così compaiono citati nel
1300 Palù e
Solars, mentre
Zovello (dal latino "jogum", giogo) viene
citato nel 1320.
Come per tutta la Carnia, con l'arrivo della Serenissima i paesi
della Valcalda divennero fornitori di enormi quantità di legname
destinato ai cantieri navali.
Mentre i feudatari Gismani amministravano i rapporti con la
Repubblica di Venezia, ricoprendo il ruolo di amministratori dei
paesi, la popolazione viveva per lo più in miseria e fu costretta
all'emigrazione, fino nella Slesia.
Numerosi i "cramârs", i venditori ambulanti girovaghi che cercarono
fortuna muniti della sola "crassigne", carica di spezie, stoffe,
erbe, calzature ed ogni altro prodotto artigiano della zona.
I "cramârs" si sparsero a macchia d'olio in tutta Europa. Un
esempio il ceppo di Antonio Zanetti che registrò suoi
discendenti in 90 diverse comunità tedesche. La fortuna, a volte,
ricompensò i sacrifici: Leonardo De Infanti lasciò a Ravascletto nel
1726, 4 mila fiorini destinati alla costruzione della prima scuola
pubblica gratuita. I Pustet divennero tipografi pontifici in
Germania, i Barbacetto di Zovello ottennero il titolo di "nobili del
Sacro Romano Impero".
A conferma degli intensi scambi commerciali con i paesi d'oltralpe
rimangono alcuni aspetti di tipologie e arredi nelle chiese del
comune, di tipo veneziano e tedesco.
Da ricordare nella Chiesa di S. Giovanni in Campivolo. il dipinto di
San Giovanni Evangelista
del pittore tedesco
Ignazio Baldauff
(morto ad
Augusta nel 1783, nominato pittore di corte dal
Vescovo di Augusta). L'opera è di notevole livello
artistico e giunse a Ravascletto probabilmente grazie
agli scambi commerciali esistenti tra Carnia e
Baviera.
La struttura originaria della chiesa parrocchiale di Zovello, edificio di
tipica spiritualità carnica, risale al secolo XIV, mentre la chiesa
parrocchiale di S. Matteo Apostolo, fu costruita nel 1718.
Suggestive le feste o sagre
che si tengono nella Valcalda: d'estate, fra il 22 e il 24 giugno la
"Festa del Solstizio d'estate";
in agosto la riuscita "Fiestas tas corts"
(Festa tra le corti): girando nel paese, nelle case aperte, le donne
preparano i piatti tradizionali. A dicembre la
"Festa del solstizio d'inverno". (informazioni al n.
0433 66477)
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