Pianeta uomo

 

 

Romeo Patatti un personaggio fantastico. Delle mille cose che sa fare, (tra l'altro un bravo giocatore di dama) in una eccelle: sa far sorridere, fino a farti inevitabilmente piangere. Le barzellette, raccontate  con la tavolozza coloratissima delle sue espressioni e tonalit di voce, scoprono  virt  ma soprattutto vizi della gente carnica. Romeo un raggio di sole nel panorama a volte troppo serioso dei caratteri carnici.
Ha pubblicato un libro di raccolta delle sue barzellette ed una cassetta.
Di s, degli uomini di oggi, cos dice Romeo Patat nella presentazione del suo testo: "chei di cum, ch'a scognin butale in ridi sa vuln l indennt"
Ha varcato i confini di Imponzo-Cadunea, poi della Carnia, ed ora conosciuto in tutto il Friuli, anche per la  partecipazione sull'emittente Telefriuli, ad una spassosa "mini-sopofora" di una versione del "Grande fratello"  tutta al friulano.
Ecco alcune barzellette del repertorio di Romeo e raccolte nel  volume: Romeo Patatti e Angelo Scarsini: "In file cun... Romeo da conte"  - La realt della Carnia vista in chiave umoristica - 1998 edizioni de "il giornl".
Peccato poterle solo leggere! (La traduzione in italiano inoltre non rende efficacemente la "coloritura" di certi termini carnici).  Ma chi  conosce Romeo sicuramente risentir, pur leggendo una sola barzelletta, la sua risata e l'incalzare infervorato ad arte del suo raccontare .
Romeo sarebbe stato il gran giullare in una Carnia medioevale, ed oggi comunque quel pizzico di pepe e genuino buonumore che pu ravvivare una giornata grigia.


  Om cjasandrin

(Ta ostarie al l'om chel ch'al comande a cjase s. Spes a cjase las roubas a no son propit cuss, anzit)

Uomo di casa

(Nell'osteria l'uomo quello che comanda a casa sua. Spesso le cose non vanno proprio cos, anzi!)

  Bepi di Tumie al ere un om dut cjasandrin
 Taiut di presse e vie di corse a cjase. Une sere la cunbricule da ostarie a rivade a incjioclu e a tignilu in gjangje fint a miegenot. Dut euforic al partt par l a cjase cu l'idee fisse di incuadr la femine une volte par dutas.
Tal doman lu cjatin  di nf ta l'ostarie. "E alore Bepi...cemut ese lade nossere?"
"Apene rivt a cjase, il prin lavr j i  set un toc di porton cu la motosega"
"E la femine ce ti e dit?"  "Ts!...Subit dopo i sei lt tal salot e j i spact la television"
"E la femine ce ti e dit?"
"Se tu vens a cjase m tu cjatis imm la manarie inpirade ta lavatrice..."  "S, ma la femine ce ti e dit?"
"Ma...par cum a a Lignan cun s fie!!!"
Giuseppe di Tolmezzo era un uomo tutto lavoro e casa: Un bicchiere di vino in premura e via di corsa a casa. Una sera la combriccola dell'osteria riuscita ad ubriacarlo e a trattenerlo fino a mezzanotte. Tutto euforico partito verso casa con l'idea fissa di sistemare una volta per tutte la moglie. L'Indomani lo trovano di nuovo nell'osteria. "E allora Giuseppe...come andata ieri sera?". "Appena arrivato a casa, come primo lavoro, ho segato un pezzo del portone con la motosega". "E tua moglie cosa ti ha detto?"
"Taci... subito dopo sono andato in salotto e ho spaccato la televisione". "E tua moglie cosa ha detto?" "Se vieni a casa mia trovi ancora la scure conficcata nella lavatrice...". "S, ma tua moglie cosa ha detto?"
"Ma...per il momento a Lignano con sua figlia!!!"
  Cjaciadr triestin
Cacciatore triestino
  (La cjace pal cjargnel a un mt di jessi, pal triestin dut un'te roube) (La caccia per il carnico un modo di essere, per i triestini tutt'altra cosa)
  Prime zornade di cjace. Apene fat il patentin al partis cui libri sot il bra e a si invie su pas monz da Cjargne. Rivt difr di une malghe al jout une bestie. Al controle sul libri par jodi ce ch'a . "Beco giallo, piume nere... s' merlo!" Al tire fr la sclope e al cope une gjaline.
Al va un pouc in devant e al jout a jessi un' te bestie dal tamar.
Al controle sul regolament, "Rece longhe, pelo grigio...s' lepre!"
Al tire fr la sclope e in chel moment al sint un pl plui in l une vous: "Dipo, barbe... tire denti chel mus, ch' cjal cope!!!"
Prima giornata di caccia. Appena fatto il patentino, parte col libro sotto il braccio e si avvia verso le montagne della Carnia. Arrivato vicino ad una malga, vede uscire una bestia. Controlla sul libro per vedere cos': "Beco giallo, piume nere...s' merlo!" Prende il fucile e ammazza la gallina.
Va un p avanti e vede uscire un'altra bestia dal cortile della malga. Controlla sul regolamento, "Recce longhe, pelo grigio...s' lepre!".
Prende il fucile e in quel mentre, un p pi in l, si sente una voce: "Senti zio...porta dentro l'asino altrimenti quello te lo ammazza!!"
 

10 di avril dal 1994 a Paluce
Fieste pa Manuela di Centa

(Las vitorias di Manuela Di Centa a n tocjt il cr ancje dal cjargnel plui dr. Pai citadins "de Trieste" invesit nome tante invidie.)

10 aprile 1994 a Paluzza
Festa per Manuela Di Centa

(Le vittorie di Manuela Di Centa, hanno toccato il cuore anche del carnico pi duro. Per i cittadini "de Trieste" invece solo tanta invidia)

 

Fieste grande pa Di Centa, tornade plene di medais dal olimpiades.
Tai chioscos ogni ben di Dio, no mancje propit nue. Rivis s doi triestins:
"Ci, Furio te ga vedudo sti cjargnei i ga fatto le robe in grande! Adesso li ciapemo un po in giro".
Si svizine al chiosco e ai ds al paron, un cjargnel di chei di une volte:
"Ghe la senta bon omo, i saria cos gentil de prepararme do panini col caviale?" E il cjargnel, sence scomponisi plui di tant, dopo un pouc al rive cui doi panins.
Il triestin no content al insist: "I saria cos gentil de prepararme do panini col salmon?" Nancje il timp di ordenal che a erin belgi pronz. Il tirestin no si dave par vint: "Ghe la senta bon omo, i saria cos gentil de prepararme do panini col dinosauro?".
Il cjargnel un pouc secjt: "Ch'al sinti mo, paron, mi displs, ma jo par doi panins no disnici la bestie!!!"

Festa grande per Manuela Di Centa, tornata carica di medaglie dalle olimpiadi. Chioschi fornitissimi, non manca proprio niente. Arrivano due triestini: "Ci, Furio te ga vedudo sti cjargnei i ga fatto le robe in grande! Adeso li ciapemo un po in giro!"
Si avvicina al chiosco e dice al padrone, un uomo carnico di quelli di una volta: "Ghe la senta bon omo,  i saria cos gentil de prepararme do panini col caviale?". Il carnico senza preoccuparsi pi di tanto dopo un p arriva coi panini. Il triestino non ancora contento insiste; "I saria cos gentil de prepararme do panini col salmon?". Nemmeno ordinati i panini sono gi pronti. Il triestino non si arrende: "Ghe la senta bon omo, i saria cos gentil de prepararme do panini col dinosauro?".
Il nostro carnico, un p seccato: "Senta signore, io, per due panini non inizio a tagliare la bestia!!!"
   
  Podio f las scjalas? Le scale posso farle?
  I nostis vecjos a ti seguissin, pi par minut, las indicazions dal lr miedi, ma ferju dal dut, cuan ch'a son malz, nol fazil. I nostri anziani seguono alla lettera le indicazioni del medico di base, ma fermarli completamente, quando sono ammalati, non facile.
  Une vecje di novant'agn a va dal miedi. "Dotr al un pouc di timp ch'a mi fs ml da bande dal cr, ch'a mi deti une controlade, no vores ch'a mi vegnis un infart". Il miedi a la visite e al ds: "Nonute, i veis il cr a remengo". "E cum dotr?". " Ma...cum par quindis ds tolei chestas pirulas e po dopo i viodarin. Tal fratimp no stait a f fadias e mi racomandi no stait a f las scjalas".
Passin quindis ds e la vecje al torne dal miedi: "Joi, dotr, cun chs pirulas ch'a mi ha dt i stoi propit benon". Il miedi la visite: "Nonute, saveiso chi sei voride. Cun chest cr achi i rivais di sigr fint a cent agn, podeis l...".
E la vecje: " Ch'al scusi, cum podio l su pe scjalas?" "Si chi podeis l...i seis voride".
"No par nue dotr, ma chei ds ach a mie ere cuss scomut l su e ju pa gorne!!!"
Una vecchietta di novant'anni va dal dottore: "Dottore da un p di tempo a questa parte mi fa male il cuore, mi dia una controllata, non vorrei che mi venisse un infarto". Il dottore la visita e dice: "Nonnetta, avete il cuore malato". "E adesso dottore?" "Ma...per adesso, per quindici giorni prenda queste pastiglie e, mi raccomando, stia molto calma e soprattutto non faccia le scale".
Passano quindici giorni e la vecchietta torna dal medico: "Dottore, con quelle pastiglie che mi ha dato sto proprio bene". Il dottore la visita: "Certo nonnetta, siete proprio guarita... con questo cuore vivrete senz'altro sino a cento anni, potete andare..."
La vecchia: "Mi scusi dottore, ma adesso posso fare le scale?" "Certo...siete guarita". "Dottore, sono proprio contenta, perch in questi giorni mi era cos scomodo andare su e gi per la grondaia!"
  La rane e il crot La rana e il ranocchio
  Tal mont dal lavr no simpri il sindact al rive a d rispuestis as esigenzas dal operai, anzit. Nel mondo del lavoro non sempre il sindacato riesce a dare risposte alle esigenze dell'operaio, anzi.
  La rane e il crot a stavin matent in tun po.
A un certo moment la rane al ds: "Dipo, jout ch jo no sei migo une rane....In realtt j sei une biele fantate ch'a rirevt une maledizion e si trasformade. Cum i spieti "il principe azzurro" ch'a mi bussi, par torn come prime". Il crot: "Confidenze par confidenze, neancje jo j sei un crot...A d il vr i sei un bit operai ch'al lavore ta Seima". "Cemt stu ridot cuss po?". "Ce vutu che ti sepi jo...n fat dut i sindacz!!!"
La rana e il ranocchio stavano giocando in una pozzanghera. Dopo un p la rana dice: "Guarda che io non sono una rana, in realt sono una bella ragazza che ha ricevuto una maledizione e si trasformata. Adesso aspetto il principe azzurro che mi baci per tornare come prima".
Il ranocchio: "Confidenza per confidenza, neanche io sono un ranocchio...a dire la verit sono un povero operaio che lavora alla Seima". "Come mai sei ridotto cos?" "E che ne so io...han fatto tutto i sindacati!!!"
   
  Su pas tangenz Sulle tangenti
  Il taramot das tangenz nol sparagnade nancje la "biade" Cjargne. Il terremoto delle tangenti non ha risparmiato neppure la "povera" Carnia.
  Un parlamentr meridionl al invide j in Sicilie un nosti parlamentr cjargnel par ch'al leti a cjatlu. Chest apene rivt j, a ti viout une vile spetacolr cun tant di pissine e campo di tenis e al ds: "Dipo copari, i sei parlamentr ancje jo, ma tu cemt tu pott fti une cjase dal gjenar?"
"Ts, a ore che tu ti sveis ancje tu. tu jodt ch autostrade ch'a passe chi dar? Beh, avevi di jessi largje disevoto metros e inveze a son nome disesiet. hel metro ch'a mancje a son duc' bz in tangenz ch'a mi son rivz a mi, capistu!...sveiti ancje tu lass".

A Nodl il parlamentr meridionl al ricambie la visite. " Dipo copari, cualche meis fa, si no sbagli, tu vaivis tant il muart pa cjase...ma a mi pr che tu ti seis ingrandt ancje tu in pouc timp...tu ti seis fat la pissine, il campo di tenis...ma cemt tu fat?". "Ce vutu che ti disi...tu jodt il traforo di nt di Crs tu?" "No!". "Eeeee...appunto!!!"
Un parlamentare meridionale invita in Sicilia un nostro parlamentare carnico. Questo, appena arrivato, vede una villa maestosa con piscina e campo di tennis e dice: "Senti compare, sono un parlamentare anch'io, ma tu come hai potuto fare una cosa del genere?"
"E' ora che ti svegli anche tu...hai visto l'autostrada che passa qui vicino?Beh, doveva essere larga 18 metri e invece solo 17 metri. Quel metro che manca son tutti i soldi in tangenti che sono arrivati a me...svegliati anche tu, lass".
A Natale il parlamentare meridionale ricambia la visita: "Compare, qualche mese fa se non sbaglio, ti lamentavi per la casa, ma mi sembra che ti sei ingrandito anche tu in poco tempo, ti sei fatto la piscina e il campo di tennis...come hai fatto?", "Cosa vuoi che ti dica...hai visto il traforo di Monte Croce Carnico tu?". "No". "Eeeee....appunto!!!"
  Baste capissi: il "sette e cuaranta" L'importante capirsi: il modello 740
  La tradizionl praticitt dal cjargnel si scuintre di brut cul lenga dal fisco. La tradizionale praticit del carnico si scontra brutalmente con il linguaggio del fisco.
  "Meni, ce esal il "sette e cuaranta"?"
"Sta 'tent mo: in Cjargne al' il modul "per la dichiarzione dei redditi",
a Rome al "un modello di automobile svedese",
Di  Napoli in j, a son semplicementi "le otto meno venti".
"Domenico, cos' il sette e quaranta?"
"Stai attento:...in Carnia il modulo per la dichiarazione dei redditi.
A Roma corrisponde a un modello di automobile svedese.
Da Napoli in gi, sono solo le otto meno venti"
  Sant Antoni San Antonio
  Il cjargnel al simpri vt un rapuart cui Sanz unevore "diret" Il carnico ha sempre avuto un rapporto con i Santi molto "diretto"
  Il 13 di jungn al Sant Antoni a Glemone. In stazion Vigj al spiete il treno. La solite Mariute curiose a si svizine:
 "Vigj, dul vat vuei po?"
"I vuei a Sant Antoni a Padue..."
"Parc po, si lu vin chi a Glemone?"
"E... Mariute, si tu spietis un plasei da un paisan!"
Il 13 giugno si festeggia San Antonio a Gemona.
In stazione Luigi aspetta il treno, la solita Maria curiosa si avvicina:
"Luigi dove vai oggi?". "vado a San Antonio a Padova"
"Come mai, se ce l'abbiamo qui a Gemona?"
"E...cara Maria, se aspetti un favore da un compaesano!"

 

     
 

  IL SITO DI ROMEO PATATTI