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PIEVE
DI
SAN
FLORIANO
(Sec. XIV -
XV - XVIII) |
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L'anno di San
FLORIANO
Evento di fede e cultura per la nuova Europa
Illegio
aprile-dicembre 2004 -
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MYSTERIUM:
L'Eucaristia nei capolavori
dell'arte europea
Illegio aprile-dicembre 2005 -
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L'anno di San
FLORIANO
Evento di fede e cultura per la nuova Europa
Illegio
aprile-dicembre 2004
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Posta a 750 metri
di altitudine, frontalmente rispetto a quella di San Pietro,
sull'altra sponda del torrente But, la Pieve di San Floriano è una
delle più antiche della Carnia. Si formò forse fin dai secoli IX X.
Sorge su uno sperone di roccia del monte "Gjaideit", in
posizione strategica e si innalza per oltre 300 metri a strapiombo
sulla valle del But. Da questa sommità la vista spazia sullo
scenario di monti e vallate volte a nord verso la Carinzia e
ad ovest verso il Cadore. Come le altre pievi la sua posizione
strategica la collega a vista con le pieve di S. Maria oltre But e
di San Pietro. Come già detto faceva quindi parte di quegli edifici
di "vedetta", pievi e castelli (San Nicolò di Alzeri ad Arta, Sutrio,
San Daniele di Paluzza, Cesclans e giù attraverso Buia fino ad
Aquileia) che potevano essere usati per scambiarsi segnalazioni.
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La pieve di
San Floriano, secondo alcune contrastanti ipotesi,
potrebbe essere stata eretta sui resti dell'antico
castello "Castrum de Ilegio", esistente fino al 1316
circa, ma sulla cui collocazione non vi è alcun
riscontro archeologico.
Il campanile della pieve sarebbe sorto sui resti della
eventuale torre del castello. |
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Ipotetica ricostruzione delle opere fortificate
esistenti verso l'anno !000 sul colle di San Floriano (Illegio)
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A. Scarsini "San Floriano" |
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Come ogni anno ai
primi giorni di maggio, da centinaia di anni a questa parte,
alla pieve salgono i pellegrini per le Rogazioni e per
ricordare il giorno del martirio di San Floriano.
Da Illegio, da Imponzo, giungendo da diversi altri paesi della
Carnia, salgono attraverso gli antichi sentieri che dai boschi
escono nei prati sottostanti il colle, cantando le storiche
melodie patriarchine.
In chiesa viene poi celebrata l'Eucarestia con i suggestivi
canti della Messe Vecje (Messa Antica).
(img. da "San Floriano" di Arduino Scarsini) |
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(AmB)
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(AmB) |
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All'interno della pieve, più volte restaurata nei
secoli, anche dopo il terremoto del 1976, è conservato
ciò che resta di una pregevole opera di Domenico da
Tolmezzo, eseguita nel 1479: l'altare maggiore, le cui
statue originali sono state purtroppo trafugate.
A lato l'affresco più antico rinvenuto nell'edificio, e
fatto risalire alla fine del 1300 posto dietro l'altare
di Carlo da Corona.
(img. dal volume "San Floriano" di A. Scarsini) |
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L'anno di San
FLORIANO
Evento di fede e cultura per la nuova Europa
Illegio
aprile-dicembre 2004
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Nel cuore delle Alpi Carniche, in un contesto naturale di
incontaminata bellezza, il gioiello altomedioevale della fascinosa
Pieve d San Floriano a Illegio racchiude in una sintesi perfetta il
senso, la storia e il futuro straordinario cui l'Europa s'affaccia
il primo maggio 2004 con l'ingresso nell'Unione di dieci nuovi
Paesi. Icona di questo passaggio epocale è San Floriano, ufficiale
dell'esercito imperiale romano nel Norico (Alta Austria), martire
cristiano a Lorch nel 304 d. C., già pellegrino sulle strade del
Friuli, giunto a Cracovia (Polonia) dove, dal 1183, sono conservate
le sue reliquie. Da diciassette secoli è invocato nell'intera Europa
centrale, quale protettore contro gli incendi e contro le
inondazioni.
La comunità carnica di Illegio, incastonata nella Valle del But, in
occasione del XVII centenario del martirio del Santo, morto il 4
maggio, in una suggestiva concomitanza con la data dell'ampliamento
UE, ha convocato i popoli della nuova Europa per un programma
annuale di manifestazioni e d'eventi che è diventato eccezionale.
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Mostra d'arte |
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Uno dei
più importanti eventi culturali del centro Europa nel 2004, a
partire dalla vicenda del martire Floriano che ha ispirato
artisti di tutti i tempi.
Cento capolavori in mostra, tra rarissime tavole lignee
quattrocentesche, sculture lignee, tele, cornici e ori, per un
percorso dal IX secolo alla fine del secondo millennio
cristiano, passando attraverso firme come Dürer, Pacher,
Altdorer, Parth, Grassi.
Cento capolavori in mostra, alcuni dei quali è davvero raro
poter trovare nelle esposizioni d'arte europee: in particolare
una collezione di venti tavole lignee quattrocentesche e
cinquecentesche, dipinte e dorate, riunite nel Salone della
sede. Tra queste, cuore della mostra, le tavole del ciclo sul
martirio di San Floriano dipinte da Albrecht Altdorfer,
grandissimo maestro della Scuola Danubiana, capaci di
narrazione storica e teologica, ma insieme di indagine
paesaggistica e di un finissimo, intenso cromatismo.
E' dal Cinquecento che le tavole in mostra sono sparse tra
diverse sedi d'Europa: per il giubileo di Floriano tornano
finalmente insieme.
Notevolissima sarà anche la serie di oltre trenta sculture
lignee da Germani, Austria, Slovenia, Alto Adige, Friuli, dal
Quattrocento al Settecento, dove la magia del legno e delle
dorature ritrae il santo e, ad un tempo, i costumi più
preziosi dell'epoca, le armature più ricercate, le fisionomie
dei popoli e delle loro culture.
Un viaggio alla scoperta delle radici culturali e spirituali
dell'Europa, della sua variegata unità e di un santo che ne ha
segnato il destino.
Con prestiti dalle Gallerie degli Uffizi, di Praga,
Norimberga, Lubiana, Vienna, Linz.
Con la benedizione di Sua Santità Giovanni Paolo II.
Targa d'argento del Presidente della Repubblica Italiana Carlo
Azeglio Ciampi. |

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Illegio - Casa delle Esposizioni
30 aprile- 30 settembre 2004 |
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Inaugurazione della
mostra |
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La
mostra internazionale "Floriano:
ponte di arte e fede tra i popoli d'Europa" si
inaugura venerdì 30 aprile alle ore
17,00. Alla vernice
interverranno Romano Prodi, presidente della Commissione
Europea; il ministro per i Beni e le Attività culturali
Giuliano Urbani; il presidente della Regione Friuli-Venezia
Giulia Riccardo Illy; S.E. il Card. Tomàš Spidlik, accademico
di fama internazionale e tra i massimi conoscitori della
spiritualità dell'Oriente cristiano; per l'organicità, lo
spirito d'innovazione e il valore divulgativo delle sue
approfondite ricerche, è stato insignito d'altissime
onorificenze nella natia REPUBBLICA Ceca, negli Stati Uniti,
in Russia, Francia, Romania e Italia.
La prolusione è di padre Marko Ivan Rupnik, docente al
Pontificio Istituto Orientale, che dirige il Centro Ezio
Aletti di Roma, sede della Compagnia di Gesù per lo studio
della tradizione dell'Oriente cristiano in relazione ai
problemi del mondo contemporaneo.
Presenzia l'arcivescovo di Udine, mons. Pietro Brollo.
Seguirà la cena di festa: nelle corti di Illegio saranno
allestiti punti gastronomici curati ciascuno da altrettanti
illustri cuochi carnici e preparati con dovizia di particolari
locali dagli abitanti del paese. Presso ogni tavolo sarà
possibile l'acquisto di prodotti tipici. |
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Romano Prodi |
Giuliano Urbani |
Tomàš
Spidlik |
Marko Ivan Rupnik |
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Grande
concerto in onore di San Floriano e dell'unità d'Europa |
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L'Orchestra dell'Opera Giocosa del Friuli-Venezia Giulia,
composta da 53 elementi, il Coro "Clara Schumann" di
Trieste, il Coro "Città di Trieste", il "Coro di
Sant''Ilario" della Carnia, insieme con i Solisti
dell'Opera Giocosa del Friuli-Venezia Giulia, propongono una
serata musicale straordinaria, impreziosita dall'esecuzione di
un'opera monumentale e raffinata: il "Te Deum" per
Soli, Coro e Orchestra di Anton Brukner (1824-1896). Brukner,
grande organista della Basilica di St. Florian in Alta
Austria, compose il Te Deum nella stagione della piena
maturità musicale e spirituale, attorno al 1883. Quando Mahler
ricevette una copia della partitura, vi scrisse: "Per voci
angeliche, cercatori di Dio, cuori tormentati e anime
purificate nel fuoco".
A seguire, la Messa in do magg. "dell'Incoronazione" K317
di W. A. Mozart per Soli, Coro e Orchestra. Infine, il
programma prevede l'Offertorium in do magg. per Soli,
Coro e Orchestra di J.J. Ryba, musicista del Settecento di
Praga.
Direttore M.o Severino Zannerini.
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Illegio -
Teatrotenda
Domenica 2 maggio 2004
ore 20,30 |
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Celebrazione
Passio |
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Mille e
settecento anni dal giorno del martirio di Floriano. Secoli e
secoli. E ancora oggi, i sentieri che portano alla pieve di
Illegio risuonano di canti antichi e di preghiere senza tempo.
Alle 9,00 i fedeli - tra loro forse anche qualche curioso
affascinato - si radunano a Illegio ed ha inizio la Rogazione,
lento e solenne itinerario di ascesa al colle sacro da sempre,
accompagnato dalle melodie patriarchine.
Alle 10,30 la Celebrazione dellEucaristia in Pieve, con il
suggestivo canto della Messe Vecje.
Anche chi è anziano e non può camminare salirà alla Pieve,
portato dall'elicottero.
La sera, alle 20,30, quando l'arrossarsi del cielo al tramonto
sembra unirsi al racconto del martirio, tra le vie di Illegio
lo scenario naturale del paese e delle sue pietre è lo scrigno
per la narrazione teatrale della vicenda di San Floriano,
interpretata dai giovani della comunità.
Passio Floriani. |

Illegio
- 4 maggio
ore 9,00 Rogazione
ore 20,30 Passio Floriani |
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La
storia di San Floriano |
San Floriano è l'unica
vittima conosciuta delle persecuzioni dei cristiani del Norico
Ripense (Alta Austria).
Subì il martirio il 4 maggio 304, dopo l'emanazione del IV
editto anticristiano di Diocleziano.
Floriano era un soldato romano. Aveva ricoperto anche la
carica di "princeps offici", cioè il capo dell'ufficio del
luogotenente provinciale". Per il suo ruolo era stato il
principale confidente del governatore romano. Una figura
questa, che negli scritti agiografici compare di regola tra
gli esecutori delle persecuzioni. Perciò il martire Floriano
rappresenta, tra le vittime delle persecuzioni, un caso
singolarissimo. L'ondata persecutoria del 304 colse San
Floriano a Cetia, ad un centinaio di chilometri da Lauriaco (Enns-Lorch,
in Alta Austria), da dove giunse la notizia dell'arresto di un
folto gruppo di cristiani, i quaranta martiri.
Saputo ciò, Floriano si mise in viaggio per associarsi agli
imprigionati e condividerne il destino.
Giunto sul ponte nei pressi del castrum, incontrò i suoi ex
commilitoni e ad essi si consegnò, dicendosi cristiano.
Dinnanzi al governatore Aquilino fu colpito e gli furono
stritolate le spalle con ferri acuti. Il beato Floriano, però,
continuava a glorificare Dio e a professarsi cristiano. Fu
allora ricondotto al ponte, per essere gettato nel fiume
Anesius con al collo una grossa pietra, più tardi
rappresentata generalmente come macina.
Tutto ciò è documentato da fonti antichissime, elaborate
probabilmente in ambito aquileiese pochi decenni dopo il
martirio. Le tradizioni antiche narrano che il fiume, dinnanzi
al martirio di Floriano, si ritirò come spaventato e depose il
corpo su una roccia, dove un'aquila lo protesse con le sue ali
aperte a mo' di croce. Di lì a poco, la cristiana Valeria
avrebbe ritrovato le spoglie del martire e provveduto alla
loro sepoltura nel luogo dove sorse, in memoria e a custodia,
il grande santuario di St. Florian e il monastero annesso.
Presumibilmente al tempo delle invasioni nel Norico, dopo il
488, la fuga delle popolazioni romane stanziate lassù, ormai
cristiane, coincise con la traslazione delle reliquie dei
martiri di quella terra, messe in salvo dagli esuli scampati e
portate prima in territorio del Patriarcato di Aquileia, poi,
forse, fino a Roma.
La sua figura è venerata
in tutto il Centro Europa (particolarmente in Austria e in
Polonia, ove a Cracovia, dal 1183, per dono del Papa e
richiesta del Re, sono conservate le sue reliquie).
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Secondo una leggenda, Floriano spense miracolosamente un
incendio divampato in un edificio (o esteso ad un'intera
città) con un solo secchio d'acqua. A questo episodio si
collega - per ragioni in verità ancora misteriose - il
fatto che il santo, dopo il 1400 è invocato contro il
pericolo del fuoco, ma anche contro le inondazioni, le
calamità naturali e come difensore dei ponti e dei
confini.
Il santo si festeggia il 4 maggio, data del martirio. E'
patrono in Europa e nel mondo dei vigili del fuoco,in
Friuli della Protezione Civile. |
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Pellegrini scendono dalla Pieve ad
Illegio (AmB)
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