Poesiis e Contis

  "Lu Dante"
Di Bepo Rupil (Val Pesarina)



 

Biancamaria Gonano, da Udine, ci invia questo manoscritto che riporta un testo scherzoso di Bepo Rupil sull'amor pur e platonic .
Il documento ci viene inviato a ricordo della nonna di Biancamaria, none Miuta. recentemente scomparsa ed era custodito gelosamente fra i documenti di quest'ultima.
(riportiamo fedelmente lo scritto)

"Cogliamo un lapido quadretto fra tanti che lo scrittore e maestro Giuseppe Rupil compose nella parlata locale di cui era un tenace raccoglitore e dicitore.
I due, Nondo e Vigi sono personaggi reali: il primo più vecchio fabbriciere della Parrocchia, di severa morale; il secondo, operaio emigrante, appassionato ai libri più svariati, lettore assiduo della Divina Commedia:
S'incontrarono nei pressi della chiesa e...
Eh! Vigi! Chinti iù?
Si, Nondo!
Ce libris leisa cumò po Vigi?
I torni a lei lu Dante!
O! Ce sant eral chel pò Vigi?
Eh, Nondo! Chel vidisa al era un omp!
Al saveva dut il scibil di chei timps....
(Nondo al dà un trimon)
...como a dii, dutt lu savia dal mont, mo via.
Figuraisei Nondo, che da zovenut
al componeva poesias, como a dii:
Pange Lingua, Ave Maria Stela
in onoor da soo puema Beatrisa:
- Vergognosat ca lera un !
Oh Nondo!
Chel a lera un amôr pûr,
platonic, ideâl!
na là tocjada mai, nançia
cun tun diât lui,
la soo Beatrisa.

 

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