Racconti

Nick, Tom, Betty: storie di gatti

di Flaviana Nodale
 

L'arrivo di Nick

Nick arrivò per caso.
Nessuno lo cercò.
Si fermò qui, affamato e ferito.
Con gli occhioni enormi, sproporzionati, che facevano persino un pò impressione in quel musino scarno, sporco e lacero.
Nonostante fosse in pessime condizioni, faceva il pagliaccetto e mille moine, come se non soffrisse affatto.
Si lasciò pulire e curare senza fare storie.
E così entrò in famiglia. Si impose di prepotenza con la sua simpatia e con il suo modo di essere affettuoso.
Betty lo accettò e lo adottò immediatamente, come se fosse un suo cucciolo, il cucciolo che non ha mai avuto, mai nato.
Lo ha guidato, coccolato, protetto, gli ha insegnato tutto quello che sa, con amore, con perseveranza, come una vera mamma. Anche ora che è grande, quando parte per le sue escursioni amorose, lei si preoccupa, gira per casa inquieta ed è scontrosa; quando finalmente, di solito, riemerge dalle ombre della notte, sporco, contuso, sfinito ed affamato, lei gli va incontro, lo lecca, non la smette per un bel pezzo di fare le feste e quindi trova un cantuccio di suo gradimento e dorme.
 
Le scappatelle Quando Nick sparisce, c'è sentore di tempesta, anche se il sole risplende ed il cielo è terso.
Un paio d'ore fa è partito (l'ho capito dal suo particolare atteggiamento  - ha un modo di muoversi diverso che non so spiegare) e vedo che il cielo si sta oscurando all'orizzonte: brandelli di nuvole nere calano dalle montagne, invadendo la pianura come orde avide di conquiste.
La luce livida scende come a scaloni, sobbalzando stranamente.
Poco dopo i primi goccioloni colpiscono le piante assetate.
In breve l'acqua gorgoglia negli scoli.
Profumi misti si sollevano invadenti.
So già che lui tornerà quando riapparirà il sole.
 
Le baruffe Nick è tanto dolce e remissivo quanto è violento ed aggressivo negli incontri-scontri con altri maschi per il predominio e per il privilegio di accoppiarsi con le poche, pochissime femmine che circolano nei paraggi.
Nick non si tira mai indietro quando si tratta di iniziare una zuffa. Non accetta nè compromessi nè rese anche se deve rimetterci brandelli di orecchie e ciuffi di pelo, anche se le ferite abbondano ed è sempre più spesso a rimetterci il naso.
Mogio e sanguinante rientra a farsi curare. Si sottopone alla disinfezione, al rito della spalmatura di pomate, pazientemente: è quasi stoico. E' orgoglioso di sè e della sua sopportazione.
Dopo essermi arrabbiata, perché so che è un attaccabrighe e che non è mai disposto ad interrompere una lite per alcun motivo, mi lascio intenerire dalla sua reazione mansueta e lo coccolo. Lui sembra beato e dimentica ogni male.
Si sistema sul cuscino d'angolo in cucina e dorme come l'essere più pacifico dell'universo.
E tutto viene rimandato alla prossima zuffa.
 
Lucertole Il sole intiepidisce i sassi, le pietre, il ventre della terra.
Lucertole sbucano da ogni fessura, guizzano, esplorano, scrutano.
Ma non sono le sole Non sono sole.
Betty pregusta la rincorsa, il gioco partecipativo, la competizione, la creatività e l'improvvisazione. Cerca di rendere partecipe di questa sua eccitazione le lucertole terrorizzate.
Nick la imita. L'ha sempre fatto. Aspetta che sia lei a prendere l'iniziativa. Rispetta la gerarchia.
Lei gli ha insegnato ogni cosa e lui rispetta la priorità.
Cerco di distrarla, di dissuaderla., ma non mi dà retta. Il divertimento è irresistibile.
Dopo averne spaventate parecchie, ne afferra una letteralmente paralizzata dalla paura e me la porta: La lascia scivolare ai miei piedi e si aspetta un complimento che mi affretto a fare.
Allo stesso tempo raccolgo la malcapitata e la mando nell'altro orto oltre la siepe, verso la salvezza.
Almeno lo spero.
 
Tom Tom, dopo la sua breve vita, giace, con noi, sotto il pino, vicino ad una felce rigogliosissima e fra i mughetti profumati.
E' morto per affetto:
Tornando da un finesettimana al mare, ho manifestato la mia esuberanza parlando ad alta voce. Tom, che era nel giardino di una vicina, si è precipitato a venirmi incontro come faceva sempre:
Solo che, in quel momento, stava arrivando un'automobile. Dopo l'investimento è riuscito a catapultarsi in casa, spirando sulla porta.
Non riuscivo a crederci tanto che, con lui sul cuscino, sono corsa dal veterinario. Mi è stato confermato ciò che rifiutavo di accettare:
Abbiamo scavato all'ombra del pino e lo abbiamo adagiato dolcemente, promettendo, tacitamente, di tenerlo accanto a noi, come voleva lui.
Ancora oggi, passeggiando nei vialetti, vicino al pino, sento il tepore del suo corpicino che si strofina sulle mie gambe, com'era sua abitudine.
 
Pipì in bagno Ci sono due alternative: una tradizionale e l'altra innovativa.
La prima rientra nella normale, quotidiana routine e perciò la scelta ricade o sul giardino (particolare attrazione esercitano le zolle appena smosse) o sulla vaschetta piena di graniglia; e fin qui nulla di eccezionale da rilevare; la seconda, invece, a imitazione dei cristiani, punta sui sanitari del bagno.
Betty si è dedicata ad un attento esame, per un lungo periodo, dell'uso che ne facevamo.
Seduta sulla tavoletta, molto compunta, fa ciò che deve fare e poi soddisfatta si allontana molto orgogliosa di sè. La prima volta che lo scoprimmo fu un coro di meraviglia!
Nick invece, più "prosaico", si limita ad usare la vasca da bagno, in rarissime occasioni d'emergenza, centrando lo scolo con mirabile precisione.
Poi si dilegua molto furtivamente, senza lasciar traccia del suo passaggio, come se avesse commesso una violazione di un ambiente sacro e perciò riservato ad altri e non a lui. E' pentito. Si sente in colpa.
Io rido e lui si rassicura, dimenticando tutto.
 

          


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