5 settembre 2002: sotto i bastioni del Peralba, dalle sorgenti del Piave al rifugio Calvi,  Passo Sesis e monte Oregone
                                                   (immagini Valeria Romanin)
 

Dei trekking finora descritti, questa classica passeggiata verso il Calvi  Ŕ forse la pi¨  appagante per le cime maestose entro cui si svolge.
Avvolgente l'abbraccio delle alte cime che ti stanno attorno quando sali di quota su un percorso moderatamente faticoso solo nella parte medio-alta.
Per la notorietÓ dei luoghi e la relativa facilitÓ purtroppo spesso si Ŕ circondati da comitive chiassose che non sospettano cosa sia il rispetto di questi spazi, dove si notano i resti di ardite fortificazioni di guerra e di trincee.
 


Il gruppo del Peralba, anche se raggiungibile da altre localitÓ, Ŕ principalmente collegato a Cima Sappada. E' un legame sentimentale e alpinistico-turistico.
Il rifugio Calvi Ŕ stato appunto eretto sotto il Passo Sesis e il Peralba, dalla sezione Cadorina del C.A.I. nel 1926.

La costruzione Ŕ dedicata alla memoria di un eroico patriota cadorino, Pier Fortunato Calvi.
La posizione del Calvi, il pi¨ alto rifugio della zona,  Ŕ fantastica: ad est l'anfiteatro del Chiadenis e del Pic, a nord il Peralba con la sua mole possente. Nelle altre direzioni il rifugio appare come un nido d'aquila affacciato sulla costiera rocciosa che dal Lastroni giunge fino al gruppo Rinaldo.


(Il rifugio Calvi visto dal sentiero per il Passo Sesis)


La catena del Peralba-Avanza-Chiadenis non rivela la sua importanza dal fondovalle,  nascosta a Sappada e Cima dai grandi gruppi del Siera-Creta Forata, Terze, Pesarine e Rinaldo. Solo da Cima Sappada si scorgono, rotondeggianti e lontane, le cuspidi terminali del Peralba.

 

La partenza Ŕ da Cima Sappada (che abbiamo raggiunto da Forni Avoltri),  sulla rotabile della Val Sesis fino al bivio per il Rifugio Calvi (Km. 8). La strada, dopo un tratto di saliscendi, passa sul Piave una prima volta ed attacca una serie di ripidi tornanti a zig-zag (Ŕ consigliabile che con l'auto si innesti direttamente la "prima"). Ripassato il Piave si esce su un lungo altipiano (Piani del Cristo) che si percorre fino in fondo. Dopo un altro tratto ripido si passa per la terza volta il Piave e si affronta la seconda parte di ripide curve. Dopo il bosco e il nuovo passaggio sul fiume, si esce su un altipiano aperto, dalla terra rossa, proseguendo fino al soleggiato pianoro del Col Caneva e al bivio per le sorgenti del Piave.
Qui Ŕ bene lasciare la macchina, o meglio ancora parcheggiarla presso le sorgenti:


(Le sorgenti del Piave, col cippo eretto dal comune di Sappada nel centenario dell'UnitÓ d'Italia, a ricordo dei combattenti della Grande Guerra)


Per la prima volta appaiono le bastionate del Peralba che si dirama in grossi torrioni, campanili, placche. Dall'altro lato la cresta del Chiadenis che si incurva in alto in una serie di cime appuntite fino alla grande vetta del Pic.
Si distingue, sotto l'anfiteatro naturale, il rifugio Calvi (mt. 2164).


(il rifugio appoggiato sotto  possenti pareti di roccia del Pic Chiadenis e della ferrata di guerra al m. Chiadenis)

Per raggiungerlo si prende la bianca carrareccia (segnavia 132) che risale su lunghi tornanti fino quasi alla cava di marmo (il famoso "fior di pesco") in disuso.
A questo punto si diparte una variante pi¨ diretta, ma pi¨ faticosa per raggiungere il rifugio, il "Sentiero delle marmotte" che sale con strette serpentine su uno scosceso pendio d'erba.
Se invece si prosegue sulla larga carrareccia, questa diventerÓ ripida solo per una cinquantina di metri.

In 45 minuti o un'ora si giunge al rifugio.


 

Come per ogni trekking che si rispetti, in questa stagione che ci ha regalato pochissime giornate interamente serene, facciamo appena in tempo a giungere al Calvi che  il cielo si copre velocemente e comincia a soffiare un vento gelido.
Ci scaldiamo nel rifugio con un caldo punch... firmiamo il libro e osserviamo le fotografie appese alle pareti fra le quali la bellissima immagine di Papa Giovanni Paolo II che diversi anni fa, venne in questi luoghi e salý, da bravo alpinista, sulla cima del Peralba...
E poi all'aperto a vedere e sentire sul viso i primi fiocchi di neve.
 

Sul terrazzo naturale due trombe  affidano le note al vento dell'improvvisa bufera... due sappadini suonano le prime melodie quale benvenuto al nutrito gruppo di compaesani che a breve scenderanno dal Passo Sesis, di ritorno dal lungo pellegrinaggio a Maria Luggau per il "Sentiero dei sappadini" e il giogo Veranis.


 
 

Con la stessa velocitÓ con cui Ŕ comparsa la bufera, il cielo si rasserena e un forte vento da nord porterÓ l'azzurro fino nelle valli.
Decidiamo di proseguire per il Passo Sesis, risalendo il ripido sentiero parallelo al ghiaione che sovrasta il Calvi.
Il percorso, solitamente  molto frequentato, sale con tornanti ripidi e in solo mezz'ora tocca il Passo Sesis (m. 2312)


Una curiosa e ardita formazione rocciosa prima del passo:
 "il sasso del Bersagliere"

 

Una veduta ad est del magnifico panorama da Passo Sesis: la vallata e i fianchi boscosi della Giogaia dei Fleons

 


Passo Sesis: si staglia sul cielo la statuetta della Madonnina,  sulla destra la cima del Chiadenis



 

 

 

 

Una breve sosta per le foto ricordo sotto il Chiadenis e riprendiamo il cammino verso il monte Oregone.

 

 

 


 

Si tratta di una cima secondaria, dalla sommitÓ spianata, situata in posizione isolata a metÓ strada dalla verde cresta di confine con l'Austria e il massiccio del Peralba. Sulla sua vetta il cippo di confine.


Lasciamo a sinistra la traccia che sale al monte Peralba e proseguiamo per un sentiero che taglia una dorsale erbosa fino alla piccola sella chiamata Passo del Castello (m. 2318), quasi di fronte al monte Oregone.


Nella successiva biforcazione, si prosegue a destra per un sentierino che sale alla casermetta e che raggiunge la vetta con comode serpentine. (ore 0,45- 1 dal Calvi).


 


 

(I resti della casermetta sui fianchi del monte Oregone)


Sotto le ultime nuvole, spinti dal vento freddo, il rientro verso il Passo Sesis.


Ancora uno sguardo al Chiadenis...


La discesa dal Sesis al rifugio Calvi

 



Ed infine la ferrata del Peralba, percorsa molti anni fa, vista dal Calvi.

 

   

Non so quale sarÓ il prossimo trekking, dipenderÓ dal tempo, non solo metereologico. Ma rifugi e sentieri ci rivedranno presto....

(Annamaria e Valeria)

   

 

 

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