Questa pagina è un modestissimo omaggio alla memoria dell'alpinista tolmezzino Cirillo Floreanini, accademico del C.A.I., scomparso ieri. Ricordo le sue parole quando, durante una salita sul monte Amariana gli chiesi quale fosse stata per lui, oltre al K2 (cima che lo rese famoso per averla conquistata), la montagna più bella.
Mi rispose: "Dute la mont  a è biele!" (Tutta la montagna è  bella). Questa breve, bellissima risposta, che solo un vero alpinista poteva dare, mi viene in mente ogni volta che vado in montagna, anche su sentieri "facili" come questo, spesso percorso dai tolmezzini che sostano al ricovero prima di raggiungere la cima del Sernio. Questo rifugio esiste anche per la sua opera, essendo stato Floreanini per molti anni presidente del C.A.I. di Tolmezzo.

Mandi Cirillo,
forse hai veramente conquistato la cima più bella.


 

                         2 giugno 2003: una classica di inizio stagione in Carnia
                         (testi-immagini Annamaria Bianchi)

 

 

 
 
 

Rifugio "Monte Sernio", la facile e accessibile meta che si raggiunge risalendo la Val Ambruseit e che è situata ai piedi delle aspre pareti del monte Sernio, dalle creste articolate e dai massicci torrioni.

 
 

 



Ci troviamo nel canale di Incarojo (la valle di Paularo) percorso dal torrente Chiarsò. Un suo affluente, il Rio Ambruseit, prima di gettarsi appunto nel Chiarsò, ha scavato profondamente l'omonima valle che inizia addentrandosi verso le crete di Lovea fra prati e boschi per poi terminare  sotto il versante occidentale del monte Sernio.
Sul lato sinistro i versanti appaiono ricoperti da boschi di conifere e fitte mughete che salgono oltre i 1700 metri, fin sotto le rocce.
 

 



 

 
 
 

Dal sentiero l'immagine dei fitti boschi sotto le
Crete di Palasecca.


Il tempo è più che mai incerto, ma si decide per un ritorno al familiare "Palasecca", o rifugio Monte Sernio per ricominciare a sgranchire le gambe nella nuova stagione.

Dopo aver raggiunto Lovea, piccolo paese sulla sinistra orografica del torrente Chiarsò (Canale d'Incarojo), si prosegue in auto su una stretta stradina fino agli stavoli Chiampées a q. 801

Lasciata finalmente l'auto su uno sterrato nelle vicinanze, vediamo il nuovo cartello con le indicazioni del sentiero C.A.I. 416,

che ci introduce, dopo pochi prati fioritissimi, nel bosco.
Il sentiero è bello, ben tracciato e segnato e risale fra boschi misti di pino nero e pino silvestre, faggio e larice seguendo una ripida dorsale chiamata Pinées (sulle propaggini meridionali della Creta di Mezzodì).

Incontri ravvicinati con la stupenda flora lungo il sentiero

 


Passiamo poi sulla destra orografica del Rio Ambruseit e, con alcune serpentine, raggiungiamo la piccola radura dove sorge il rifugio.

Attualmente attorno alla costruzione sono stati abbattuti numerosi alberi di abete e larice che precedentemente lo nascondevano.
 

 

 

Il rifugio aperto "Monte Sernio", detto anche "Palasecca", perché riedificato sui resti della casera Palasecca di Sopra a 1419 mt. di altitudine, è di proprietà del C.A.I. di Tolmezzo. La costruzione è in muratura, con parti in pietra e cemento, ed in legno. Su un piano e sottotetto, dispone di acqua corrente potabile all'esterno, incanalata da una sorgente.
 


Diventa irresistibile, per me e Debby portare fuori una panchina ed ascoltare il rumore dell'acqua nella pace del bosco


Al piano terra un unico, grande vano con spolert in mattoni (il grande camino preesistente è ora in disuso a causa del fumo che produceva). Ancora tavoli, panche e scansie ad uso dei visitatori e, nel sottotetto, tutto rivestito in legno, la ricettività di 10-15 posti letto sul tavolato. Abbiamo trovato il rifugio pulitissimo e rifornito di una buona scorta di legna, riparata all'interno di un nuovo deposito rustico costruito con tronchi di abete.
 

Mancano i servizi igienici.
Il "Monte Sernio" è sempre aperto e rappresenta un buon punto di appoggio per le ascensioni alla Creta di Mezzodì e al Monte Sernio, sulle pareti Ovest e Nord Est.
Sono circa 800 all'anno gli escursionisti ed alpinisti che transitano dal rifugio.

Il confortevole locale del piano terra

 

 

Purtroppo il Sernio non si lascia vedere, nascosto da nebbie e nuvole che si alternano velocemente fra le cime.
Anzi comincia a piovere e dobbiamo rinunciare a salire fino alla Sella della Creta di Mezzodì, dove un bellissimo panorama si allarga sull'altra vallata, quella di Paularo.

Sarebbe stato bello anche scendere, tramite la stessa sella, al Foran de la Gjaline, che sovrasta il rifugio Crauzarie.


Sarà per la prossima volta.


 

 








Torniamo giù e quasi alla fine del sentiero, usciamo su un prato fioritissimo, ultimo saluto della natura in questa silenziosa valle dell'Ambruseit.

 

 

 


 


ESCURSIONI E TRAVERSATE DAL RIFUGIO "MONTE SERNIO"

 

 

 

 

 

- si può scendere a Paularo per la Casera del Mestri e il ricovero M. Fuarmi in 3,15 ore sui sentieri C.A.I. 416-437

- raggiungere, come detto, il rifugio Grauzarie per la Casera del Mestri e il Foran de la Gjaline in 2 ore e 30 (sentieri C.A.I. 416-437)

- salire sul Sernio (m. 2148) attraverso la Forca Nuviernulis in 3 ore (sentiero 416-419), ed altre vie più impegnative.

 

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