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13 settembre 2002: dai laghi di Fusine in Val Romana al rifugio Zacchi e alla Capanna Ponza, alle pendici delle Ponze
(testi-immagini Annamaria Bianchi)

 

 


Andare al Zacchi, significa inoltrarsi nell'anfiteatro di monti - sulla cui linea di cresta corre il confine tra Italia e Slovenia - che chiudono la conca di Fusine.
Si tratta senza dubbio di una fra le più belle zone delle Alpi Giulie, molto interessanti per gli alpinisti: dalle cime delle Ponze (Grande e Piccola), alla Véunza, al piccolo Mangart di Coritenza fino all'imponente massiccio del Mangart, molte le arrampicate arditissime sulle pareti verticali di roccia calcareo-dolomitica per le vie ormai classiche.
Ma sappiamo accontentarci di un trekking che ci porterà ai piedi delle montagne.
 


 

 

Si imbocca la statale che da Tarvisio porta a Fusine; superato il paese, si devia a destra verso i laghi.
La partenza è dal lago superiore di Fusine (Tarvisio) a quota 941. Dal parcheggio si imbocca il sentiero 512  che inizia su una strada forestale, lungo il torrente Vaisonz. Bosco rado di abete con salici e mirtilli.
Un rapido movimento a sinistra, fra gli alberi: mi appare un  capriolo che si arresta per  osservarmi, sorpreso dal mio passaggio, mentre era intento a rosicchiare una corteccia.
In prossimità di uno slargo il sentiero si dirige a sinistra, rispetto alla strada forestale, risalendo una ripida costa sotto una fitta abetaia.



Un ultimo salto di roccia viene superato con alcune svolte, fino a raggiungere lo spiazzo dove sorge il rifugio Zacchi mt. 1380, con vista meravigliosa verso il Gruppo del Mangart.

Ecco come mi è apparso, nelle prime ore del mattino, all'uscita dal bosco in prossimità del rifugio, lo  splendido anfiteatro, con i raggi del sole che scivolano nei boschi dalle cime delle Ponze:
 

(attendere il caricamento....)

 

 

 


Rifugio Zacchi

 

Fra alti larici e faggi il rifugio Zacchi, di proprietà dell'Azienda Reg. Foreste, in muratura e legno, con una piccola costruzione aggiunta che funge da ricovero invernale, è stato ristrutturato conservando l'originaria struttura a capanna, con rivestimenti in legno e tronchi a vista.
Ospita fino a 20 posti letto, con acqua corrente, gruppo elettrogeno e riscaldamento a legna. E' gestito da giugno a fine settembre (tel. 0428 61195)

 

 

 


Ci accolgono il sorriso di Alessia, che aiuta nella gestione, e la tranquilla indifferenza di Nayke, che  preferisce approfittare dei caldi raggi del sole.
Scambiamo qualche parola e Alessia (che più tardi ci servirà un bel piatto di pasta coi funghi) ci dice che quest'anno al rifugio sono salite poche persone, probabilmente gli  escursionisti scelgono quei rifugi che si possono raggiungere "in macchina"!!.
E' un vero peccato che questo rifugio, a soli 90 minuti di cammino per tutti (chi preferisce, al posto del sentiero, può percorrere a piedi la strada forestale, in larga parte con manto di cemento) sia così poco frequentato!  


 

 

 

Il Zacchi si trova sotto la parete Ovest della Ponza Grande nel bosco inserito nell'anfiteatro delle montagne viste sopra che racchiudono l'area protetta del Parco di Fusine.
La struttura iniziale risale al 1919, quando venne costruito il rifugio sui resti di un vecchio capanno da caccia, con il nome di Capanna Piemonte.
Travolto da una valanga nell'inverno del 1932, venne successivamente ricostruito ed inaugurato nel luglio del 1947 come rifugio del C.A.I. di Tarvisio e poi intitolata al Colonnello degli Alpini Luigi Zacchi (accademico del C.A.I., morto nel 1950 reduce dalla prigionia in Russia).

Nei pressi del rifugio alcuni ruderi e una grossa pietra con incisioni del 30 ottobre  1940, ricordano le postazioni della 278^ Compagnia del  Battaglione degli Alpini Val Tagliamento e riportano alcuni nomi di militari caduti.

Dal rifugio decidiamo di salire, vorremmo raggiungere il panoramico Valico della Porticina (a 2,30 h.) ma scegliamo di salire almeno alla Capanna Ponza.
E' stato difficile interrompere l'accesa discussione fra Claudio e l'uomo-folletto di legno dal curioso cappello, sulle supremazie territoriali nel bosco e su chi dovesse cedere il passo, ma ce l'ho fatta, anche perchè il contendere si era fatto troppo unilaterale ...e abbiamo imboccato il sentiero 512 che sale nuovamente nel bosco.

Faggi e larici, sempre più larici e saliamo di quota...
questo esemplare lo devo immortalare!

Valeva la pena camminare ancora: lungo il percorso un terrazzo naturale, il "Belvedere",  con un panorama stupendo sulla vallata sottostante e i laghi di Fusine: le fotografie sono obbligatorie in questo caso.


















e ognuno...



vuole la sua...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ricovero Capanna Ponza   
 



Ancora pochi tornanti nel bosco e ci appare, immersa fra i larici, in una breve radura incantevole, sul fianco boscoso della Ponza Grande.

Pare la capanna delle fiabe, circondata da oggetti nati in questo bosco: un semplice "trono", panche, la fontana-abbeveratoio, tutti ricavati da tronchi di legno.


 

 

 

 

 

 

 

 

 


Salutiamo Ponza e Zacchi, e giù di corsa per riuscire a rubare qualche raggio di sole ai laghi di Fusine

Il ricovero Capanna Ponza (mt. 1657) è situato sullo stesso versante del Zacchi, trecento metri più in alto sul sentiero che porta al Valico della Porticina (h. 0,30) e al monte Svabeza (sentiero C.A.I. 512).
Ci troviamo al limite della vegetazione arborea, di soli larici e pini mughi, e in poco tempo si possono da qui raggiungere i nudi contrafforti delle Ponze e il confine con la Slovenia situato a Forcella della Ponza, lungo il crinale spartiacque.
La capanna, in muratura e legno, è una semplice costruzione. Il ricovero. di proprietà dell'Az. delle Foreste,  è chiuso al pubblico, tranne il  sottotetto, cui si accede con scala esterna, che può ospitare sei posti letto.
Da qui, oltre che al Valico della Porticina e alla cima del monte Svabeza, si può salire alla Ponza Piccola (m. 1925 - dalla Porticina h. 0,50) o scendere al Lago Inferiore di Fusine per il m. Svabeza (h. 2).

 

 

 

 

Dal lago superiore uno sguardo alle possenti montagne che ricevono l'ultimo sole.

 


Laghi di Fusine


 I laghi, Superiore e Inferiore, sono piccoli bacini di sbarramento di natura morenica e costituiscono l'aspetto più suggestivo della verde conca avvolta da abeti, compresa nel Parco Naturale di Fusine.
L'aspetto importante è dato però dall'estensione della foresta, che sale sugli erti pendii fino alle pareti delle Ponze con una copertura pressoché continua.
L'abete rosso è il re di questa foresta, seguito dal faggio e quindi dai larici e dai pini silvestri nelle zone scoscese delle quote più elevate.
Numerose le specie animali che vivono indisturbate, favorite dalla tutela ambientale: fra gli ungulati il cervo, il capriolo e il camoscio.
Dei tetraonidi il forcello, il gallo cedrone, il francolino di monte e la pernice bianca.

 

 

Ancora pochi giorni e comincerà il freddo in questa zona, nota per il clima più rigido di tutta la regione. C'è da godere perciò nei tramonti di fine estate di quest'atmosfera che ancora non ha spento il verde cupo del bosco e quello cristallino dell'acqua e riceverne un senso di pace.
Lascio ora descrivere alle immagini come la natura in questa valle sia stata generosa in quanto a bellezza.

pascolo al lago Superiore


 

 

 

 


 

 


 

      Lago Inferiore di Fusine


 


...due giovani calorosi, scendono ad esplorare le acque del lago inferiore

L'ultimo saluto da due fedeli amiche del lago, mentre il sole scende e pensiamo alla prossima escursione al rifugio Calvi.

 

 

   
 
Il prossimo trekking al rifugio Calvi, Passo Sesis, monte Oregone
 

 

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