in collaborazione con l'Associazione Oncologica Alto Friuli

 

Nel titolo lo slogan dell'iniziativa "Patto per la salute" promossa
dall'Unità Operativa di Oncologia dell'A.S.S. n. 3 "Alto Friuli".
E' inutile nascondersi dietro il classico  "a me forse non capiterà, non ci voglio pensare...", come anche chiudere gli occhi di fronte alle statistiche allarmanti che registrano in Italia 160.000 casi di decessi all'anno per cancro. 
Molti di noi hanno avuto a che fare, direttamente e no, con questa dura esperienza. Chi, fortunatamente, ne è stato risparmiato o conosce poco sull'argomento,  potrebbe trovare utili queste "regole" di base per la prevenzione dei tumori in generale e di alcuni in particolare. 
Ci siamo rivolti all'Associazione Oncologica Alto Friuli, che da alcuni anni opera sul territorio, secondo le finalità espressamente istituzionali, ed anche a livello di informativa sulla prevenzione. Ringraziamo quindi il Dott. E. Vigevani per la cordiale collaborazione.
Ci illudiamo (ma lo facciamo lo stesso) con questa pagina web, di offrire  un nostro piccolissimo contributo alla prevenzione.
In parole semplici, cos'è il cancro.
Il nostro organismo si compone di tantissimi elementi, ciascuno dotato di vita e attività proprie: le cellule. Tutte crescono e lavorano mantenendo stretti rapporti di vicinanza e di collaborazione con le altre.
Le cellule del tumore maligno, o cancro, perdono queste strettissime correlazioni e iniziano a crescere e a proliferare egoisticamente, senza nessun rispetto per le altre cellule e per l'organismo stesso. Questo tenta di difendersi dall'"invadenza", anche se da solo frequentemente è destinato a soccombere.
Un segno di questa aggressività del tumore maligno è la tendenza che esso ha, almeno nelle fasi avanzate, a colonizzare tessuti e organismi diversi da quello di partenza.
L'Associazione Oncologica Alto Friuli

Prevenzione tumori
Prevenzione melanoma
Prevenzione cancro del colon retto
Prevenzione tumore al seno

 

 

 

      Associazione Oncologica
      Alto Friuli

L'Associazione, della quale è Presidente il Dott. E. Vigevani, è stata istituita legalmente nell'ottobre del 1997, presso l'Unità Operativa di Oncologia del Presidio Ospedaliero di Tolmezzo.
La sua finalità è aiutare i malati oncologici nell'ambito dell'Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 "Alto Friuli" con interventi mirati a:

  • migliorare le condizioni di assistenza del malato sia in ambito ospedaliero che a domicilio;

  • potenziare i mezzi diagnostici, terapeutici e riabilitativi a disposizione dell'Unità Operativa di Oncologia;

  • fornire un adeguato supporto umano e psicologico al malato ed ai suoi familiari;

  • promuovere l'aggiornamento scientifico del personale medico e infermieristico che opera per i pazienti oncologici.

L'Associazione ha un Conto Corrente presso la filiale di Tolmezzo del Banco di Brescia: n. 18963.

Per ogni informazione, chiamare l'Unità Operativa di Oncologia del Presidio Ospedaliero di Tolmezzo, al n. 0433 488601 e il D.II. Medico del Presidio Ospedaliero di Gemona al tel. 0432 989204.

L'indirizzo:

Associazione Oncologica Alto Friuli
Via Morgagni, 18 - 33028 Tolmezzo UD

 

 

        Prevenzione Tumori
       vademecum per la prevenzione del cancro



In Italia ogni anno muoiono 160.000 persone a causa del cancro. Questa malattia è dovuta nell'80-90 % dei casi al nostro stile di vita e a fattori ambientali.
Si calcola che con l'abolizione del fumo di sigaretta, adottando una corretta alimentazione e sottoponendosi regolarmente a determinati esami diagnostici, si potrebbe ridurre il numero di queste morti del 40%.
Ciò vuol dire che semplicemente modificando le nostre abitudini ed il nostro comportamento si salverebbero ogni anno in Italia ben 64.000 persone: una popolazione numericamente non molto distante da quella residente nel territorio della nostra Azienda Sanitaria.

Due sono le cose fondamentali che dobbiamo fare se vogliamo ridurre la mortalità dovuta ai tumori:

LA PREVENZIONE e  LA DIAGNOSI PRECOCE




La PREVENZIONE consiste nell'adottare tutte quelle misure in grado di eliminare o per lo meno ridurre le cause conosciute di insorgenza del cancro; perciò è importante che tutti siamo informati su quanto è consigliabile fare e su quanto è meglio evitare nella vita di ogni giorno.
La DIAGNOSI  PRECOCE si basa sull'evidenza che la malattia tumorale, diagnosticata in una fase ragionevolmente precoce, è molto spesso curabile in maniera definitiva.
Per questo sottoporsi regolarmente agli esami diagnostici consigliati e prestare attenzione a determinati disturbi segnalandoli al proprio medico può essere determinante.

         Decalogo Europeo
         contro il cancro

1 - Se fumo, cerco di smettere al più presto, e non fumo in presenza di altri, soprattutto dei miei figli.

2 - Cerco di moderare il consumo di alcolici: vino, birra, liquori.

3 - Aumento il consumo giornaliero di verdura e frutta fresca, mangio spesso cereali ad alto contenuto di fibre, evito di mangiare grassi.

4 - Evito l'aumento del peso corporeo, incremento l'attività fisica.

5 - Evito l'esposizione eccessiva ai raggi del sole, soprattutto nelle ore più calde della giornata, proteggo la mia pelle e quella dei miei figli dalle scottature.

6 - Mi attengo strettamente alle norme che invitano a non esporsi alle sostanze conosciute come cancerogene. Rispetto le istruzioni di igiene e sicurezza per le sostanze cancerogene negli ambienti di lavoro.

7 - Consulto il medico se noto un gonfiore soprattutto al collo, alle ascelle ed agli inguini; una lesione che non guarisce, anche in bocca; un neo che cambia dimensione, forma, colore o che sanguina; se noto del sangue nelle feci e nelle urine.

8 - Consulto il mio medico se ho una tosse persistente e, se fumo, qualora la mia tosse abbia cambiato le sue caratteristiche, ed infine se nel catarro compare del sangue. Mi faccio controllare se la mia voce cambia tonalità. Consulto il mio medico se compare stitichezza se soffro di diarrea prolungata o se i due disturbi si alternano, se urino in maniera difficoltosa, se calo di peso in maniera inspiegabile, se ho febbre, prurito o sudorazione persistente.

9 - Effettuo regolarmente il PAP test almeno ogni tre anni, ma se non l'ho mai fatto lo farò al più presto.

10 - Eseguo regolarmente l'autopalpazione al seno, se ho compiuto 40 anni eseguo la mammografia, che ripeto con una frequenza stabilita dallo specialista. Se nella mia famiglia ci sono stati casi di tumore al seno inizio i controlli a 25 anni.

 

 

 

 






   Prevenzione Tumori della Pelle

 I dati epidemiologici ci dimostrano come la nostra Regione sia purtroppo tra i primi posti in Italia per incidenza del melanoma e per la mortalità da melanoma.

Oltre ai noti benefici sul corpo e sull'umore, l'arrivo del sole e della bella stagione comporta però anche alcuni rischi per la salute, rischi che possono essere controllati con alcuni semplici accorgimenti attuabili da ognuno di noi.
Ci riferiamo in particolare al melanoma della pelle, una forma di tumore legata in particolare all'esposizione dei raggi del sole, malattia che nella nostra Regione ha una incidenza molto elevata. Il melanoma cutaneo è una forma di tumore sulla quale gli interventi di prevenzione possono avere un notevole successo: compare sulla cute, quindi è visibile, ha di norma un lento accrescimento iniziale, rimane a lungo superficiale nella maggioranza dei casi. In realtà spesso la modificazione di un neo preesistente, o la comparsa di una nuova "macchia" sono episodi che vengono trascurati.
I fattori che portano alla comparsa del melanoma sono diversi: sembrano essere coinvolti fattori genetici (particolarmente colpite le popolazioni nordiche con capelli biondi, castani o rossi, occhi chiari, carnagione chiara che si scotta facilmente al sole), è stata individuata una familiarità, sono probabili influenze ormonali, ma soprattutto è importante l'esposizione ai raggi solari eccessiva. Pertanto, alcune precauzioni molto semplici possono essere determinanti nel prevenire la comparsa del melanoma; l'attenzione maggiore deve essere posta dai soggetti a rischio elevato e medio (vedi la tabella seguente), ma sono indicazioni comunque valide per tutti.                  

AUTOVALUTAZIONE

La vostra pelle si abbronza facilmente e tollera bene il sole? Non avete nei? Avete qualche neo regolare che è rimasto inalterato? NESSUN RISCHIO PARTICOLARE

Avete sofferto in gioventù di scottature solari? Avete più di 40 nei? Avete molte lentiggini? Avete parenti che hanno sofferto di melanoma? Avete uno o più nei irregolari o di diametro superiore a 1 cm.?         BASSO RISCHIO

Avete 1 o più nei irregolari per bordo, colore  e dimensioni?
Avete 1 o più nei maggiori di 6 mm. e/o che si modificano?
Avete un neo comparso in età adulta e che si modifica?

                                                          RISCHIO ELEVATO


   Decalogo contro il melanoma
  1.  Evitare le esposizioni eccessive e le scottature da sole, soprattutto nei bambini e in soggetti con cute pallida che si abbronza con difficoltà e si scotta facilmente;

  2. Non esporre al sole i bambini fino al 6° mese;

  3. Evitare le esposizioni al sole dalle ore 11 alle ore 14;

  4. Utilizzare cappelli con visiera, camicie, magliette, occhiali;

  5. Utilizzare l'ombra naturale (alberi, ecc.) e creare protezioni con ombrelloni;

  6. Ricordare che la migliore fotoprotezione è l'ombra e che un indumento appropriato protegge più di una qualunque crema solare;

  7. Usare, specie se si ha la cute pallida, creme solari ad alta protezione che contengano filtri bloccanti sia gli UVE che gli UVA;

  8. Le creme solari devono essere resistenti all'acqua ed applicate più volte al giorno;

  9. Alcune sedi sono da proteggere in modo particolare: naso, orecchie, petto, spalle, dorso, piedi, cuoio capelluto (specie se calvi, ma non solo);

  10. Evitare le abbronzature artificiali (lettini UVA) che oltretutto invecchiano precocemente la pelle.


 

 

Prevenzione cancro
del retto-colon

Il cancro del grosso intestino (colon e retto) è molto frequente in Italia; ogni anno si ammalano dalle 20 alle 30 mila persone e circa 18.000 muoiono in conseguenza di tale malattia.
L'incidenza è di 30-50 casi ogni 100.000 abitanti.

Nel territorio dell'Alto Friuli le neoplasie dell'apparato digerente rappresentano la prima causa di morte per tumore.

La maggior parte dei CCR sono il risultato della trasformazione di un polipo.
La sopravvivenza dipende dallo stadio della neoplasia, quindi è molto importante identificarla precocemente. Si può ridurre in modo significativo l'incidenza e la mortalità per CCR attraverso varie strategie:

  1. PREVENZIONE PRIMARIA

  2. PREVENZIONE SECONDARIA

  3. DIAGNOSI TEMPESTIVA

  4. SORVEGLIANZA DEI SOGGETTI A RISCHIO ELEVATO

 

         Prevenzione primaria

Con questo termine si identificano tutti quei provvedimenti che possiamo mettere in atto per non venire in contatto con le cause esterne - cioè ambientali - che comportano un aumento del rischio di contrarre una malattia.
I fattori ambientali che si associano ad un aumentato rischio di cancro del colon sono di tipo alimentare. Per ridurre il rischio bisogna evitare il consumo eccessivo di grassi animali: carne, burro, panna, formaggi, uova, insaccati, ecc., mentre bisogna assumere quotidianamente frutta e verdura fresca, che contengono fibre e vitamine, importanti per il loro ruolo protettivo.
Una riduzione del rischio è garantita anche dall'esercizio fisico e dal controllo dell'obesità.

     Prevenzione secondaria

Si riferisce a quegli interventi di natura medica (esami strumentali di laboratorio...) che rendono possibile una diagnosi precoce della malattia e quindi una cura adeguata.

             SINTOMI DI ALLARME

  • RETRORRAGIE

  • PRESENZA DI SANGUE E MUCO NELLE FECI

  • TENESMO (sensazione dolorosa di dover evacuare, senza risultato)

  • DEFECAZIONE IN PIU' TEMPI RAVVICINATI

  • STIPSI DI RECENTE INSORGENZA

  • SENSO DI INCOMPLETA EVACUAZIONE

Questi sintomi non caratterizzano solo le neoplasie, ma possono essere indicativi anche per altre patologie di tipo infiammatorio o funzionale; per queste deve comunque essere sempre prevista la diagnosi differenziale.

            Diagnosi tempestiva

Nel cancro del colon-retto ci sono diversi esami che consentono una diagnosi tempestiva:

  1. ESPLORAZIONE RETTALE - Viene eseguita nel corso della visita del medico.

  2. SANGUE OCCULTO NELLE FECI - Questo esame sembra poco attendibile perché non tutte le neoplasie sanguinano (l'esame può risultare falsamente negativo) e perché i sanguinamenti possono derivare da cause non tumorali (esame falsamente positivo). Quindi non è del tutto certo che si tratti di un efficace test di screening per la popolazione.

  3. COLONSCOPIA - I tumori del colon e del retto, nella maggior parte dei casi, nascono da un precedente polipo adenomatoso benigno che nel corso del tempo si trasforma progressivamente in cancro. La colonscopia permette di identificare quei polipi e asportarli prima che avvenga la trasformazione, oppure di asportare il polipo trasformato in una fase ancora iniziale.
    E' dimostrato che l'effettuazione di almeno una colonscopia, preferibilmente fra i 50 e i 60 anni, permette di ridurre sensibilmente la mortalità per cancro del colon-retto.

  4. CLISMA OPACO - (se non è possibile la colonscopia): è un esame radiologico utile, ma che non permette di avere informazioni così precise come con la colonscopia.

 

 

Che fare per prevenire il cancro del colon-retto?

Sorveglianza di soggetti a rischio     elevato per cancro al colon
chi sono i soggetti a rischio?

  • CAMBIARE il tipo di alimentazione, normalmente ricco di grassi animali, scegliendo una dieta che privilegia la frutta e la verdura fresca.

  • ATTENZIONE alla presenza in famiglia di cancro del colon-retto;

  • CONSULTARE lo specialista ed il proprio Medico di medicina Generale in presenza di sintomi simili a quelli descritti.



 Esiste una predisposizione genetica al cancro del colon e del retto. In un prossimo futuro sarà possibile anche eseguire dei test per valutare il rischio genetico di ammalarsi di questa forma di tumore.
In presenza di sintomi quali quelli che abbiamo descritto, o in presenza di situazioni familiari di cancro del colon retto, è importante che le persone si rivolgano tempestivamente al proprio medico di Medicina Generale o allo Specialista, professionisti che provvederanno a identificare il rischio ed a consigliare le eventuali indagini diagnostiche più appropriate, se necessario.
Particolare attenzione deve essere posta da:

  • chi abbia almeno 3 parenti consanguinei, uno dei quali di 1° grado (genitore, fratello, figlio), che siano riscontrati affetti da cancro del colon;

  • soggetti nei quali sia stato riscontrato ad uno o più familiari consanguinei il cancro del colon prima dei 50 anni di età;

  • chi abbia riscontro di questo tumore in due diverse generazioni nella stessa famiglia (a questi soggetti è consigliata colonscopia o, in alternativa, rettosigmoidoscopia e/o clisma opaco a doppio contrasto ogni 5 anni con inizio a 40 anni);

  • individui già operati per cancro del colon e /o per polipi adenomatosi; (è consigliata una colonscopia ogni anno, per i primi tre anni, poi ogni tre anni);

  • individui già operati per cancro del retto e/o per polipi adenomatosi (è consigliata una rettoscopia ogni 6 mesi nei primi tre anni - quando è maggiore il rischio di recidiva locale - poi ogni tre anni);

  • individui con colite ulcerativa o Morbo di Crohn di lunga durata: a questi è consigliata colonscopia di controllo ogni anno dopo i primi dieci anni di malattia per ricercare l'eventuale comparsa di displasia che è un indicatore di rischio per l'evoluzione in cancro di tali patologie;

  • si segnala un più frequente riscontro di cancro del colon associato a quello dell'endometrio delle ovaie, del tratto epatobiliare, dello stomaco.

 

 

 

 

Prevenzione del cancro al seno

 

Prevenzione del cancro
al seno

Il cancro della mammella è sicuramente il tumore più frequente nella donna ed anche quello che, tra tutti i tumori, ne causa più spesso la morte. In Italia una donna su 13 si ammala e una su 30 muore per cancro alla mammella.
Non sono note le cause precise di questa malattia, anche se determinate condizioni si sono rivelate più "a rischio":

  • età maggiore di 35 anni;
  • nulliparità;
  • lunga durata età fertile;
  • familiarità;
  • precedente cancro mammario;
  • obesità;
  • ecc.

 

 

 

Segni e sintomi

Diagnosi

Il cancro della mammella si manifesta generalmente con un nodulo o un ingrossamento, localizzato per lo più nella parte della mammella più vicina all'ascella. Con minore frequenza possono essere interessate anche le altre regioni della ghiandola.
Le manifestazioni che la donna non deve sottovalutare sono a carico di:

 

  • PELLE: anormalità di colore eczema, retrazione, raggrinzimento;

  • GHIANDOLA: presenza di nodulo, ispessimento, con o senza dolore - mutamento di forma;

  • CAPEZZOLO: secrezioni, retrazioni o cambiamento di forma;

  • ASCELLA: noduli.

 

 

(A Tolmezzo opera in questo specifico campo, l'Associazione A.N.D.O.S : Associazione Nazionale Donne Operate Al Seno, sulla quale c'è una pagina in questo sito)


AUTOESAME

Permette di individuare quasi tutti i tumori del seno. La sua utilità è garantita se viene fatto con regolarità, una volta al mese, dopo il ciclo per le donne in età fertile, in maniera corretta e scrupolosa.
Tutte le donne adulte dovrebbero periodicamente essere controllate presso un apposito centro. Al medico dovrebbero rivolgersi comunque tutte quelle che presentano un disturbo o una anormalità all'autoesame.

ESAME CLINICO

E' il primo approccio da parte del medico e consiste nell'ispezione e palpazione accurate della mammella e del cavo ascellare. Il suo limite è di non individuare sempre tumori di piccole dimensioni.

ECOGRAFIA
Del tutto innocua, permette principalmente di distinguere la natura liquida o solida di un nodulo.
MAMMOGRAFIA

E' certamente la metodica più importante, anche se non può essere disgiunta da un esame fisico accurato e deve essere interpretata da un medico radiologo competente.
Con una dose minima di radiazioni permette di individuare noduli al di sotto della percettibilità con ciascuna delle precedenti procedure.
L'autoesame fatto regolarmente, una visita medica una o due volte all'anno (a seconda dell'età e a giudizio del medico) nonché una mammografia ogni due anni, dopo i 50 anni, possono essere uno schema di diagnosi precoce molto efficace e consentire di individuare tumori di piccole dimensioni.

AGOSPIRATO ED ESAME CITOLOGICO

Il prelievo con ago sottile di alcune cellule, eseguito sulla base dell'esame clinico o mammografico, può offrire, in mani esperte, una diagnosi di certezza. Con questa procedura inoltre si svuotano le cisti per poterne esaminare il contenuto.
La ricerca di cellule maligne può essere eseguita anche sulla secrezione del capezzolo raccolta su un vetrino.

BIOPSIA

Consiste nella asportazione chirurgica del nodulo. Va effettuata quando tutte le indagini non hanno accertato la natura della lesione. Precede comunque il trattamento chirurgico definitivo, che può essere attuato immediatamente nel caso l'esame venga fatto durante lo stesso intervento, oppure rinviato ad un secondo momento.

TRATTAMENTO

Oggi il trattamento dei tumori è compito affidato a medici di varie discipline e il miglior risultato è frutto del lavoro concertato di chirurgo, oncologo medico, radioterapista, immunologo, anatomo-patologico, ecc.
Ogni caso deve essere affrontato in comune durante tutte le fasi per decidere la più idonea strategia terapeutica (chirurgia, radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia, chirurgia ricostruttiva)

 

 

 (le  rondini sono state fotografate da Nazaria Zatti di Ampezzo)