Scuola in Carnia

Immagini e ricordi

 

 

 

(Due foto-ricordo da Annamaria Brollo Boz)

Tolmezzo - Anno scolastico 1939/40 - anno XVIII dell'era fascista
 

 
 

Classe seconda elementare - Insegnante Erminia Candotti, fascista onestamente convinta.
Questa foto vuole significare: Autarchia.
In classe c'era un secchio d'acqua dove si metteva tutta la carta straccia, si strizzava, si ricavavano palle che, asciutte, venivano messe nel fuoco, per aiutare il funzionamento dei termosifoni. Come si vede si filava, si lavorava ai ferri, si ricamava, si cercava di essere il più possibile autosufficienti.
Il giardino della scuola era stato trasformato in orto, dove si seminavano patate, fagioli e altro.
Più tardi si confezioneranno sciarpe e guanti per i valorosi soldati inviati a combattere in Russia!
Si scendeva in cantina svelti e composti per abituarci, eventualmente, ad adoperare le maschere antigas e difenderci dalle incursioni aeree.
C'era la refezione per i bambini poveri e c'erano solo patate, fagioli, farina di mais, latte e ortaggi nelle nostre case. Zucchero, caffè, olio, burro, formaggio, carne, biscotti parevano miraggi!
Facevamo tanta ginnastica, indossavamo le nostre brave divise e, tutto sommato, noi bambini non eravamo scontenti.
Cantavamo, cantavamo gli inni patriottici e ci convincevamo sempre più che il nostro era un popolo forte, bello e invincibile!
Grosso modo questo è il significato della fotografia...io avevo otto anni.

 
 
 
 

 

"Collegio delle Giannelline" Tolmezzo 1939/40

 

Foto ricordo di pomeriggi trascorsi in compagnia di tante bambine di età varia, comprese le orfanelle.
Con noi c'è don Carlo Englaro, cappellano di Mons. Ordiner, arcidiacono pievano di Tolmezzo.
Tanta semplicità, però in cortile c'erano già alcuni giochi: la giostra, le altalene, le corde per saltare, le palle da muro.
Si ricamava e si pregava ed io non vedevo l'ora di tornare a casa mia, dove mi sentivo libera e felice di correre, di arrampicarmi sugli alberi e di andare liberamente sulla mia altalena senza aspettare i turni.
Si viveva molto semplicemente, ma non male.
Ricordo la mia infanzia con molto piacere e nostalgia. Sono stati anni, nonostante tutto, felici.

 

Annamaria Brollo Boz