Scuola in Carnia

Attualit

 

Zuglio:

Gli alunni delle elementari allestiscono un proprio
 "Mini museo della contadinanza"
con gli oggetti della stall
a

 

 

Giugno 2003 - "LINGUA FRIULANA ALIMENTAZIONE SANA-NATURA-AMICA", questo il progetto di lavoro per il corrente anno scolastico che ha visto alacremente all'opera alunni, insegnanti e famiglie della scuola elementare del Plesso di Zuglio e che si concluso con la mostra sulla contadinanza allestita nei locali della scuola.

Meritava fare un salto alle elementari dell'antica  "Forum Julii", tranquillo storico comune ai piedi della bellissima Pieve di San Pietro.

Il percorso-studio dei ragazzi partito dalla lunga storia della fame, fin dall'et della pietra, per approdare  all'alimentazione di oggi. Hanno effettuato numerose visite fra le quali quelle  in una fattoria, in una  piccola latteria come nella  industriale fino alla  singola famiglia che ancora ha la vacca e produce il formaggio, lass nel piccolo borgo  Plan di Coes. Hanno perfino assistito alla nascita della vitellina Ulderica.

Naturalmente il ciclo fieno-latte-formaggio quello sul quale lo studio si di pi soffermato, essendo stato questo l'aspetto pi importante anzi  fondamentale per l'economia familiare della Carnia fino a non molti anni fa.
Quindi in questo caso la scuola si fatta davvero "di vita", quella ormai passata, ma impossibile da dimenticare solo se diamo uno sguardo ai verdi pendii della Carnia che in un sogno, solo utopico, immaginiamo ancora come ricchi pascoli. Chiss, forse questi giovani sapranno in futuro, non solo per nostalgia, trovare vantaggiose risorse dallo sfruttamento intelligente dei prati non pi inselvatichiti e delle salutari malghe di altura.


 

   

Pannelli, disegni, fotografie, ma quello che pi conta aver ritrovato su sacchi di canapa o appesi al chiodo gli oggetti quotidiani dei campi e della stalla, portati l dal buio di un ripostiglio o di uno stavolo abbandonato di nonni e parenti, a ricordarci parole, gesti, odori e i suoni come quello del sampgn, il campanaccio legato alla cjanive, il legno incurvato, tutt'uno col collo della vacca.
Dalla mostra, abbiamo scelto alcune immagini e terminologie.

TERMINOLOGIA

STALI stavolo, costruzione in muratura, di solito a due piani: il superiore per il fienile, l'inferiore per la stalla
CJEGE DAL FRANDEI piccolo spazio ricavato all'interno della stalla per contenere il fogliame
BUSE DAL GOLR gola tra il fienile e la stalla per farvi scendere il fieno
SAMPOGN campanaccio in lamiera o in ottone, appeso al collo degli animali, soprattutto al pascolo in montagna (mont), per mezzo della cjanive.
CJANIVE legno ricurvo a forma di U, posto attorno al collo del bestiame, munito di campanaccio.
SCJERNI apprestare il letto agli animali nella stalla., costituito da foglie secche (frandei)

 


 

dal "vagn" alla "stringhie", dal "saulins" al "fen"


 

MUSERUOLE-MUSL musoliera per vitelli, asini, buoi, cavalli, che si metteva per impedire che si fermassero a mangiare arbusti o, nella stalla, perch non mangiassero eccessivamente
CJAMOSSE tettoia aderente ad una stalla per contenere fogliame
BATUDE latticello, liquido che rimane nella PIGNE" dopo aver tolto il burro, era usato come purgante
BRUME panna da affioramento
BUAE sterco dei bovini
BEVER condurre le mucche all'abbeveratoio
BOVR guardiano dei bovini
BEVARN bevanda composta da acqua, farina o crusca: si dava ai bovini per ristorarli, medicarli o ingrassarli
BER terreno erboso vicino all'abitato
CAGLADE cagliata, coagulo della caseina contenuta nel latte ad opera del "CLI"

Il "Gei di bande", gerla di lamiera, utilizzata per portare il letame dalla stalla nei campi e negli orti e il "seglt" o "caldarele", secchio per contenere il mangime o "lec"

CASERE edificio che ospita le persone (dal latino "caseum", da cui caseina), casaro, caseificio
CELR parte della casera e della latteria adibita alla salatura ed al deposito/stagionatura del formaggio; in malga anche deposito della ricotta, del burro e dei generi alimentari per l'alimentazione umana
CERVIL legno dove c' il buco per inserire la catena
CJACE FORADE ramaiolo forato per raccogliere la ricotta che affiora sul siero e metterla nei sacchetti
CJADENA catena di ferro per sostenere le pentole sul fuoco
CJADENE catena di ferro utilizzata per tenere legati i bovini
CJALDERIE grande recipiente in rame usato generalmente per la preparazione del formaggio
CJAM  LA MONT salire in malga
CJAMPEI prato concimato vicino alla casera e alle logge
CJAVECE cavezza formata da una semplice corda legata al muso e al collo dell'animale. La vacca portava la cavezza solo quando usciva dalla stalla.

I "grifs", di ferro con  punte, si allacciavano  alla suola delle scarpe, per camminare con sicurezza in pendii ripidi o coperti di ghiaccio.
A 4 punte venivano usati sui prati ripidi per falciare l'erba, a sei punte per  gli scarponi dei boscaioli.

CASSELE DAL LEC cassetta di legno per dare ai bovini il lec (mangime)
COPE coppa di metallo, dotata di linguetta che la vacca abbassa quando ha sete facendo fuoriuscire l'acqua
U formaggio
DLBIDE calzatura grossa fatta a conca ("concje") con spessa suola di legno dal bordo rialzato e la tomaia di cuoio fino a mezzo piede
FED figliare degli animali
FILE raduno serale nella stalla
GHITARE attrezzo di legno con sottile corde di acciaio, utilizzato per sminuzzare la cagliata.
GLOVE attrezzo in metallo, con corde abbastanza grosse da rompere la cagliata. Attrezzo di legno al quale veniva legata la vacca quando veniva portata alla monta.
GRİFS arnese di ferro con punte, s'allacciava alla suola delle scarpe per camminare con sicurezza in luoghi molto ripidi o coperti di ghiaccio.
GRIFETES simili ai precedenti solo con punte pi piccole

Il "tae fen" (taglia fieno) strumento per falciare il fieno ammucchiato, con manico di legno e bilama in metallo

LEDN letame
LGE edificio che ospita il bestiame
MNGE giovenca
MLGI mungere
PASSN pascolo per la vacca da latte
PIGNE zangola, recipiente di legno (vedi illustrazione)
RAMİNE contenitore in rame per la conservazione del latte munto la sera
RIARIE canale di scolo per il liquame, posto in fondo alla lettiera della vacca
SAC DA SCUTE sacco in lino utilizzato per la raccolta, la sgocciolatura e stampo della ricotta
SL sale usato per salare il formaggio

La "cjalderie" , grande recipiente in rame per la preparazione del formaggio e vari "talc", stampi per formaggio.
La cjalderie veniva anche usata per fare il bucato, in una grande stufa di mattoni nelle vicinanze dell'abitazione, naturalmente con l'uso della cenere.

SL DI CANL chiamato anche "sale inglese", solfato di magnesio da aggiungere al sr per coagulare i granule rimasti dopo la "caglade" del formaggio ed ottenere la ricotta "Scuete"
SALINE recipiente con acqua e soluzione salina satura, posta all'interno del "celr", dove si immergono le forme del formaggio per la salatura.
SARGJAL le canne del mais con le foglie seccate e tagliate con un attrezzo apposito, costituivano un mangime per le vacche.
S'CJAM LA MONT scendere dalla malga.
SCUĖTE FRANTE ricotta preparata con aggiunta di sale, pepe, panna, conservata in recipienti di vetro
SI ricotta affumicata sulla "secjarle"
SIR acidificante naturale aggiunto al sr per ottenere la ricotta
SFORCJAS bastoni di legno, generalmente 4, erano posizionati due davanti e due dietro infissi nella gerla, quando si trasportava il fieno
SR liquido residuo all'interno della caldaia dopo la raccolta del formaggio e della ricotta
SPONGJE burro


Il "buinc", l'arconcello per portare secchi sulle spalle
 

 
TABIO tavola munita di sgocciolatoi sulla quale nelle casere o piccole latterie si pone il formaggio appena immesso nella forma "tal"
TAL asticella di faggio incurvata e tenuta stretta da una cordicella. Vi si poneva la forma del formaggio per darle forma circolare. Una volta, in ogni famiglia, ve n'erano di diverse misure. Oggi sono di metallo e ancora in funzione nelle latterie
TRASIF mangiatoia di legno, posta lungo il muro principale della stalla, di fronte alla porta
TMAR recinto antistante le logge, con abbeveratoio per le vacche
TLE teli di lino per raccogliere dalla "cjalderie" il formaggio appena cotto per scolarlo e metterlo nel "tal"
TTE capezzolo della mammella
VRI sacco mammellare delle vacche
VACJE vacca da latte
VIGJEL vitello
LEC farine vegetali per integrazione al foraggio dei bovini

La "pigne" , zangola, recipiente di legno a doghe, lungo e stretto, con cerchi in legno o ferro,, veniva utilizzata per sbattere la "brume" (panna) nella preparazione del  burro.
Il bastone, con alla base un piatto di legno forato, veniva agitato ritmicamente per separare il grasso della panna dalla "batde" ed ottenere il burro di pura panna /dal latino "pinguis").

 ....e infine qualcosa sul gei, la gerla

spartui: (costole) sempre in numero dispari, 19 per la gerla piccola, 21 per le grandi

screnes: fascette trasversali di legno di nocciolo, tagliate sottili, si intrecciano ai "spartui" verticali, infilati per l'estremit inferiore nel fondo

bracedories: un tempo di nocciolo, oggi di tela, servono per sorreggere la gerla agevolmente

font: (il fondo) formato da una tavoletta trapezoidale di "fau-fair" (faggio), in cui vengono infisse le costole.

Mace di noglr: va raccolta in "bon di lune, no quant cha va in amr", altrimenti la gerla marcisce e non deve avere pi di due anni. Il taglio per ottenere las screnes deve essere obliquo (destra-sinistra), va tolta la scusse (cadono le sissules). In media da "una mace buine" si ottengono 6/7 screnes. Per ottenere i spartui si deve togliere il membro (interno) e prima di usarli vanno tenuti "al clip".
 

Uscendo dai locali della scuola di Zuglio, lo sguardo va inevitabilmente alla Pieve di San Pietro, proiettata verso le nuvole, e dinnanzi a noi, guarda caso,  un  edificio con fienile.
 


 

  Nello stesso locale della mostra, un settore dedicato alla "mela", altro progetto realizzato dagli alunni
(la mostra potr essere visitata anche ad inizio anno scolastico)