Immagini Barbara Visonà

                                                                                 Nell'affascinante nord del Cile con Barbara e Lorenzo

 

Il viaggio è stato organizzato esclusivamente da me e mio marito e, solo per il nord del Cile, visto il territorio, abbiamo trovato via Internet una piccola agenzia che è stata molto professionale sia nel mantenere i contatti via e mail per preparare i tours, sia nel supportarci  in loco.


     
     
 

 
     
 
 
 

Il nostro viaggio inizia, dopo una brevissima tappa tecnica a Buenos Aires, dalla capitale della Terra del Fuoco nonché dalla città “mas austral del mundo”: Ushuaia.

Poche ore bastano per renderci conto di come questa cittadina si sia sviluppata turisticamente proprio in quanto punto di partenza strategico di molte escursioni sia in Antartide che nella Terra del Fuoco. E quest’ultima è proprio la nostra metà. Ci imbarchiamo sulla Mare Australis una motonave  molto piccola ma altrettanto carina e  accogliente: l’aria che si respira qui  non è certo quella del  lusso  e della mondanità bensì quella di avventura nella natura.

   

Capo Horn

E’ emozionante percorrere i canali che furono per la prima volta esplorati da Ferdinando Magellano nel XVI secolo  e poi in seguito da altri coraggiosi navigatori come Francis Drake: tutto è avvolto da un fascino quasi misterioso e la consapevolezza di essere alle porte dell’Antartide rende tutto ancora più avvincente .
Il primo contatto con la terra lo abbiamo a Capo Horn dopo aver navigato  durante la notte attraverso il canale Beagle ed il canale Murray: è meraviglioso svegliarsi all’alba e vedere sorgere il sole nel luogo dove i venti provenienti dalla Cordigliera andina  si uniscono con le correnti fredde del Polo Sud e dove i due oceani, Pacifico e Atlantico si fondono in un’unico grande mare e rendono questo luogo ”la prigione del diavolo”.
Capo Horn è un promontorio di 425 metri di altezza, scoperto nel 1616 dal  navigatore olandese Willem Schouten e deve il suo nome dal porto olandese da dove era partita la spedizione: Porto Horn.

Ora nell’isola c’è una statua che rappresenta un albatros e una lapide dedicata a “Coloro che hanno superato Capo Horn e a coloro che hanno invece perso la vita”.


Seno Chico

Isola Magdalena

Continuiamo la navigazione attraverso gli intricati canali della costa occidentale della Terra del Fuoco dove domina il contrasto del bianco candido della neve contro il verde intenso della vegetazione lussureggiante delle foreste che ricoprono queste montagne e arriviamo al ghiacciaio del Seno Chico.

 Siamo ormai giunti alla fine di questa crociera e l’ultima tappa ci sembra veramente la conclusione perfetta per la conoscenza di  questa sconfinata terra: l’isola Magdalena regno  di un’immensa colonia di pinguini. Sbarcando su  quest’isola si ha la sensazione di essere degli intrusi perché i curiosi e simpatici animali  ti guardano e ti studiano  come se qualche essere “strano” avesse invaso il loro regno!

Camminiamo fino al faro Sant’Isidoro che guidava i navigatori durante il passaggio attraverso lo Stretto di Magellano .






















 

Sbarchiamo a Punta Arenas, capitale della XII regione e attrezzato porto che ha favorito il commercio e l’immigrazione da altre zone del Cile.

E’ situata ai piedi delle Ande: grandi viali, un museo che racconta il lavoro svolto dai missionari salesiani, palazzi fatti costruire da potenti  allevatori come Braun e ovunque, ma è una caratteristica di questa terra, tutto e solo dedicato a lui: Ferdinando Magellano: vie, monumenti e anche la bellissima bandiera nella quale sono rappresentati tutti i colori di questa terra: il blu dell’oceano, il giallo dei prati, il bianco delle Ande e la croce del sud con la stella polare,  guida importante per  gli uomini di mare di questa terra.

Prossima tappa Puerto Montt una delle città più importanti del Sud Cileno: fu fondata da coloni tedeschi ed è per questo che conserva un aspetto molto “germanico” che si nota subito nell’architettura delle case: tetti appuntiti e terrazze riccamente decorate.

Questo è un ottimo punto di partenza per conoscere e visitare l’isola di Chiloè  (con le caratteristiche e colorate “palafitos” e le sue 150 chiese tutte di legno dichiarate patrimonio dell’umanità)  e la zona dei laghi e dei vulcani: puerto Varas, graziosa cittadina situata lungo le sponde del lago Llanquihue , Frutillar che ospita un importante festival musicale, il Parque Nacional Vicente Perez Rosales dove domina incontrastato il carismatico vulcano Osorno sempre “incappucciato” di neve e divenuto il simbolo per eccellenza di questa regione.

Santiago






 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

Quindi il lago Todos Los Santos che deve il suo nome al giorno in cui venne scoperto e la cui traversata è il punto di partenza per raggiungere Bariloche rinomata stazione turistica argentina.
Si parte verso il nord ma non prima di aver visitato la capitale di questa nazione: Santiago.
E’ una città moderna con grattacieli e molto inquinamento ma sempre accompagnata, ovunque si vada, dalla stupenda vista delle Ande.

Santiago è caratterizzata da molte piazze e  colline chiamate “cerros”: come il cerro San Cristobal che domina il Parque Metropolitano, la zona verde più estesa di Santiago,  o il cerro S. Lucia con le sue belle fontane .

Proseguiamo la nostra visita incontrando il Mercato Central con la sua caratteristica struttura di ferro battuto e reso molto pittoresco e colorato dalla vasta scelta di verdura, fruttta e pesce, Plaza de Armas il centro storico della città  e il Palacio della Moneda, sede prima della zecca e poi residenza presidenziale dove Allende fece il suo ultimo tentativo per resistere contro il colpo di stato.


Il grande nord

Ultima tappa : il grande nord.
 Arriviamo a Calama e con un pick up percorriamo i 100 Km che ci separano dalla nostra base : San Pedro de Atacama .

La strada è quella che porta in Bolivia e in Argentina e molte sono le zone ancora minate che incontriamo durante il tragitto. Siamo esterefatti da questo insolito paesaggio: sembra veramente di essere in un luogo lunare!

Arriviamo a San Pedro un minuscolo  “pueblo” a 2400 metri di altezza con poco meno di 1000 abitanti. Durante le ore diurne pare una paese fantasma abitato solo da cani randagi che cercano ristoro ovunque, mentre in serata si popola di giovani che cantano e suonano nei vari locali del paese fino all’alba complice anche un cielo stellato mozzafiato: dicono che questa zona sia meta di molti astronomi appunto perché, forse a causa dello scarso inquinamento e della posizione, pare  sia il punto migliore per osservare il cielo .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il paesaggio attorno è incredibile: tra dune di sabbia e  un cielo azzurrissimo e  rocce coloratissime che si sovrappongono creando contrasti fenomenali. Stentiamo a credere che tutto ciò sia sale , sale e solo sale. 

Prossima tappa i Geyser del Tatio  a 4300 mt: si parte molto presto perché i geyser si possono vedere bene prima dell’alba. Fa molto freddo a causa dell’escursione termica ma il cielo è strapieno di stelle luminosissime sembra la cupola di un planetario tanto sono visibili tutte le costellazioni!

E’ la distesa di geyser più alta del mondo anche se non la più maestosa: questo concentrato di vapore e il ribollire della terra ci fanno sentire di trovarci in un luogo un po’ infernale! Ma con il sorgere del sole e con il rialzo della temperatura possiamo ammirare meglio questo paesaggio e alcuni audaci approfittano per fare il bagno in una pozza d’acqua calda!

La via del ritorno ci riserva ancora delle belle sorprese: cactus giganti, vigogne che pascolano indisturbate in compagnia di alcuni nandu, dei piccoli struzzi andini e pastori con greggi di lama che alpeggiano tranquilli.

La fatica ci porta a rilassarci nelle naturalissime Terme di Puritana sorgenti calde di origine vulcanica: una decina di pozze naturali posizionate a cascata e collegate da passerelle in legno a 3600 mt di altitudine.
 


Entriamo nella  Reserva Nacional Los Flamencos : visitiamo le caverne di sale, le  Tre Marie e finiamo seduti su una duna ad ammirare lo spettacolare paesaggio che offre il tramonto nella Valle della Luna, in un silenzio quasi inquietante il tutto incorniciato dalle Ande e dalla Cordigliera di sale!  


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

L’indomani si parte ancora presto per la nostra ultima escursione: le lagune alpopianiche. Ci fermiamo prima ad ammirare i fenicotteri che vivono nella Laguna Chaxa posta al centro del Salar de Atacama e poi proseguiamo incontrando i villaggi di Toconao e Socaire con le sue famose terrazze incaiche.
 Infine arriviamo alle Lagune Miscanti e Miniques  dove la leggenda racconta che  due innamorati si sono trasformati in lagune per stare sempre insieme. I colori delle rocce ricche di minerali, il bianco del sale  e l’azzurro delle lagune fanno di  questi luoghi un incanto!

Forse è vera la leggenda che si racconta da queste parti: Dio quando creò il mondo avanzò un po’ di deserto, un po’ di vulcani, un po’ di foreste, un po’ di ghiacciai e decise di metterli tutti in un posto: il Cile.

 

Il viaggio volge al termine:  l’ultima sera a San Pedro de Atacama ci porta con un po’ di commozione nel salutare tutti coloro che ci hanno fatto conoscere questo grande, misterioso e inquietante nord e senza i quali  sarebbe stato impossibile farlo, viste le strade e il territorio molto impervio!

E’ per questo che vogliamo ringraziare Mauricio, titolare della Expeditions Cuna  e la sua guida Maurizio, un italiano che ha fatto di questo paese la sua nuova casa, sua moglie Claudia e Marco “il poeta”, che ci ha scritto in segno di saluto questa bellissima frase di un grande autore cileno che rispecchia molto il carattere di questo popolo:  “Vivranno coloro che credono nella libertà, moriranno coloro che non credono nella libertà, moriranno due volte coloro che sono indifferenti alla libertà”.

                                                                         Barbara e Lorenzo
e-mail: barbara