La nostra amica Giusy la conoscete già: nella pagina "avventura" abbiamo parlato delle sue imprese sportive. Questa volta ha accettato di fare per noi l' "inviata speciale" per un viaggio virtuale  nelle terre della Lapponia. Lei c'è stata veramente in queste luoghi di ghiaccio in occasione del raid di Capo Nord 2001, portato a termine  i primi giorni di marzo. Quando si muove per i raid, Giusy ama conoscere gli usi e i costumi delle popolazioni che visita, e spesso pubblica i resoconti di viaggio su riviste specializzate, essendo pubblicista. Quindi ha una ricca collezione fotografica di tutti i paesi attraversati e una conoscenza sufficientemente approfondita dei popoli avvicinati. 
 

 

 (Giusy arriva in Finlandia)

LAPPONIA: 
ghiaccio, freddo sinonimo di vita
di Giusy Concina

la caccia all'orso in una scultura di ghiaccio

Lo scorrere delle prime centinaia di km, in direzione nord, è caratterizzato da splendidi campagne ancora addormentate,  qua e là sorge un paesino con le caratteristiche casette in legno, il fienile, e qualche cavallo che pascola con la coperta sul dorso.
Una vita che sembra dormire sonni tranquilli, scorre lentamente dentro le casine di legno, calde ed illuminate, infatti ad ogni finestra (rigorosamente quadrata) viene collocata una lampada che viene accesa al tramonto, e così rimane fino al sorgere del sole. ...

 

La tipica casina in legno. Sono tutte così, alcune un pò più grandi, ma non di molto. Mi ricordano quelle delle fiabe. Questa foto è stata scattata verso Sodankila, a nord i Rovaniemi in Finlandia. Ma sono simili anche in Norvegia.
 

Questo cartello a voi potrebbe sembrare tetro, soprattutto per il freddo, e di scarsa importanza, in realtà per me è stata una piacevole sorpresa percorrere quegli ultimi 50 km.

Fiume ghiacciato dove normalmente ci si sposta su slitte trainate da husky o da renne, ed anche a motore
 

Continua la nostra risalita verso il Nord,  per giungere a Kiruna ed oltrepassare il circolo polare artico. Questo è avvenuto al calare della sera, cioè verso le 4 del pomeriggio, con una luce molto particolare, lungo la strada E4 (SS97)che da Lulea porta a Kiruna.  Dopo ben 70 km dal grande incrocio, si incontra un cartello che indica il circolo polare artico ad 1km. Giunti sul luogo, troviamo un'area di sosta, con una casa, un ristoro ed un cartello che offre le informazioni nelle 4 lingue locali principali, inglese compreso. 
 

Una sosta è d'obbligo, ma la curiosità di proseguire verso la città mineraria con le sue tradizioni, i suoi popoli ed il tanto blasonato hotel di ghiaccio è irresistibile, pertanto avanti tutta...... siamo quasi a destinazione: Kiruna.
Due sono i luoghi di maggior interesse, per quanto riguarda questa tappa: il Museo Sami e la chiesa Sami.

l museo, seppur piccolo, è una struttura tipica, con i colori di questo popolo oramai in estinzione: blu, rosso, verde e giallo; al suo interno è possibile ammirare alcune riproduzioni dei loro mezzi di sopravivenza: tende, imbarcazioni, canne da pesca, slitte, nonchè gli abiti tradizionali e quelli confezionati con le pelli di renna. 

Le tradizioni  del popolo Sami oramai sembrano cedere il passo alla modernizzazione,  anche a causa della grande estensione del territorio lappone. La Lapponia infatti comprende un'area piuttosto estesa,praticamente tutta la calotta artica, pertanto geograficamente è situata in Norvegia, in Svezia, in Finlandia, in Russia, in Groenlandia, ed il popolo Sami parla più di 10 lingue Sami, le une diverse dalle altre, così tra loro non si comprendono. 
 

Siamo all'interno dell'ufficio di Babbo Natale, dove vengono da lui ricevuti  piccoli (e non solo) ospiti. La casa di Babbo Natale ha nell'interno negozi  e un vero ufficio postale dalle dimensioni impressionanti
 

La renna, buffo e simpatico animale è la fonte di maggior ricchezza e di 
fondamentale sostentamento per questi popoli. Infatti è utilizzata come mezzo di traino,  la sua carne è fonte di sostentamento e di grande commercio anche ai giorni nostri. La pelle, poi, viene usata per confezionare abiti, scarpe, sacchetti, attrezzi etc., così come le corna. 
 

Una renna selvatica vive circa 10 anni, si nutre di licheni, muschi, cortecce d'albero durante la stagione invernale, mentre durante la bella stagione  ha a disposizione  un menù molto più ricco, composto da ben  120 tipi di piante diverse.

La sua corporatura non è molto grandi, infatti persa circa 130 - 140kili, Il colore del manto può variare,  ne abbiamo viste di marrone chiaro, marrone un pò più scuro e addirittura bianche. (come quella sulla destra)

E' un animale molto intelligente, sopravvive ai cacciatori ed agli animali che comunque la cacciano e di essa si nutrono, riesce a difendersi grazie alle corna molto lunghe e ramificate. Le renne che vivono negli allevamenti, hanno una vita media più lunga, quasi 20 anni, grazie al fatto che trovano sempre del buon cibo; vivono quindi in condizioni migliori, essendo  più curate.

 

Dopo il Museo, sostiamo davanti alla chiesa Sami, la più antica e famosa chiesa rimasta del mondo Sami; costruita interamente in legno si erge per un altezza pari ad un palazzo a 4 piani.
I nordici, lapponi e non, sono molto fedeli. Si incontrano luoghi di culto molto spesso anche nei paesini più piccoli e quasi abbandonati.

 

 

 

 

 

La hall dell'hotel di ghiaccio, un ambiente troppo freddo per i miei gusti

Lungo il viale che costeggia la ferrovia ci incamminiamo verso Jukkasjarvi, o punto d'incontro, la cittadina dove sorge il tanto blasonato Hotel di Ghiaccio. Una struttura formata da un immenso igloo, all'interno del quale si snoda un dedalo di corridoi con le stanze da letto in ghiaccio, i materassi posti sul ghiaccio e ricoperti da pelli di renna. Ogni stanza accoglie uno o più ospiti ai quali viene consegnato uno speciale sacco a pelo, gli ospiti hanno a disposizione una "hall" con sedie e tavolo in ghiaccio  dove trascorrere una serata a chiacchierare e giocare a carte, ed un bar nel quale  liquori e bibite vengono serviti in bicchieri di ghiaccio. Alcune stanze sono molto belle, arredate con statue di ghiaccio che raffigurano gli animali più conosciuti nella zona, dagli orsi agli antichi mammuth. 
 

Altre stanze sono costruite a forma di cuore con dei giochi di luce particolarmente suggestivi. Ogni sera si conta il "fully-booked", con ospiti provenienti dalla Germania, dall'Inghilterra, dagli Stati Uniti e dal Giappone, dall'Italia non molti, sottolinea l'addetto stampa. 
Proseguo la  visita all'interno del complesso a bordo di una piccola slitta, che sembra molto ad un monopattino e serve per portare i bagagli senza paura di scivolare, fatto molto frequente in questo ambiente. Oltre l'ingresso raggiungo una sala adibita a chiesa
(nella foto a destra), anche questa tutta in ghiaccio, con le pelli di renna sulle panchine per sedersi. 

Attorno all'Hotel  molto movimento, di turisti ed anche di personale che si occupa della manutenzione e dell'intrattenimento degli ospiti con gite in motoslitta, o con slitte trainate dagli Husky. Insomma il lavoro ed il divertimento non sembrano essere condizionati dalla bassa temperatura, che qui si aggira sui - 15° . Anch'io sono andata a fare una gita con la slitta. Una passeggiata al pomeriggio fa sempre bene, solo se seguita da una bevanda calda e da una sauna, infatti dopo soli 20 minuti non ne potevo più

Sosta durante la "gita" con la slitta e le renne: ci siamo fermati a fare il caffè, raccogliendo la neve al posto dell'acqua. Il difficile è stato accendere il fuoco con la legna di abete umida, e molto lungo il tempo di attesa che l'acqua bollisse. Il caffè era buono, ma solo perchè era caldo.

E' ora di proseguire verso Nord, attraversare il confine tra Svezia e Norvegia, (un confine solo politico, poichè la natura ha già segnato i suoi confini), lungo una strada che seppur tortuosa, aperta in quanto considerata strada europea, è pur sempre una strada  alla fine della quale bisogna girare la macchina e tornare indietro, perchè oltre non c'è nulla. 
 

 
 

L'orizzonte offre solo ghiaccio e freddo, allora qual'è il significato di un'avventura così lunga? Forse il senso di libertà, forse il senso di raggiungere la "vetta" dell'Europa, ma certo il fascino che riusciamo a coglierne è legato soprattutto alla natura, al paesaggio, alle tradizioni che si tramandano sotto un'immensa coltre di neve e ghiaccio.

 

Giusy Concina

   
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