Le star del Mar Rosso

(foto AmB)

con Thelma alla scoperta di reefs da sogno

 

E' l'alba sul mar Rosso, a Sharm el Sheikh.
Thelma attende sulla spiaggia deserta, nel silenzio assoluto, che si faccia giorno. I turisti, quasi tutti italiani, dormono al fresco delle camere "condizionate", ma si perdono lo spettacolo di questa natura rimasta, fino a pochi anni fa, a disposizione di alcuni privilegiati sub che frequentavano le coste del Mar Rosso, per la bellezza e ricchezza della barriera corallina e dei suoi fondali.

Thelma sulla barriera corallina... non si spingerà oltre: potrebbe danneggiare, calpestandoli, i minuscoli molluschi, cibo della moltitudine colorata di creature marine che vivono qui.

Ma non solo i pesci amano nutrirsi in queste limpide acque....

 

L'attesa di Thelma è una sola, la stessa che l'ha portata quaggiù, dove il turismo di massa affolla le piscine: vedere finalmente coi propri occhi e sfiorare con mano le formazioni madreporiche di questo ricco reef e naturalmente quelle che sono le star incontrastate del Mar Rosso.
Pinne, boccaglio e maschera, unici strumenti per lo snorkelling e l'apnea.

 

            
           


 
 

2350 di lunghezza e 350 di larghezza nel punto più largo (all'altezza dell'Eritrea), queste le estensioni del Mar Rosso che ha l'aspetto di un lungo budello che unisce Mediterraneo e Oceano Indiano.
La zona è una delle più "calde" del pianeta, dal punto di vista geologico: siamo sulla lunga frattura che sale dai grandi laghi dell'Africa centro-orientale fino al Golfo di Aqaba e alla valle del Giordano. E' quindi un mare molto profondo, anche se stretto, e raggiunge i 3000 metri nella zona centrale, con profondità in molti punti di 600, 800 mt nelle immediate vicinanze del reef. 
Al contrario a nord, la profondità, in corrispondenza del golfo di Suez, e a sud nella strettoia di Bab el Mandab,  è veramente modesta, dai 60 ai 100 metri.

(le pinne di Thelma vanno da sole)

Per chi non frequenta i mari: il reef è la costruzione corallina che si trova immediatamente nel muro d'acqua della caduta esterna della barriera; snorkelling, (da snorkel, tubo aeratore): esplorazione in apnea con pinne, maschera e boccaglio
Il Mar Rosso è una delle località più adatte per questa attività infatti i suoi fondali sono caratterizzati dalla presenza di reefs affioranti o semi-sommersi che permettono una tranquilla e completa osservazione del ricchissimo ambiente e dei suoi abitanti pur nuotando in superficie. Tra l'altro sono proprio i primi metri del reef ad essere più ricchi di vita e di colori. Con una discesa in apnea di pochi metri si possono vedere anche gli abitanti delle grotte e dei fondali sabbiosi, mentre una nuotata in acque più profonde può essere emozionante, c'è la possibilità di incontrare i grandi pelagici o i predatori come squali e barracuda, i quali si lasciano avvicinare più facilmente dall'apneista che non da chi si immerge con l'autorespiratore, in quanto più rumoroso.
Gli incontri ravvicinati più "elettrici" per Thelma sono stati appunto con un branco di barracuda e con il temuto pesce scorpione, tutti nelle immediate vicinanze del reef.
 

Anche se in comunicazione con l'Oceano Indiano, il Mar Rosso è considerato un mare chiuso e la sua fauna, che appartiene alla regione indopacifica, conta il 20 per cento di specie endemiche.
La  fauna è pressocchè la stessa in tutto questo mare, ma le caratteristiche dei fondali sono molto diverse da zona a zona.
Il Golfo di Aqaba è molto profondo e raggiunge anche 1600 metri, ma le coste sono sabbiose e presentano formazioni madreporiche non rilevanti, che sono più ricche spingendosi verso sud.

 

 (il reef di Sharm el Sheikh)

La parte terminale della Penisola del Sinai, è una delle  zone più belle di tutto il Mar Rosso e Ras Mohammad, la punta estrema, viene inserita nella classifica delle 10 zone d'immersione più belle al mondo.

 


(a sinistra nella foto)

Sharm el Sheikh è qui vicino. Era un piccolo villaggio di pescatori, divenuto oggi un'attrezzata  e  frequentata località turistica, in continua espansione, presa d'assalto dai subacquei di tutto il mondo, soprattutto europei.
Centinaia i subacquei che si immergono ogni giorno in queste acque, tanto che di recente è stato imposto un regolamento in alcune aree, con la creazione del parco marino di Ras Mohammad, per evitare che il delicato ecosistema marino possa venire danneggiato da un'eccessiva presenza umana.
Hurgada, che si trova di fronte, sulle coste egiziane, ha conosciuto anch'essa il boom turistico. Anche i suoi fondali sono molto belli.

(Hurgada: insenatura e, sotto, beduini preparano il the)

 

Scendendo più a sud, comincia il Mar Rosso avventuroso, senza più alberghi o attrezzature diving, coste deserte e piccoli insediamenti per lo più militari. E' proibito il transito lungo la strada costiera e l'approdo sulle spiagge. Vi è solo qualche barca charter per safari subacquei che si avventura in queste acque, che sono quindi quasi vergini.
Da ricordare che al largo si trovano le isole Brothers e Dedalus ref, considerate dai sub veri paradisi. Ancora sottocosta l'isoletta di Zabargad, l'antichissima Topazos, le cui miniere di olivina venivano sfruttate fin dalla XVIII dinastia  egizia. Questo è il regno del corallo di fuoco.

Nuweiba - Golfo di Aqaba: la Blue Walley, un'ampia vallata di rocce granitiche dipinte da un artista belga

(Nuweiba, tenda beduina)

(Nuweiba, il delfino Hebatullah, Dolphin's Reef)
 

Un accenno ai reefs più a sud.  
Dopo il confine con il Sudan, inizia la zona che ha conosciuto negli anni '80 un discreto traffico di sub, grazie alla presenza di Port Sudan e di una piccola flottiglia di barche charter italiane. Ora il turismo è in declino a causa dell'instabilità politica e dei problematici collegamenti aerei. Ed è un peccato perchè dicono che le acque sudanesi sono forse le più selvagge e più belle del Mar Rosso: immersioni da brivido per l'incontro con gli squali e i pelagici, i reefs sudanesi che salgono come funghi da fondali profondi e bellissimi, vere e proprie oasi di vita.
Ancora le coste dell'Eritrea con le
Dahlak, un centinaio di isole che i vecchi subacquei italiani ricordano per la mitica spedizione subacquea italiana in Mar Rosso del 1953 con la motonave Formica (vi presero parte Quilici, Vailati,Roghi, Bucher, ecc.). Qui la fauna è ricchissima, anche se i fondali non sono dei più belli per lo sviluppo modesto delle madrepore, in un'acqua poco limpida a causa dell'enorme sviluppo di plancton.
Infine la strettoria di Bab el Mandab e le acque dell'arcipelago dei Sette Fratelli
Qui la ricchezza di pesce è eccezionale, ma l'acqua non è limpida e mancano le strutture turistiche.
Le coste orientali sono ancora off-limits, ed è un peccato perchè pare che quelle saudite centro settentrionali siano le punte di diamante dell'intero Mar Rosso.


 


          

 Si pensa generalmente che i mari tropicali siano molto ricchi di vita, ma in verità le calde e trasparenti acque dei tropici sono povere di sostanze nutritive e di conseguenza poco popolate da pesci e da altri organismi.
La barriera corallina al contrario è un'esplosione di vita con una gran quantità di animali e vegetali in un ambiente estremamente ricco e complesso.
Il segreto sta nella particolare biologia delle madrepore, chiamate anche "coralli costruttori", animali che formano delle colonie.
Questi organismi estraggono carbonato di calcio dall'acqua, col quale costruiscono lo scheletro. Su questo si sovrappongono altri strati calcarei che formano, nel giro di milioni di anni, le grandi formazioni coralline.
Ogni colonia può raggiungere grosse dimensioni e il peso di decine di tonnellate.
L'aspetto più spettacolare delle madrepore è l'incredibile quantità di forma che possono assumere, a sfera, a colonna, a ventaglio o ramificate.
Anche i colori sono molteplici, dal rosso, al giallo al rosa, dal verde al viola, al bruno, all'azzurro. Il colore rimane finchè le madrepore sono vive, poi, dopo la morte, perdono il tessuto superficiale e rimangono scheletri calcarei bianchi con piccole cavità, dove erano inseriti i polipini.
Importante aspetto dei coralli costruttori di grandi banchi è la presenza di alghe cellulari che vivono all'interno dei loro tessuti: Pare che per un mutuo scambio di favori, le alghe favoriscano la deposizione di carbonato di calcio, sottraggono sostanze di rifiuto prodotte dai polipi e producono ossigeno. La prova dell'importanza di questi piccoli vegetali sta nel fatto che le madrepore che non le ospitano, crescono in colonie di modeste dimensioni.
altri organismi concorrono alla costruzione del reef, sono i "coralli di fuoco" o le diverse specie di "alghe coralline", in grado di secernere calcare
Generalmente i grandi banchi di madrepore si trovano in acque poco profonde, per permettere alle alghe che contengono di usufruire della luce necessaria per la fotosintesi clorofilliana. Altro indispensabile elemento per le madrepore, la temperatura : tra i 20 e i 35 gradi, l'alta salinità e l'acqua  limpida.

 
Non potendo mostrarle tutte, queste star indiscusse del Mar Rosso, ne ricordiamo le più famose, appariscenti o simpatiche. Alcune si lasciano ammirare spesso, altre, come la stupenda cernia rossa, non le vedi ad ogni snorkelling. In ogni caso tutti gli incontri danno emozione, come è fantastico essere affiancati e superati da gruppi di numerosissimi pesci farfalla gialla.

Ma eccole queste star:


 

 
 
LA CERNIA DEI CORALLI

        
(Famiglia dei Serranidi)



Questa varietà, tipica della barriera del Mar Rosso, vive nel reef da 5 a 200 mt, solitaria e carnivora si può incontrare nelle ore diurne e notturne sia in apnea che in attrezzatura sub.
E' forse una delle principali star, è bellissima. Per Thelma, che l'ha incontrata due volte nella parte più bassa del reef, la cernia dei coralli è il corrispondente di quei funghi non mangerecci che si trovano nei boschi col grande cappello rosso e i puntini bianchi.
La cernia è famosa per l'elevato valore commerciale ed è diffusa nell'ambiente tropicale.
 Ha grossi ed acuminati canini che la rendono temibile, pesci e crostacei sono i suoi bocconcini preferiti.
Essendo forti predatrici territoriali, si trovano ai vertici della catena alimentare, per cui la loro uccisione può provocare un notevole squilibrio nell'ecosistema della barriera.

        

                                                    
PESCI ANGELO
  
                  (Pomacantidi)



Fra i più rappresentativi della barriera corallina, dalle bellissime e vivaci colorazioni che cambiano con l'avanzare dell'età.
La dieta degli Angeli comprende una gran varietà di organismi vegetali e animali a seconda delle specie.
Alcuni, soprattutto gli esemplari giovani, possono trasformarsi in pesci pulitori, quei pesci cioè che liberano gli altri da fastidiosi parassiti.


(Nella foto grande, l'Angelo Imperatore)
NAPOLEONE !!
    
(Chielinus undulatus)

Ecco la star di Thelma, il preferito in assoluto! Napoleone, chiamato così per quel suo buffo bozzo prominente sulla testa, simile al copricapo dell'imperatore, ma molto più simpatico di quest'ultimo per il suo aspetto goffo, l'occhio espressivo che scruta con attenzione. Tutto sommato un atteggiamento pacifico, nonostante la sua mole.
E' il più amato anche dai sub. E' frequente soprattutto a Ras Mohammad, vicino a Sharm, dove veniva nutrito un tempo dai sub con delle uova sode, un'abitudine per fortuna oggi proibita.
Ha una notevole articolazione delle mascelle e le sue labbra possono aprirsi a dismisura tanto da ingoiare con un potente risucchio, le prede intere.


BARRACUDA

      (Sfirenidi)

Diurni e notturni, in mare aperto, da 0 a 50 m di profondità, sia solitari che in banco, i barracuda fanno proprio paura!
Si possono incontrare anche in apnea, come è successo a Thelma, e non è stato certamente piacevole! nuotavano a mezz'acqua.
 L'aspetto è quello di feroci predatori, con le mascelle socchiuse e i terribili denti in mostra, pronti per azzannare. 
Tutti gli appartenenti alla famiglia degli Sfirenidi sono voraci predatori, ma evitano di attaccare l'uomo (così dicono) se non sono infastiditi o provocati. L'importante è non avere oggetti luccicanti che attirano la loro attenzione.
L'unico responsabile di attacchi all'uomo. è lo Sphyraena Barracuda, che può superare i 2 metri di lunghezza e i 40 kg di peso. Da adulto è solitario e nuota tra le acque portuali e il mare aperto. Gli attacchi all'uomo però sono avvenuti tutti in acque torpide, dove è facile scambiare un arto umano per un pesce.
Il barracuda è pur sempre una star, almeno per la paura che incute.



          

 

PESCE SCORPIONE e PESCE PIETRA
        
(Scorpenidi)

Da segnare in rosso sul libretto dell'attenzione, questi insidiosi e pericolossimi scorpenidi, dall'aspetto a volte leggiadro. Sono solitari, sia diurni che notturni e si trovano facilmente (anche in apnea) tra i 2 e i 30 metri. Frequentano il reef da padroni.
Nella zona dove Thelma usava ogni giorno scendere per una- due ore di snorkelling, si aggirava un pesce Scorpione, proprio a fior d'acqua sul primo tratto della barriera, in una zona dove anche chi non nuotava, usava immergere i piedi, stando seduto sulla banchina galleggiante al limite del reef. Era lì ogni giorno, quasi a sfidare i bagnanti.
I pesci Scorpione hanno spine velenosissime sulla pinna dorsale e si mimetizzano fortemente, in special modo il pesce pietra, che è difficile riconoscere anche da parte degli esperti. Si appoggia sulle formazioni coralline, perfettamente immobile in attesa della preda. Gli Scorpenidi cacciano di notte nutrendosi di crostacei e di piccoli pesci.
Abitando  acque poco profonde, costituiscono un serio pericolo per i bagnanti. Se inavvertitamente si posa un piede su di loro, la puntura delle spine procura un dolore lancinante, accompagnato da gonfiore, difficoltà di respiro e in alcuni casi anche dalla morte. Le sostanze velenose degli Scorpenidi sono neurotossine che si distruggono con il calore. Si suggerisce a chi è punto di deve immergere la parte colpita in acqua calda al limite della sopportazione e applicare agenti ossidanti diluiti, assumere analettici cardiaci, adrenalina e cortisone.

 
PESCI FARFALLA
  
                  (Chetonontidi)


Leggiadri, dolcissimi pesci Farfalla. Li trovi nel reef di giorno, da 0 a 30 metri.
Sono i più colorati e tipici pesci della barriera. Di giorno perlustrano il territorio da soli o in coppia, mentre di notte si adagiano sul fondo, cambiando leggermente la colorazione, che diviene più scura.
Nella maggior  parte dei pesci farfalla le coppie, una volta formate, rimangono unite per molti anni e perfino per tutta la vita.

Si nutrono di una vasta serie di organismi. Alcuni hanno un musino lungo e stretto che usano per mangiare i polipi delle madrepore.




SQUALO GRIGIO

      
(Carcharhinus wheeleri)

In mare aperto e nel reef, di notte e di giorno, solitari o gregari, carnivori, gli squali abitano numerosi il Mar Rosso e in alcune zone, come nelle acque sudanesi, è impossibile non incontrarne almeno uno durante un'immersione.
Tutto sommato dicono che gli squali siano pesci tranquilli e schivi, con il progressivo abbandono della loro caccia.
Poche le specie pericolose per l'uomo.Uno degli squali più facili da incontrare in Mar Rosso sia in apnea che con le bombole è il pinnabianca.
Lo squalo grigio è il classico squalo che si avvicina lungo le cadute esterne del reef. Raggiunge i 175 cm. di lunghezza e si riconosce per una fascia più chiara sulla pinna dorsale, mentre la coda è bordata di nero.
Thelma non li ha visti gli squali e non ci teneva a incontrarli nell'acqua, nonostante ci si sforzi di insistere sulla loro scarsa aggressività.
 
 

Finisce questo viaggio con Thelma in Mar Rosso. Non si è trattato della vacanza per occupare l'albergo a 4, 5 stelle o le megapiscine, simili ormai su tutte le spiagge frequentate dalla massa dei turisti, che amano ritrovarsi attorno ai  loro bordi, al suono di una musica martellante. Thelma ha voluto darci questa cartolina illustrata della vera ricchezza del Mar Rosso,per cui merita venire fin qui: il mare e le sue meravigliose creature.
 

 
 
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