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Salta e
Tucuman
due
province a nord-ovest
(vedi
anche la vicina Jujuy) |
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Lontane dai grandi centri, Salta e Tucuman (come Jujuy), si
trovano fra paesaggi unici: profonde valli salgono fra le montagne sempre più
alte. I capoluoghi di Salta e Jujuy si trovano sopra i 1000 mt.
Paesaggi e storia uniti in queste province, a nord ovest dell'Argentina, per un
viaggio indimenticabile.
A Salta, la ricchezza "telurica", fertili vallate, boschi e campi
fioriti, esuberante vegetazione, fiori, montagne, e "quebradas" furono
ieri scenari della vita aborigena, delle conquiste e della colonizzazione. |
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Salta: "Quebrada (spaccatura) de los toros" |
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Le
popolazioni indios
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Nel
nord-ovest argentino, a differenza del resto del Paese, percorso nei secoli da
numerosissime popolazioni di differente origine, giunsero le influenze degli
Aymarà boliviani e successivamente dei Quechua peruviani (ossia dell'impero
incaico, che abbracciò appunto, come ultima propaggine, le zone di Salta e
Tucuman. Qui si sviluppò un'apprezzabile civiltà basata sulla lavorazione del
rame e del bronzo, sull'agricoltura, sull'arte tessile e figulina. tutto ciò in
zone montuose, che non fanno parte delle grandi pianure argentine.
Gli indios delle zone basse, della pianura, a causa dei continui spostamenti, si
trasformarono in nomadi, ed è risaputo che nulla più del nomadismo, impedisce
il progresso. Anche quando gli indigeni non erano propriamente nomadi, vivevano
soprattutto di caccia, ma la caccia ostacola la sedentarietà, quindi impedisce
l'agricoltura e mantiene l'uomo in uno stato semiselvaggio. Inoltre, questa
situazione confusa e i conseguenti scontri fra le tribù facevano sì che gli
indios fossero quasi tutti guerrieri per tradizione antica: ciò spiega la
fiera ostilità a cui i bianchi vennero fatti segno al momento del loro arrivo
sul suolo argentino.
In Salta e Tucuman, come pure Jujuy, siamo dunque lontanissimi
dall'Argentina tradizionale soprattutto per un fatto d'ambiente: così come
queste zone facevano parte dell'impero incaico, oggi gravitano nell'orbita del
costume e della tradizione bolivio-peruviana assai più che in quella argentina.
Le popolazioni hanno l'impronta delle caratteristiche indie: i meticci sono in
maggioranza. Nelle valli essi hanno assimilato le usanze occidentali, ma
in montagna vivono ancora secondo schemi antichi. Compresi i costumi con i
caratteristici ponchos e le bombette o alti cappelloni, camicie coloratissime e
ampie gonne sovrapposte.
La specialità artigianale della zona sono i ponchos, filati e tessuti dai
meticci con estrema raffinatezza. Sono leggerissimi, eppure tengono caldo,
perchè tessuti con la lana di vigogna, uno dei quattro camelidi andini. Gli
altri sono il domestico lama, il selvaggio guanaco e la piccola, domestica
alpacca. |
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| Salta |
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La visita alla città di Salta e ai suoi dintorni, ci porta
a conoscere i monumenti, il mercato dell'artigianato, la
salita al "cerro" San Bernardo, da dove si gode una magnifica vista
panoramica sulla città e sulla "Valle de Lerma". Si può continuare
poi a visitare la villa estiva di San Lorenzo.
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(
Mentre la città di Jujuy ha una fisionomia improntata
soprattutto dal folklore, Salta invece ha un colore meno intenso, però possiede
una certa quantità di ricordi del periodo coloniale, come il Cabilbo - o
municipio -. certe chiese e certi portali di legno che testimoniano la sua
antica origine. |
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Il treno delle nuvole |
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A Salta fa capo la ferrovia proveniente da
Antofagasta (Cile) che attraversa un percorso reso durissimo dalle montagne e
dalle alte quote. Chiamata "Tren de las nubes",
treno delle nuvole, questa linea ferroviaria è lunga oltre 200 km e collega
Salta con la cittadina di frontiera di San Antonio de los Cobres, prosegue
quindi fino al viadotto La Polvorilla, ad una quota di 4.200 metri. |
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Attraverso una serie di peripezie (ponti, tunnel e
zig-zag) il treno si muove lungo paesaggi spettacolari dai mille colori. |
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Tucuman
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L'aspetto paesaggistico di Tucuman vede una
continuità verde tra pianure e montagne, ricche alle loro pendici di fitti
boschi.
A Tucuman, fondata il 31 maggio 1565, abbiamo trovato una viva attività
commerciale e industriale, oltre ad istituzioni ed associazioni culturali,
soprattutto storiche, universitarie e museologiche.
Non manca una vivace, quasi tumultuosa, vita notturna nei ristoranti, cinema,
casinò e sale da ballo.
La città è chiamata "Il Giardino della Repubblica", e mentre la
percorriamo notiamo il contrasto fra le costruzioni moderne e la sua vecchia
architettura. Fra le visite: la Casa della "Independenza", la
Casa del Governo, il duomo, la chiesa della Merced, il parco "Parque 9 de
Julio" e le zone residenziali.
Si percorre l'Ingenio Santa Lucia, si visita il Monumento al Indio, e la
Quebrada del Rio Los Sosa, apprezzandone tutta l'esuberante vegetazione, tipica
dei "cerros tucumanos".
Interessante la magnifica villa estiva di Tafi del Valle, come l'"Abra del
Infiernillo" e "Amaycha del Valle" con la sua immensa varietà di
cactus.
A Cafayate abbiamo visitato il duomo e le cantine, dove si possono gustare i
vini, davvero squisiti, prodotti nella zona. E ancora Medanos, Castillos,
Quebrada del Rio Las Conchas, proseguendo poi attraverso le "Valles
Calchaquies" unione pittoresca fra i colori della vegetazione e le forme
capricciose dei "cerros".
Infine una visita all' "Embalse e Diqua Cabra Corral", importante
complesso idroelettrico in una cornice di straordinaria bellezza.
(Tucuman, monumento agli Indios) |
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(chiesa di Villanougues) |
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(fotografie Luciana Bellina) |
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