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Da
Amaro a Thurber e in giro per il Texas con Elena e Mauro
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Cosa può esserci di così forte da spingere una giovane coppia della
Carnia a percorrere le strade del Texas, per la seconda volta
in pochi anni?
Mauro, come leggerete dal suo diario, voleva trovare una traccia,
anche piccola, ma documentata, del passaggio dei bisnonni e nonni,
emigrati da Amaro in queste sterminate pianure fino a Thurber,
per unirsi a centinaia di minatori in cerca di lavoro e
fortuna.
Nel diario, oltre all'emozionante visita a una Thurber ormai
scomparsa, troverete la visita al centro spaziale di Pasadena-Houston
ed altre tappe significative del viaggio, come San Antonio con Fort
Alamo e Dallas.
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allora...facciamo una pagina sul Texas?
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Texas 2002 , il ritorno…
(di Mauro ed Elena Toniutti) |
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Il Texas incarna
tutto ciò che c’è di tipicamente americano e nello stesso
tempo si presenta come una nazione indipendente. Gran parte
dell’immagine più conosciuta del west proviene da questo
immenso stato del sud, grande circa tre volte l’Italia e
popolato da 20 milioni di persone. |
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Un paese lontano
e mitico che per quanto mi riguarda mi ha affascinato fin da
bambino con i fumetti di Tex Willer e con i racconti
d’infanzia di mio padre e di mia nonna che mi parlavano della
figura di mio nonno paterno nato proprio lì nel 1903 dopo che
i suoi genitori avevano tentato la fortuna in America
intraprendendo la dura via dell’emigrazione dalla Carnia.
Partiti da Amaro
nell’aprile 1903 , dopo un viaggio pionieristico di oltre un
mese tra treno e bastimento, arrivarono a Thurber , Texas;
città mineraria allora in pieno boom con ben 15 miniere di
carbone e una fabbrica di mattoni che davano lavoro a oltre
10000 persone appartenenti a 18 diverse nazionalità.
Lì si insediarono e nel corso degli anni nacquero 5 figli, il
primogenito Desiderio (mio nonno), Isolina nel 1905, Veglia
nel 1908, Ribello e Delfina negli anni seguenti che morirono
rispettivamente a undici mesi di età di polmonite e a sei
mesi di colera. La mortalità infantile all’epoca era
elevatissima vuoi per le condizioni igieniche, vuoi per le
primitive conoscenze sanitarie. I medici del posto dissero
infatti alla bisnonna che la responsabilità della morte dei
bambini era l’aria del luogo non adatta agli Italiani ?!? .
Per questo la famiglia decise di rientrare in Italia attorno
al 1913 giusto in tempo per la prima guerra mondiale, il
terremoto del 1928, l’invasione dei Cosacchi e la seconda
guerra mondiale. Sono rientrati proprio pochi anni prima che
a Spindletop nel Texas orientale (1917) venisse rinvenuto il
petrolio e il paese decollasse alla grande … quando si dice
la fortuna!!
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Io
e mia moglie avevamo già vissuto una straordinaria esperienza in
Texas e in Louisiana nel novembre 1998, ma ora aiutati da internet
che ci ha permesso di contattare direttamente persone e di prenotare
servizi a prezzi molto buoni abbiamo deciso di ripetere
l’avventura. Ho invitato anche mio padre quale diretto discendente
del nonno Desiderio a seguirci, dopo averci pensato a lungo i miei
genitori hanno detto si .
Siamo
partiti da Venezia il 3 aprile scorso e dopo lo scalo di Francoforte
siamo arrivati all’aeroporto di Dallas- Fort Worth in perfetto
orario; noleggiata l’auto siamo partiti in direzione ovest sull’interstate
I-20 e abbiamo pernottato a Willow Park .
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Thurber |
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Il giorno seguente ci siamo alzati di buon
mattino dato che alle 10 avevamo appuntamento con il sig. Leo
Bielinski, colonnello dell’aeronautica militare americana in
pensione che ho conosciuto quale curatore del bellissimo sito
www.thurbertexas.com (dedicato alla
memoria di Thurber e che vi consiglio di visitare). Lo abbiamo
trovato ad attenderci e l’incontro è stato veramente un momento
molto forte dal punto di vista emozionale, il sig. Bielinski ci ha
spiegato di essere figlio di emigranti di origine polacca arrivati
pure loro a Thurber per lavorare nelle miniere di carbone.
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Ci ha spiegato
la reale dimensione della città agli inizi del secolo e ci ha
condotto a visitare gli edifici storici restaurati. Sempre
descrivendo minuziosamente la crescita e il successivo
abbandono della città, ci ha fatto visitare l’antico
cimitero, dove a cura dell’associazione storica è stato eretto
un monumento a tutte le persone morte nel paese delle quali
non rimane traccia.
Infatti all’epoca, solo le famiglie più abbienti avevano la
possibilità di costruire una vera tomba con tanto di
monumento, ma la maggioranza, dopo la tumulazione, poneva solo
una semplice croce di legno per contrassegnare il luogo della
sepoltura e ovviamente dopo quasi un secolo non c’è più alcuna
traccia di nulla.
Non potete immaginare tuttavia l’emozione di vedere scritti
nella pietra del monumento i nomi dei due figli morti in
tenerissima età nel 1908 e nel 1910 , anche se un po’
storpiati nella volenterosa traduzione dai documenti d’epoca
scritti a mano.
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Con il col. Leo
Bielinski
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Una
casa di minatori |
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Abbiamo acquistato anche noi un mattone da
inserire alla base del monumento per ricordare
l’avventura americana della nostra famiglia.
Nella lapide, al centro, il nome di Delphena
Tonioti
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Abbiamo pranzato
al ristorante “New York Hill”, che occupa il locale
dell'antico saloon, dalle pareti tappezzate di oggetti e foto
riguardanti il glorioso passato della città. |
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Prosegue
il viaggio: l'altro Texas |
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Salutato il sig. Bielinski, ci siamo diretti verso sud in direzione
Waco.
dove siamo giunti in serata. Per la cronaca siamo passati ad un paio
di miglia da Crawford
, località dove l’attuale presidente degli Usa possiede un ranch e
trascorre tutti i suoi fine settimana , non mancando di ospitare i
potenti del mondo e di fare importanti discorsi al paese. Quel
giorno era appena arrivato il primo ministro inglese Tony Blair come
abbiamo appreso dalla televisione in serata.
Il giorno
seguente ci trasferiamo in direzione est verso
Tyler,
la città delle rose dove abbiamo pernottato dopo la visita del
centro città e di alcuni quartieri residenziali molto belli.
Il 6 aprile (sabato) ci siamo spostati a sud verso
Jacksonville,
cittadina di 10000 abitanti dove abitano due signore conosciute
durante il nostro precedente viaggio.
Abbiamo incontrato prima la sig. Barbara Greig, che ci ha offerto il
caffè nella sua bella casa di campagna e con la quale abbiamo fatto
una piacevole conversazione sullo stile di vita Texano . Alla sera
ospiti della sig. Maria Grazia Marzano Sheffield dove abbiamo
cenato all’Italiana con pastasciutta e vino , in una bella casa di
legno tipicamente americana in un quartiere molto esclusivo e
signorile .
Vivendo in America da 25 anni è diventata molto obiettiva e ci ha
descritto con precisione il modo di vivere americano con le
inevitabili differenze da noi europei. Abbiamo così saputo che i
servizi in generale e l’assistenza medica in particolare sono
straordinariamente efficienti, per contro l’unione della famiglia
non vale nulla, le persone si sposano e si lasciano con assoluta
indifferenza.
Domenica 7, abbiamo puntato decisamente a sud per un lungo trasferimento
sulla I-45 passando per Huntsville
(sede del carcere dove avvengono le esecuzioni per iniezione letale)
e per Houston,
la quarta città degli States per popolazione, dove siamo passati
vicinissimo ai grattacieli di
Downtown, alla sera siamo
arrivati a Galveston
sul Golfo del Messico, praticamente la Lignano di Houston con le
debite proporzioni !!
Ci siamo trattenuti tre giorni durante i quali abbiamo visitato il
famoso acquario marino Moody
e il centro spaziale della Nasa di
Pasadena dove in mezzo alla
tecnologia più incredibile abbiamo anche toccato un pezzo di luna !!
Vai
per proseguire il viaggio...
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Houston |
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Downtown |
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Galveston
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