(foto Annamaria B.)
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Si dice che tutto
cominciò per una burla. giustamente giocata alle spese della
municipalità. Era stata commissionata ad un artigiano, secoli fa, la
parte terminale del campanile del duomo, consistente in una palla d'oro,
sovrastata da una croce. Ma al momento del pagamento gli amministratori
del comune decisero di decurtare la somma pattuita. Così segretamente
l'artigiano per ritorsione pose in cima al campanile una zucca dipinta
d'oro, che col passare dei giorni marcì e rivelò la sorpresa.
Da quel giorno gli abitanti di Venzone furono associati inevitabilmente
alle zucche ed anche soprannominati tali.
Vero o falso, da undici anni si festeggia, quasi in concomitanza con la
dilagante hallowen d'oltreoceano, questa nostrana ed affollatissima
Festa della zucca.
Trentamila i partecipanti all'attuale edizione, curata in ogni
particolare, dalle gabelle alle porte d'ingresso, ai costumi d'epoca,
alle guardie sulle mura.
Fra le molte "sagre" dell'Alto Friuli, questa ha però un
sapore particolare ed un suo fascino proprio perchè la finzione nella
ricostruzione di costumi e consuetudini medioevali trova una scenografia
ideale nelle mura, negli edifici e nei borghi.
Venzone, che ci appare sempre silenziosa e quasi triste ad ogni nostro
passaggio veloce sulla statale che scorre fuori delle sue mura, rivive
così, seppure per gioco, nei colori di zucche e costumi e nel ritmo dei
tamburi, qualche reminiscenza di un lontanissimo passato che la vide
fiorire soprattutto quale barriera al transito, con l'obbligo al
pagamento delle gabelle per chiunque volesse attraversare le sue
mura.
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